Archivio per febbraio, 2010

Non puoi scrivere di nuovo queste cose su un blog vol.1

febbraio 27, 2010

Quindi entra mio nipote in auto, circa cinque anni e io sto ascoltando Frank Zappa, you can’t do that on stage anymore vol.2, appena comprato al music store, 15 euro, e si siede si allaccia la cintura, non ci riesce, vuoi che ti aiuto, si fabrizio aiutami, e io gli allaccio la cintura e in quel momento mi dice, fabrizio bella musica, chi è il batterista? e io rimango fermo e dico, uh non lo so se vuoi poi guardo sul cd, e lui dice occhei, e questa cosa che mio nipote di cinque anni mi chieda una cosa del genere mi fa capire che Leggi il seguito di questo post »

Poi dice che l’amore

febbraio 25, 2010

Andrini nei guai: Ama. “Divampa”, ha detto, riferendosi all’estrema destra del suo cuore.

personaggi: marisa

febbraio 22, 2010

Marisa era una che teneva per le palle ma nel senso che tifava. Era una donna che il nostro presidente del consiglio avrebbe considerato come una donna di mezza età, ma la metà giusta. Tette matriarcali, fianchi giunonici e piedi caravaggeschi per una abituata a perdere fin da ragazzina, dalla verginità in poi. Si vestiva da pietà, ma anche da resurrezione; denti da cavalla, sapeva come tenerli a bada, come gli artigli dei gatti.
Annegava in un grosso divano in pelle, macchiato da ogni cosa, saporito. Aveva una grossa televisione a tubo catodico in cui guardava solo roba neorealista: E.R., CSI e qualsiasi cosa in genere in cui ci fossero medici e poliziotti americani, grandi passioni e plot prevedibili. Comprava ogni settimana una scatola di profilattici, per procura.
Alla riga “fate sport s/n” lei segnava la esse senza nessuna ironia, pensando, seriamente, al grasso di foca.

trattieni il seme

febbraio 19, 2010

a furia di trattenere il seme i testicoli si induriscono e mettono su una specie di crosta chiamata ‘diapason’, trattenere il seme è importante perché il seme trattenuto all’interno dei testicoli marcisce dopo qualche giorno e muta il suo aspetto che diventa vischioso e di colore verde. i miei testicoli hanno un nome si chiamano eleuterio e salmastro. trattenere il seme è importante perché il seme non trattenuto muore, letteralmente. il seme non trattenuto cambia anche la sua temperatura che diventa inversa, esempio, poniamo che si stia parlando di un seme temperatura al tocco 21 gradi centigradi, se non trattenuto il seme assume rapidamente temperatura meno 21 gradi centigradi. quello che boozo definirebbe ‘freddo al tocco”. queste cose le potrebbe dire chiunque. la crosta chiamata ‘diapason’ non ha nessuna funzione nutritiva, se staccata dai testicoli e ingerita provoca solo un certo grado di nausea. per alcune razze umane la cosa è considerata di valenza erotica. nella figura numero 6.a che trovate in allegato nella busta che vi abbiamo inviato, troverete le gesture da compiere per la rimozione dei testicoli e l’accesso alla fessura detta ‘godoborra’ o ‘fisinterre’. la fessura godoborra non viene usata per nessun uso specifico particolare è solo un residuo della fica maschile, poi coperta dai testicoli durante il normale sviluppo evolutivo.
adesso vedremo assieme alcuni utilizzi particolari che si possono fare della fessura godoborra, specie tra i giovani adolescenti tra i 13 e i 15 anni di età.
ATTENZIONE: ad eccezione di questa riga, nel presente documento non verrà mai utilizzata la parola ‘orgasmo’, in ossequi alla legge 164.6 DM 23 bis del CMS 2001, poi in DL 66.2 art. sex e seguenti, CM 2010.

