La cosa che mi ha fatto smettere di scrivere è il tempo. Il problema che scrivere, sostanzialmente, brucia del tempo. Questo tempo non è perso, alla fine hai qualcosa, le cose che hai scritto. Ci sono altre cose che impegnano tempo e che alla fine non hai niente. Ma queste altre cose che bruciano il tempo alla fine ti lasciano più sereno. Ti bruciano il tempo, è vero, ma mentre ti bruciano il tempo bruciano anche loro.
Alla fine non c’è niente, nessun peso, nessuna ansia, nessuna aspettativa per quello che invece resta quando scrivi: cioè la cosa scritta, il prodotto.
Il prodotto scritto pesa, devi farne qualcosa, altrimenti il tempo sarebbe stato tempo perso. Devi far fruttare il tempo che hai impiegato, tipo la novella dei talenti, quella del vangelo, il buon signore lascia a tutti un talento e quello che lo seppellisce e lo tiene nascosto per restituirlo è lo sciocco perché non lo fa fruttare. Se sai scrivere devi far fruttare questo talento che Dio ti ha dato.
O Gesù, non ricordo.
Qualcuno mi ha dato il talento di saper scrivere e questo qualcuno poteva anche chiedermelo se lo volevo, perché non so se veramente questo talento valeva la pena di farlo fruttare. Ad un certo punto ho preso il talento della scrittura e l’ho seppellito, come nella famosa parabola, ma non per restituirlo al signore quando tornerà a chiederlo, ma per farlo marcire, per non cadere in tentazione e usarlo ancora.
Scrivere è una specie di maledizione buona, una cosa che ti fa stare male e bene nello stesso tempo, qualcosa di cui senti la nostalgia e che ti fa ribrezzo, è un’energia cosmica e anche comica, un superpotere grottesco da supereroe di terza fila, è qualcosa che ti costringe a fare cose che altrimenti non faresti mai, che ti permette di mettere in bella fila una serie di parole scandalose e porche, violente e nere che non stanno né in cielo né in terra e contemporaneamente ti tiene l’animo bianco e pulito come quello di un chierichetto con lo sguardo da stronzo, è qualcosa che ti fa sentire strano e speciale, scrivere è un modo di fare il fantastico, fare vedere che c’è qualcosa di irrisolvibile dentro di te, scrivere è un modo più sano di fumare, scrivere è fare la reclame di qualcosa che non si può comperare, un modo per convincere tutti che sai fare cose che in realtà non hai la benché minima idea di come cominciare, scrivere è fare lo sbruffone, raccontare quella dell’uva e della volpe, mentire senza nessuna vergogna e nel mezzo metterci le verità più vuote e meschine, è trovarsi di fronte a un foglio pieno di cose stupide e fredde e rendersi conto che quelle stronzate le hai scritte tu e ci credevi, scrivere è non potere ingannarsi su quello che è successo ieri e subito dopo mettersi a farlo, scrivere è come prendere aria dopo essere stati sott’acqua fino a morire e rendersi conto che qualcuno nel frattempo ha scoreggiato, scrivere è fare salvataggi ogni dieci secondi e poi cancellare dieci pagine per fare scorrere meglio la storia, scrivere è un modo di fare, non è un mestiere anche se ci puoi fare dei soldi, ma scrivere scriveresti lo stesso, perché è un tumore, sono fosfori verdi su fondo nero, sono le stelle nel cielo se le stelle fossero verdi, un modo di passare il tempo e un modo di bruciarlo, e per questo anche se ho smesso di scrivere sono qua di fronte alla mia tastiera meccanica cherry blue a scrivere con questo programma con highlight della linea di scrittura e soprattutto con block cursor e typewriting scrolling, perché anche se ho smesso di scrivere, e io ho smesso ragazzi, davvero, anche se ho smesso di scrivere, devo stare qua seduto a scrivere del fatto che ho smesso di scrivere, perché se non lo facessi non avrei davvero smesso di scrivere, ma avrei scherzato, avrei finto per vedere cosa succedeva, per vedere se ce la facevo davvero, mentre per smettere di scrivere seriamente la prima cosa da fare è scriverlo, mettersi lì seduto con la propria tastiera preferita e scrivere che abbiamo smesso di scrivere e poi rileggerlo e sorridere e salvare e poi rimettersi a scrivere, perché non c’è niente di male a scrivere dopo che si è smesso.




novembre 22, 2009 a 8:13 am
come si chiama quel word processor lì? io ne sto usando uno che quando digiti fa il rumore di macchina da scrivere, però non ha il block cursor e neanche l’highlight
novembre 22, 2009 a 10:56 am
beh amico si chiama writeroom ma la cosa davvero fica è il typewrite scrolling, mentre il rumore da macchina da scrivere io lo faccio davvero grazie alle prodigiose meccaniche cherry blu non-linear high audible feedback.