È inutile restare qui ad ascoltare i deliri di questo impostore che fa finta di essere un mio collega. Faccio un cenno a mia moglie e lo molliamo lì, sulla terrazza della vecchia casa dei miei. Ci caliamo in strada con alcune lenzuola annodate e raggiungiamo a piedi il centro della città. A un certo punto vedo, tra i tavolini all’aperto di un bar, il mio Agente che sta parlando con uno Scrittore Italiano Piuttosto FAmoso PUbblicato Da Un Grande Editore (da qui in poi, per brevità, SIPFAPUDUGE). Io associo le fattezze del mio Agente – non particolarmente piacenti, peraltro – a una serie di ambizioni di successo letterario che molto probabilmente non vedrò realizzate e che comunque non si realizzeranno per sua intercessione. Tuttavia sono sempre felice quando vedo il mio Agente. Il mio Agente, invece, non è mai particolarmente contento di vedermi, non so perché. E stavolta lo è meno che mai
“Però lo parli bene l’italiano. E’ da molto che sei in Italia?”
“Troppo. E non ti tirerai fuori da questo casino con le chiacchiere.” (more…)
Stavo andando all’appuntamento con quello scrittore romano, ero addirittura in anticipo, quando il mondo ha cominciato a capovolgersi e a franarmi sulla testa. (more…)
Niente. GIOSIPON non si vede.
Fastweb S.p.A.
C.P. 12620092
Cinisello Balsamo (MI) (more…)
- Oh vez, che programmi hai per oggi, hai da fare?
- Sì, pensavo di rompermi una caviglia. (more…)
Quindici anni fa mi venne una strana specie di malattia dell’anima. Avrei potuto risolvere la cosa con le droghe oppure dandolo a quella che non mi piaceva e a cui invece piacevo io. Invece mi rannicchiai dietro il divano della vecchia casa dei miei genitori e mi lessi di un fiato il libro di un francese strabico che mi fece l’effetto di un doppia dose di prozac. Quella è stata la prima volta che ho pensato che la letteratura era un forma terribile e meravigliosa di magia. E che io volevo essere uno stregone.
“Quanto a Samo, i Persiani, dopo averla rastrellata, la consegnarono a Silosonte priva di tutti gli abitanti. In un secondo tempo, però, il generale Otane contribuì anche a ripopolarla, per una visione avuta in sogno e per una malattia che lo colpì nelle parti genitali”
(Erodoto, Le storie, Libro III, 149)
Cosa avrà da dirmi GIOSIPON? Me lo chiedo mentre l’impostore, non so perché, si è avventurato in un gioco di prestigio con un mazzo di carte tirato fuori da chissà dove. L’idea che GIOSIPON debba parlarmi mi mette comunque in agitazione. GIOSIPON è uno scrittore, io sono uno scrittore, se uno scrittore si mette in contatto con un altro scrittore è perché c’è qualcosa di grosso che bolle in pentola. Opportunità, successo. Soldi. Io sto male. Devo trovare un modo per uscire da tutto questo.