(dalla sbobinatura del film di Blò “Passaggio stellare”)
dicembre 7, 2009 § 1 commento
UOMO:
Ma dove sono finito.
ASTRONAUTA:
Sei nel passaggio.
UOMO:
Nel passaggio?
ASTRONAUTA:
Sì.
UOMO:
Non capisco.
ASTRONAUTA:
Un passaggio, non c’è molto da capire.
UOMO:
Si siede per terra.
ASTRONAUTA:
Lo guarda
UOMO:
Il passaggio verso dove?
ASTRONAUTA:
Dipende.
UOMO:
Da cosa?
ASTRONAUTA:
Da un sacco di cose. Tipo. Tu da dove vieni?
UOMO:
Da dove vengo.
ASTRONAUTA:
Esatto.
UOMO:
Vengo… da quella parte.
Indica un punto impreciso a sinistra.
ASTRONAUTA:
Si volta a guardare verso sinistra.
UOMO:
Almeno, mi pare che fosse da quella parte. Altrimenti è l’altra.
ASTRONAUTA:
Si volta a vedere l’altro lato.
Non penso che tu possa venire da nessuna di quelle due parti.
UOMO:
Perché?
ASTRONAUTA:
Sono due passaggi interrotti.
UOMO:
Capisco. Però potrebbero essersi interrotti dopo il mio passaggio.
ASTRONAUTA:
Certo. Ma lo avrei saputo. Quei passaggi non hanno mai portato a niente, da quando io sono qua.
UOMO:
Ma tu chi sei?
ASTRONAUTA:
Un astronauta.
UOMO:
Un astronauta.
ASTRONAUTA:
Sì. Combattente.
UOMO:
Non sapevo che esistessero astronauti combattenti.
ASTRONAUTA:
Ne esistono. Di diversi tipi. Ma non vorrei parlarne. Non è una cosa di cui mi piace parlare. Non sono uno che si porta il lavoro a casa, sai come si dice.
UOMO:
Capisco.
ASTRONAUTA:
E tu chi sei invece?
UOMO:
Io sono un dirigente del comitato.
ASTRONAUTA:
Ah certo.
Ride.
UOMO:
Perché ridi?
ASTRONAUTA:
Niente.
UOMO:
Allora perché ridi, se non c’è niente da ridere?
ASTRONAUTA:
E’ che hai la faccia di un dirigente del comitato. Ci avrei scommesso.
UOMO:
Vuoi dire che noi dirigenti siamo tutti uguali?
ASTRONAUTA:
No, anzi.
UOMO:
E allora?
ASTRONAUTA:
Niente. Vi si riconosce.
UOMO:
Da cosa?
ASTRONAUTA:
Non lo so. Ma quando sono passati di qua altri dirigenti, o comunque gente del comitato, si vedeva.
UOMO:
Va bene. Non sei il primo a dirlo.
ASTRONAUTA:
È così.
UOMO:
Si guarda attorno. Cammina per lo spazio.
Ma adesso quanto dovremo aspettare?
ASTRONAUTA:
Per cosa?
UOMO:
Per andarcene.
ASTRONAUTA:
Dove?
UOMO:
Fuori di qua.
ASTRONAUTA:
Non c’è un fuori di qua.
UOMO:
Cosa vuoi dire?
ASTRONAUTA:
Che qua non siamo dentro a niente.
UOMO:
E dove siamo?
ASTRONAUTA:
Te l’ho detto, è un passaggio.
UOMO:
Questo me lo hai già detto. Ma per dove?
ASTRONAUTA:
Sei interessato a dove porta questo posto.
UOMO:
Beh, certo.
ASTRONAUTA:
E’ curioso per uno che non sa da dove viene.
UOMO:
Te l’ho detto vengo da là!
Indica un punto impreciso alla sua destra.
ASTRONAUTA:
O di là.
Indica un punto impreciso dalla parte opposta.
UOMO:
Si gratta la testa.
E’ un bel problema.
ASTRONAUTA:
Non per me. La ragazza mi ha detto che bisogna aspettare.
UOMO:
Che ragazza?
ASTRONAUTA:
La conoscerai. E’ stata qua per diversi anni. Mi ha promesso che tornerà.
UOMO:
E adesso dove è?
ASTRONAUTA:
E’ nel passaggio, ha detto che faceva partire quella cosa.
UOMO:
Che cosa?
ASTRONAUTA:
Una cosa che mi permetterà di andare con lei.
UOMO:
E cosa è questa cosa che ti permetterà di andare con lei.
Pausa
ASTRONAUTA:
Non mi ricordo il nome.
UOMO:
Ride.
ASTRONAUTA:
Era un nome difficile, tipo luminescenza.
UOMO:
Ride, poi si ferma.
ASTRONAUTA:
Perché ridi?
UOMO:
Voi astronauti siete così intrepidi.
ASTRONAUTA:
E’ vero.
UOMO:
Ma avete qualche problema con la grammatica.
Ride.
ASTRONAUTA:
Guarda davanti a sé e non risponde.
UOMO:
Fluorescenza hai detto?
ASTRONAUTA:
No, non era fluorescenza. Non mi ricordo la parola. Lei la pronunciava con un tono così dolce.
UOMO:
L’astronauta con il cuore tenero.
ASTRONAUTA:
Era simile a fluorescenza, ma dentro c’era una seconda parola.
UOMO:
Che parola?
ASTRONAUTA:
Crudo.
UOMO:
Crudo.
ASTRONAUTA:
Crudo.
UOMO:
Fluorescenza cruda?
ASTRONAUTA:
No, era una sola parola. Solo una. Non era fluorescenza. Crudo era in mezzo.
UOMO:
Ah, non ti capisco.
ASTRONAUTA:
Mi aveva anche spiegato cosa significasse ma l’ho dimenticato. E’ passato tanto di quel tempo.
bello