febbraio 17, 2010

ravenna 1/1

febbraio 14, 2010

Sono a ravenna, quando siamo in giro fuori da casa nostra ci rendiamo conto delle cose piacevoli che si possono fare, tipo sedersi e leggere un libro, andare a fare un giro, rilassarsi o al contrario studiare, imparare cose. Poi torniamo a casa e queste cose piacevoli smettiamo di farle e lo dico a cecilia e lei mi dice Leggi il seguito di questo post »

guarda, me ne faro’ una ragione

febbraio 11, 2010

—> Building gcc42
Error: Target org.macports.build returned: shell command ” cd Leggi il seguito di questo post »

Sogno n. 116

febbraio 9, 2010

Stanotte ho sognato che mi trovavo su un palcoscenico, di fronte a un pubblico. Recitavo in una rappresentazione teatrale. E non ricordavo neanche una battuta del copione. È un incubo abbastanza ricorrente per chi fa l’attore. Il punto è che io non faccio l’attore e questo complica la faccenda.
Leggi il seguito di questo post »

Le lettere della scimmia

febbraio 8, 2010

Le lettere della scimmia rappresentano il grado di scimmia che ti separa dall’esame. La cosa funziona pressapoco così, quando l’esame è tra due o tre mesi il tuo grado scimmia è bassissimo e quindi studi per l’esame nell’aula E. L’aula E è grande, luminosa, vicino al distributore delle patatine, è piena di ragazzi e ragazze simpaticissimi, ci vai con i tuoi libri e un po’ studi per l’esame e un po’ chiacchieri, mangi le patatine, ascolti il walkman, ridi. La tua scimmia è al grado E, si toglie le zecche, si fa i fatti suoi.
Quando manca un mese e mezzi passi all’aula D perché nella E in effetti c’è un po’ troppo casino e non riesci a studiare e inizi a capire che sei indietro che non hai finito il programma e, insomma, visto da un altro punto di vista un mese e mezzo sono sei settimane, sei settimane non sono niente e la gente che trovi nell’aula D è gente nervosa, che ha lo sguardo fuggente, cordiale ma di poche parole e tu studi.
Quando manca meno di un mese inizi a non sopportare chiunque sia nell’aula D. Odi la ragazza che fa sempre tick, tick con la penna, il ragazzo che tossisce ogni tre pagine, quello che sfoglia il libro con la stessa grazia con sui si sbatte un lenzuolo, quindi ad un certo punto non vai più nel’aula D ma passi all’aula C.
Quando passi nell’aula C la tua scimmia ti ha già scoperchiato il cervello e sta cercando tra il pelo qualcosa. L’aula C è abitata solo da ombre, non sono ragazzi e ragazze, sono le loro immagini sbiadite. Vedi i corpi aggrappati alle pagine di libri sottolineati di ogni colore possibile, senti il loro odore animale di chi non ha più il tempo di lavarsi perché mancano solo due settimane, solo due settimane, non hai tempo di parlare, respirare, puoi solo entrare dentro al libro, ripassare il programma che ormai è dentro di te fa parte del tuo dna. Quando la scimmia finalmente trova tra i suoi peli il cucchiaino d’argento e lo immerge nel tuo cervello sei già passato nell’aula B.
L’aula B è un sacrario. E’ piccola, buia, nessuno ci entra, le anime che ci sono dentro ci arrivano per passaggi sconosciuti, oppure ci sono sempre state. Se un ragazzo apre per errore la porta dell’aula B sente il respiro di gelo uscire e richiude subito. Mancano due giorni all’esame, quelle cose che sono dentro all’aula B potrebbero fare di te qualsiasi cosa se solo lo volessero, ma non vogliono. Tu non sei niente per loro, non esisti. Esiste solo l’esame, che è adesso, ed esiste la scimmia che dorme ridendo sulla spalla con la pancia piena fino al midollo.
L’aula A non esiste, in nessuna università e infatti anche nella Boston University dopo la B c’erano solo i corridoi che continuavano verso nord, sud e sudovest.

the truth

febbraio 3, 2010