ci sono delle volte che io cammino, tipo quando porto fuori il cane e parlo con delle persone, cioè mi immagino di parlare con delle persone che non ci sono realmente in quel momento, mi immagino di parlare con delle persone e ovviamente una delle persone con cui mi immagino di parlare è berlusconi, e l’ultima volta che ho parlato con berlusconi io ero a una trasmissione tv e ad un certo punto gli dicevo vede, mi lasci dire una cosa, lei, e lo indicavo, ogni giorno parla e fa passare che la felicità delle persone è data dai beni, se una persona ha dei beni questa persona è felice, il tv al plasma, la casa, il frigorifero pieno, tutti questi sono beni e se uno ha queste cose è felice, lei da anni con le sue televisioni fa passare questi concetti, ecco io vorrei che la ricchezza di una persona venisse valutata non dai beni, ma dai valori, e ridevo, in questa trasmissione tv mi mettevo a ridere e poi dicevo, parlare di valori capisce adesso la gente che mi ha ascoltato starà ridendo perché la sola parola ‘valori’ fa venire male, ti si stringe lo stomaco, i valori sono oldissimi, sono vent’anni che si è capito che sono i beni che danno la felicità, mentre i valori sono qualcosa del passato, qualcosa di pesante, di anacronistico, ecco, quello che volevo dire è che se però, per assurdo, noi mettiamo al centro del nostro discorso sulla felicità i valori, come l’affetto, la complicità di coppia, il dolore, la paura per i propri figli, se al centro della felicità ci mettiamo i valori e non i beni, arriviamo al paradosso che io oggi sono più ricco di lei, e lo indicavo berlusconi che stava zitto come se io dovessi continuare, e io dicevo non ho nient’altro da dire e spiegavo che ero venuto in quella trasmissione tv solo per dire quello, per spiegare a berlusconi questa cosa dei beni e dei valori, di come possa fare male insegnare ogni giorno a tutti che sono i beni a dare la felicità, per poi trovarsi da soli, in una villa enorme addormentati in un letto a settant’anni con tutta l’aria immobile per le stanze, dicevo una cosa del genere ed era a quel punto che berlusconi alzava la testa come a guardare un punto indefinito sopra la mia testa, poi faceva un gesto come a scacciare una mosca e infine scoppiava a piangere, faceva come un ghigno beffardo, gli si apriva la bocca come per ridere ma invece la faccia si contraeva in un pianto nero, zitto, senza rumore e vespa, c’era anche bruno vespa, gli diceva, no, non faccia così presidente e io guardavo vespa e gli dicevo, lascialo, non vedi che sta soffrendo?



ottobre 16, 2009 a 9:04 pm
sei oldissimo
ottobre 17, 2009 a 8:28 am
poi berlusconi finisce di piangere, alza gli occhi verso il suo interlocutore e dice, secco: «dannazione. mi dica quanto vuole per questi stramaledetti valori e chiudiamola qui»
ottobre 17, 2009 a 8:47 am
sei lollissimo