il mio superpotere preferito è l’angoscia

gennaio 8, 2010

oggi il computer si è aperto con un nuovo gadget del cazzo, una minchiata, si chiama bromosauro e serve per salvarmi la vita, per non pensare alla morte. i computer hanno delle minchiate inside in modo che non pensiamo alla morte. chi non pensa alla morte si salva la vita, giorno per giorno, pensare alla morte significa rendersi conto del fatto che negli ultimi vent’anni, stiamo parlando di un dato scientifico, negli ultimi vent’anni la vita è andata in merda. c’è anche un grafico interessante con delle icone, c’è anche l’icona della merda, ha forma piramidale, come quelle egizie, ma è molla, a onde. la linea comunque ci finisce dentro come una mosca, in picchiata, non tutti sanno che il falco pellegrino, il rapace dico, è capace di precipitare da grandi altezze per afferrare in picchiata piccoli roditori o serpenti o bestie in genere. questo grazie anche alla sua vista speciale.

bromosauro ha una coda e la agita, devo inserire dei dati per farlo felice, se lo faccio felice lui viene sullo schermo e lo lecca. fa pure un rumore, come di risucchio. bromosauro ha anche uno sponsor viene fuori se resti in inattività per tanto tempo, appare un cartello di legno con scritto il nome dello sponsor. se leggo il nome dello sponsor mi è facile non pensare al fatto che la differenza tra una vita felice e una vita andata in merda è impercettibile. lo dicono le statistiche, c’è anche un grafico, c’è una faccia felice e un uomo senza faccia. avevo scritto impercepibile ma il correttore ortografico lo ha segnato tutto in rosso, come bromosauro.

la gente gioca alle minchiate inside e la cosa è incomprensibile, se penso alle persone che conosco, al dolore alle sconfitte che hanno avuto nella vita, alla figure di merda che si portano dietro in quei sorrisi inconsapevoli che hanno, mi chiedo come sia possibile che possano giocare alle minchiate inside. hanno perso la fica, hanno distrutto il lavoro, hanno perso la fiducia che avevano in due o tre cose che sembravano le cose più importanti della loro vita, si sono aperti come un colabrodo, forati come un gruviera e stanno a segnalare in social network il nuovo record della loro minchiata inside. il mio bromosauro mi chiede perché non gioco con lui e viene fuori che non posso disinstallarlo ma solo disattivarlo, al nuovo avvio apparirà di nuovo con la sua cosa a penzoloni.

avevano fatto tutti delle gran promesse in età adolescenziale e poi in quella della maturità, delle gran promesse, e ora si comportano come se tutto quel gran periodo non ci fosse mai stato, come se si fossero svegliati solo questa mattina.

come se fossero dei fortunati sopravvissuti.

bromosauro è venuto di nuovo. ma non posso stargli dietro, perché io ho il compito di salvare il mondo, perché sono un fottuto supereroe. il mio nome in codice è s.t.a.r.t. ma ho anche un nickname che non posso dire, legge sulla privacy, sorry mille. quando mi connetto ai social network vengono fuori le reclame degli spruzza-pepe e delle tute mimetiche. blogroll, rampini autoslittanti da polso. stelline ninja wireless, tutta roba che a noi supereroi viene benissimo, quelli del social network sanno tutto. tanto poi scarico in regime di cassa. il mio compito lo dico nel prossimo capitolo.

il mio compito principale è di fare il secondo caffé della casa, al primo pensa un collega, poi di tenere una corretta archiviazione del materiale cartaceo, poi stendere le tute da supereroe dopo che escono dalla lavatrice e pensare all’acquisto di alcuni beni primari che variano a rotazione. e poi pensare alla morte, scrivere della morte e della sconfitta, parlare di come ci sia un sistema operativo che converte un certo benessere e una certa tranquillità con una sconfitta generica. quest’ultimo compito non è un vero compito, non è retribuito. questa sconfitta generica ha un’icona a forma di volti sovrapposti. ci sono anche delle linee.

il mio superpotere preferito è l’angoscia ma ne ho mille altri.

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