Sono a ravenna, quando siamo in giro fuori da casa nostra ci rendiamo conto delle cose piacevoli che si possono fare, tipo sedersi e leggere un libro, andare a fare un giro, rilassarsi o al contrario studiare, imparare cose. Poi torniamo a casa e queste cose piacevoli smettiamo di farle e lo dico a cecilia e lei mi dice eh quello che ci frega è il computer, non sono le faccende di casa, è il computer che ci frega, e in effetti noi stiamo ore e ore al computer e parte di queste ore che stiamo al computer facciamo del cazzeggio.
E’ internet, il fatto di comunicare, di sentirsi in collegamento, non sentirsi soli anche se in realtà è solo un’illusione, internet fa parte della nostra mitologia quotidiana. Comunicare non è così importante, se la nostra comunicazione diventa così effimera.
Oggi sono stato a vedere la moglie di Giustiniano. L’imperatrice, già ballerina, riprodotta in mosaico con preziosi, tiene una coppa in mano, ha un bel vestito ricamato, collane, è una donna di grande regalità. È lì da più di milleduecento anni: quando si dice: “una comunicazione che funziona”.
Non ho fatto nessuna foto ai mosaici, preferisco ricordarli a memoria. Ma tornando a casa ho trovato questo graffito su una centralina.
Ravenna me la aspettavo diversa, ma fa venire un sacco di idee. Tipo una edicola si chiama “e dico la mia”, avrei potuto fotografare anche quella. Una delle idee che ho avuto guardando i mosaici è quella di fare un mosaico di Pitfall II da mettere in salotto, Pitfall II è uno dei grandi capolavori anni ottanta di David Crane. Fare un mosaico di una schermata, tipo quando nuota per prendere l’oro sotto terra, o quando lascia il bosco per cominciare a scendere nell’impero sotterraneo.
Un mosaico di piftall II e poi morire, o spegnere il computer una volta per tutte.



