
mio figlio ha la spada di zorro, la mascherina di zorro e un cappello di zorro. mio figlio ha cinque anni, quando ha la mascherina di zorro sembra me o chiunque altro negli anni settanta si fosse vestito da zorro. alcune cose evidentemente non muoiono mai. è oldissimo quando è vestito da zorro.
la tecnologia non sempre è piacevole, è un periodo che uso finestre di terminale, grosse e nere che coprano tutto quello che fa colore. le finestre di terminale sono una parte della mia infanzia, uno schermo nero con il cursore e il prompt dell’apple ][. ho passato anni davanti a quella finestra e poi l’ho maledetta, ho abbracciato il mouse, le finestre, il macintosh lc.
adesso è un periodo che invece sono terminale, uso le finestre, installo cose, mi connetto a cittadella.
quando sono fuori dalla rete, fuori da facebook, fuori da google, tiro un sospiro di sollievo. posso comunicare e distinguere quello che è la comunicazione da quello che è il gusto di farlo per il gusto.
c’è gusto nel comunicare.
ora ho installato tin, comunico via tin, scrivo con vi.
poi mi stuferò, questa è la vita.
apple ha annunciato il suo nuovo ipad, un tablet. serve per usare un computer senza tutti i problemi che danno i computer. hanno detto che è il computer per chi non sa usare un computer.
è stato alla fine della presentazione che ho capito di come questo possa farmi male, il fatto di usare un computer senza usarlo. come se il computer potesse davvero essere come una televisione. non c’è niente di male, ma nel momento in cui devo decidere, preferisco stare dalla parte della complessità. se il computer mi fa perdere tempo, è un tempo che perdo con piacere, almeno adesso, in questo periodo. penso che il tempo che ho perso al computer a fare cose di computer faccia parte di me, del mio dna.
ieri simone guardava zorro generazione zeta, o una cosa del genere. in pratica è un cartone animato di zorro ambientato nei giorni nostri con zorro che ha una spada laser. è rozzo. l’ho guardato e poi guardavo simone e pensavo ma come fa a guardare questa cosa vergognosa, avevo pena per lui e non sapevo se come padre mi dovessi fermare e spegnere. decidere io per lui. poi ho pensato, beh io da ragazzo guardavo della roba peggiore, ho visto dallas per un certo periodo, l’uomo da sei milioni di dollari, ho guardato gli anime giapponesi di quarta categoria.
e poi ho anche pensato: ma perché mi avete permesso di guardare della roba del genere? perché non mi avete legato ad una sedia e non mi avete messo wagner? brecht. qualcosa di doloroso.
quello che penso è che guardare l’uomo da sei milioni di dollari mi abbia fatto male, che guardare dallas non sia stata una bella idea.
e che in cascata smettere di usare le linee di comando per credere nelle miglia che ho fatto percorrere al mio mouse, non sia stata necessariamente una buona idea.
nient’altro.
simone ha guardato tutto zorro generazione zeta e poi si e’ alzato e adesso, date un’occhiata alla finestra, lì vicino alla finestra ci sono io/simone vestito da zorro che aspettiamo di uscire assieme e fuori il sole è appena sparito.


