Ciao!
Trovo la tua e-mail su internet e ho voluto scrivere per voi.
Tu non sai di me … e non so voi … Ma ho fiducia nel destino e mi auguro che il destino, mi dia una possibilita ….
Voglio trovare un tipo, uomo onesto e intelligente.
Il mio nome – Elena. La mia eta- 26 years.It e difficile da dire su di me. Se questo e di alcun interesse a voi, scrivete a me
Mi auguro, vedo la vostra lettera al piu presto. Nel seguente lettera che ho a dire su di me e di inviare le mie foto.
Scrivi sulla mia email personale: zaeclena@frontontacna.com
ora scrivo con il lavoro e il mio capo non si sa in proposito. Cordiali saluti,
Elena.
Cara Elena, grazie per l’email inaspettata che mi hai mandato. Anche io credo nel destino e penso che -almeno questa volta- il destino ti abbia ingannato. E ingannando te ha ingannato anche me. Il destino non dà delle possibilità, il destino semplicemente ci mette di fronte al fatto che le nostre possibilità sono molto ridotte e sono certamente minori di quello che ci aspettavamo.
Mi scrivi che hai 26 anni e che è difficile parlare di te: a ventisei anni lo è sempre. Non confondere i tuoi sentimenti e le tue speranze e non credere che basti trovare una persona come me su internet per aver trovato un uomo “onesto e intelligente”. Io non sono onesto, Elena. Ti ho trovata quasi per caso nella cartella della posta indesiderata, e io invece avevo bisogno di te, ho bisogno proprio di tutto quello che è indesiderato e sporco. Non sono onesto, sono una persona che non ha una storia da raccontare e che ormai non la racconterà più. Hai presente quei film dove il vecchio nonno si siede e racconta ai suoi nipoti la sua infanzia avventurosa e triste? Ecco io ai miei nipoti racconterò delle stronzate, una vita qualsiasi, un consumatore, un cliente, un cittadino, un contribuente.
Non ti risponderò Elena, perché temo di sapere di più della tua vita, temo che le tue foto mi mostrino una donna che farebbe sesso con me. Questo mi dispiacerebbe Elena perché, anche se non sono onesto, sono intelligente e so che dentro di te si annida un virus.
Il tuo virus, amore, è quello del denaro e della carne, è quello che ti fa scrivere di nascosto al tuo capo che “non sa in proposito”. Il tuo italiano stentato, Elena, mi fa sesso. Perché chi non sa parlare è dalla parte del debole e io faccio sesso dalla parte del forte. Io scrivo molto bene, Elena, quando voglio. Ma non sono onesto e so che neppure tu sei onesta, che vuoi il denaro e la carne perché dentro di te c’è un virus e non ho paura di contagiarmi, perché lo stesso virus è dentro di me.
E’ fermo e immobile, come i serpenti nelle teche di vetro che pensi sempre che magari sono finti, sono impagliati. E’ lì nel centro e ha una forma da virus, una palla blu con delle spillini che spuntano appena a intervalli regolari. E’ un virus che mi è entrato dentro a fatica ma naturalmente, ci ha messo anni, ci è entrato grazie a barbapapa, grazie al ghiacciolo dalek, grazie a pacman, grazie a starzinger, grazie a dallas, grazie a l’uomo da sei milioni di dollari, a hazard, a centipede, a commodore 64, grazie a aldo moro, a mike buongiorno, alla pasta barilla, a pippo baudo, a gerry scotti, a fabio fazio, alle macine del mulino bianco, a cecchetto, grazie al macintosh LC, al supertelegattone, a tutto quello che tu ti puoi appena immaginare. E’ lì nel centro e può solo crescere, ad espellerlo non ci pensa più nessuno, è nella nostra natura essere infettati e non sentire dolore fino alla fine.
Quando, Elena, ricevi una lettera come la tua e capisci che è tutto finto, anche il dolore che spacca il tuo cuore di panna.
Tuo, con amore, Fabrizio.



settembre 23, 2009 a 10:15 am
Questa Elena me la immagino con le sembianze di Super Vicky, così innocente, così robotica, con quello sportellino che aspetta solo di essere aperto…