Al pesce spada gli colava il naso (*)

ottobre 1st, 2009 § Lascia un commento

Il Messico se lo guardi bene sembra un pesce spada che gli cola il naso. La penisola della California sarebbe la lunga goccia di muco in procinto di staccarsi e la California statunitense il focolaio di sinusite che alimenta il tutto. Fino a Seattle, stato di Washington, avremmo la fronte, sormontata dalla capigliatura moicana del Canada, e, infine, il bel ciuffo d’Alaska. Dunque il Messico, che pareva un pesce spada, in realtà è la parte inferiore di un viso visto di profilo (che porge la nuca all’alba), appoggiato su un collo davvero sottile. Come se un gran cervello adagiasse su basi ridicole. Fai conto un bambino molto intelligente a cui non vengano trasmessi i fondamenti del pensiero, che venga fatto crescere così, allo stato brado, una specie di Tarzan della cultura: tutto quello che fa è colossale, al limite dell’incredibile, ma solo perché non è riconducibile all’assodato (camminiamo sulle spalle dei giganti). Questo, naturalmente, non significa niente, a meno che non ci si sia formati nell’Università delle Nuvole Logiche. Ma – sento dire – cosa sono le Nuvole Logiche? Le Nuvole Logiche sono quelle che, a prescindere, assumeranno una forma distinguibile, avranno, per così dire, una doppia forma: quella di nuvola (realizzata arrotondando gli orli come per un merletto) e l’altra forma, quella di animale, di oggetto o, in alcuni casi, di concetto. Sono, cioè, delle nuvole arricchite d’imprevedibilità. Mantengono inoltre l’idea di una consistenza avvolgente e tuttavia perforabile, così come un bel pensiero si presta ad essere accarezzato da un altro che gli si accosta, o scopato da un altro che gli si oppone. Per cessare d’esser sorprendenti, dovrebbero prima cessare d’essere nuvole, il che, com’è facile comprendere, è impossibile, a meno che non ci si sia formati nell’Università degli Spaesati. Ma – di nuovo il rompiscatole in fondo a destra – cosa sono gli Spaesati? Gli Spaesati non sono nemmeno uomini, se ne stanno lì, senza un passato da ricordare e senza un futuro su cui fantasticare, con le mani in tasca, concentrati soltanto sulla conta dei sassolini che portano in tasca, spostandoli magari da un tasca all’altra in mucchietti da sette. E’ così che consumano il limitato numero di calorie che assorbono ogni giorno, evitando, per una specie di istinto, alimenti come il riso e condimenti come l’oblio. Se gli rivolgi la parola ti guardano come se non ti vedessero, e puoi fargli credere quello che vuoi, perfino che dall’appendice ossea di un pesce lungo quattro metri possa colare del muco.

(*) scritto da mazzetti per il primo turno di wimbledoc

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