fase 4

settembre 11, 2009

No aspetta seguimi un attimo. Il punto è che il tuo traguardo è il mio punto di partenza. Ci sei? mi segui? Che tu hai un traguardo ok? e ci arrivi e sei soddisfatto e fai tutte quelle cose che fai quando sei soddisfatto: ti guardi intorno con aria soddisfatta, sorridi, ti ravvii i capelli (se li hai ancora), ti asciughi il sudore, annusi il profumo della vittoria. Ti adagi, insomma, ok? per un attimo. Ti riposi. Non c’è niente di male: sei soddisfatto. Solo che io da lì sono partito, dal tuo traguardo, io sono partito. Per cui di cosa stiamo a parlare? giusto? Ok possiamo a parlare, possiamo continuare a parlare se la cosa ti fa piacere, certo, non c’è niente di male anzi, e lungi da me il giudizio, questo lo sai bene, lungi da noi il giudizio, e quando dico “lungi” intendo proprio “lungi”, ci sei? siamo d’accordo su questo? Lungi da noi, quel cazzo di giudizio. Ma tu sei là, sei arrivato là e resti là, e io sono qui e tu resti là in fondo che ti vedo piccolissimo sempre più piccolo, perché sto andando, seguimi, sto andando, sto scivolando lungo una china pericolosa, questo me lo diceva la mia prof di matematica, “lei” mi ripeteva sempre, “lei sta scivolando lungo una china pericolosa”, e diceva anche sempre: “avete capito ragazzi?” Lo diceva spesso, non richiedeva risposta, parlava e spiegava e poi si fermava e diceva: “avete capito ragazzi?” E poi riprendeva a parlare, non si curava della risposta. Perché sapeva che alcuni avevamo capito, altri no, alcuni avevamo un traguardo e altri partivamo da quel traguardo. Ok? Avete capito ragazzi? Giù lungo una china pericolosa dritti sparati verso il Punto Improprio. Te lo ricordi il Punto Improprio? Quel punto dove si incontrano due rette parallele. Lo so che non te lo ricordi. Tu sei perpendicolare giusto? mi sbaglio? Sei perpendicolare, io sono parallelo. Anche quando sono da solo sono parallelo. Potrei dirti che il mio traguardo è il Punto Improprio, potrei dirtelo ma non te lo dico. Ok? non te lo dico, ti dico. Parliamo di fatti, il Punto Improprio non sono fatti, le rette parallele o perpendicolari non sono fatti, sono niente, stiamo a parlar di niente, parliamo di fatti. All’inizio sei sperso e questo è un fatto. O no? Sei sperso, è l’inizio, sei sperso e ci resti un po’. Sperso. Tipo fase uno. Poi ti adatti. Fase due: ti adatti. Non sei più sperso, sei adattato. Tipo un liquido quando lo versi in un contenitore che prende la forma del contenitore. E poi danzi. Ci sei? La fase tre è quando danzi, velocemente, ogni tanto inciampi ma continui a danzare, ogni tanto barcolli o perfino cadi ma continui a danzare perché la danza non si può interrompere: ti rialzi e continui a danzare. Non è che torni alla fase due, giusto? Non è che perché cadi torni alla fase due. Resti lì, nella tre, e danzi. E poi padroneggi. Nella fase quattro. Padroneggi ok? Hai il controllo, prima danzavi ma non avevi il controllo, adesso hai il controllo e padroneggi. Quarta ed ultima fase. E quando padroneggi che fai? Beh hai due opzioni, è di questo che stiamo parlando. Aspetta seguimi un attimo, ho quasi finito. Due opzioni e cioè, o ti fermi o passi oltre. Ti fermi e resti lì a padroneggiare, oppure passi ad altro e torni sperso. Resti nella fase 4, fermo, o ricominci dalla fase 1. E parlare possiamo parlare parlare parlare all’infinito, ma la questione resta questa no? mi sbaglio? Così semplice da sembrare squallida.

3 Risposte to “fase 4”

  1. Rikimaru Dice:

    …Avete capito ragazzi?


  2. la cosa bella davvero – è che alla fine ti viene solo da dire “… avete capito, ragazzi?”

    e nn sono manco la prima.

  3. enzuccio Dice:

    Io questa cosa la condivido su feisbuk, se non vi disturba.


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