
vorrei parlarvi dell’amore, a dio piacendo. l’amore che scorre tra le persone e anche quello che ci rimane alla fine, non so se avete presente quando si toglie il tappo della vasca da bagno e si svuota e restano quelle cose così umane vicino al buco di scarico, quella patina sottile che è la nostra pelle di serpente, quello che ci rimane del nostro rettilario interno, tu sai cosa voglio dire, se l’amore è una cosa odorosa quello di cui abbiamo bisogno è un modo diverso per sentirlo, una ghiandola da farci inoculare sotto alla pelle che ci apra alcuni pezzi di osso per fare ossigenare meglio il cervello e sentire la parte di atomi invisibili che stanno tra me e te, amore, sai quelle spore che ti escono dai pori della pelle e dai tuoi scalmanati capelli? quelle mi hanno avvelenato facendomi crescere una piccola peluria interna alla gola e ai polmoni che non mi lascia più respirare nessun tipo di aria che non odori in qualche modo di te: ma non pensare che io sia monomaniacale, io posso perderti anche oggi, lasciarti per sempre perché quello che ho è qualcosa di chimico e biologico, non è una forma nervosa, ma biologica per quanto la biologia abbia a che fare con la mia vita e il respiro tuo su di me.
questa cosa che ho preso a fare la sera, quella di bere un bicchiere d’acqua, è un modo di liberarmi di te, ogni sera un bicchiere d’acqua e una goccia, primo giorno una goccia di ammoniaca, secondo giorno due gocce e così via fino ad abituare il mio corpo al veleno che ti cola via dalla lingua quando mi strappi le labbra a morsi, ieri sono arrivato a sette gocce e ho passato la notte a vomitare, amore, a guardarmi narciso nell’acquetta spaurita della tazza del cesso, amore mio riflesso.
Archivio per marzo, 2010
love love love
marzo 24, 2010Non puoi scrivere di nuovo queste cose su di un blog vol.7
marzo 19, 2010
Ho aperto un blog dove per un po’ scrivo le cose che mi vengono in mente, si chiama “la casa di fbrzvnrd” e non è un posto in cui ci si possa finire per errore, non vi dico dove si trova, non lo troverete e tanto mi basta. potere parlare a qualcuno che non si vede senza avere nessuna ansia di essere letti da un certo numero di persone. Scrivere come cosa da fare, cosa fattiva, comunque quello che ho scritto in questo blog stamattina è che l’inferno è sottoterra, ma che ci sono dei canali di comunicazione che ci permettono di entrare in contatto con questo inferno e ne dico anche due o tre, dove si trovano, e poi verso la fine del blog dico che alcuni pezzi di purgatorio, anche del purgatorio, si trovano qua sulla terra e avanzo l’ipotesi, un po’ teatrale, che in fondo questo è tutto quello che abbiamo e che il paradiso non sia altro che vivere le pene del purgatorio fino alla fine della pena e poi smettere di essere qualsiasi cosa. Non c’è un mondo dopo questo che non sia una copia speculare di questo, se ci fosse un mondo senza dolore dopo questo vorrebbe dire che questo è un mondo del dolore e invece questo è un mondo del niente e poi del dolore e poi anche del piacere, inappropriato, quindi un paradiso che contenesse solo il piacere e la beatitudine non sarebbe in fondo questa grande novità, ma solo una versione deluxe di qualche bel momento passato in questa vita, se il paradiso fosse una cosa del genere sarebbe una grossa delusione, la gente si ammazzerebbe, potendo, io invece credo che il mondo dopo la morte sia identico a questo che stiamo vivendo ma con regola di vita completamente diverso, un po’ come level1, qua siamo nel level 1 e dobbiamo imparare le regole di questo livello per passare al secondo e trovarci di fronte a qualcosa di inaspettato, magari nel level2 saremmo tutti più stupidi delle bestie in un mondo piatto e infinito, se i numeri non hanno la zeta perché dovrebbe averne la conoscenza e il mondo? non posso razionalmente trovare nessuna spiegazione che includa il folle vuoto spaziale sopra di me e la cinquantina di rettangolini neri sotto le mie dita. questo è perché così è la vita nell’inferno e nel purgatorio.
dopo il level 5 c’è un bonus level e si vince una vita extra. secondo me le cose che scrivo non sono altro che scosse elettriche di qualche mia parte interna, qualche organo che scatta e mi fa venire la voglia di scrivere delle cose delle immagini, un modo per flettersi nel vuoto, non era così koch, un modo per flettersi nel vuoto prima del balzo. tutta questa cosa del blog, della casa, dei primi razzi spaziali e il vuoto sopra di me, anche tutto il discorso su inferno e purgatorio, altro non sono che scariche elettriche di parti del mio corpo. forse l’infinito è così vuoto perché non eravamo previsti, doveva essere completamente vuoto e invece noi ci abbiamo pensato. tutto doveva essere infinito e mortale, naturalmente e senza spiegazione e invece noi ci abbiamo pensato. oggi mio figlio mi ha chiesto cosa è un delta e io gli ho detto che è una lettera dell’alfabeto greco. che cinquecento anni prima di cristo la civiltà greca, eccetera. non ho la forza di continuare. non so se avete mai pensato di suicidarvi, di ammazzarvi. io penso che tutti ci pensino. quello che mi terrorizza del suicidio è che il suicidio è un modo per buttarsi contro gli altri, è un atto di forza verso l’esterno. è come se prendessi il tuo cadavere e lo lanciassi contro quelli che ti stanno attorno, sei in cucina con tua moglie e i tuoi figli e a un certo punto il tuo cadavere inizia a roteare, a volare, e con i piedi e la testa colpisci la testa di tua moglie, spacchi le mandibole dei tuoi figli e poi ti fracassi contro di loro con il maggior danno possibile.
cinquecento anni prima di cristo esisteva il delta e tutto il resto. esisteva la civiltà, la storia, la geografia. esistevano le domande che ancora oggi mi sto facendo, esistevano le morti improvvise, la violenza cieca. esisteva il vuoto sopra di noi e noi che ci pensiamo a questo vuoto imperfetto.
se c’era un paradiso era l’universo infinito e senza niente che lo potesse considerare, ma quel paradiso lo abbiamo perso, per fortuna.
Lo chiamavano guru
marzo 17, 2010Praticando la parola “amore” era diventato leader della provincia orientale. Le mamme del karma lo consideravano una speranza, poiché sapevano interpretare i fondi spirituali e avevano previsto per lui un futuro da adolescente ispirato. Ma in realtà era una vittima di abusi psicologici che amava portare a spasso il cane.
Il presidente viola
marzo 16, 2010Il presidente è formalmente scandalizzato. Le intercettazioni – dice il presidente – sono 13, e a lui il tredici ha sempre portato fortuna; gli Americani lo sanno bene e perciò lo temono. Se inoltre è vero che Egli talvolta viola la legge, è anche vero l’inverso, ossia che la legge è viola, colore che notoriamente porta sfortuna agli attori. Fintanto che – dice il presidente – la legge rimarrà viola egli si sentirà autorizzato a violare la legge.
Itami no rekishi
marzo 15, 2010L’altro giorno, improvvisamente, ho sentito un fischio incredibile nell’orecchio sinistro. Allora mi sono subito connesso a internet.
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berlusconi non può mica mentire
marzo 12, 2010berlusconi non può mica mentire, questo ho pensato standolo a sentire mentre si incazzava, parlava era pieno di rabbia, e io ho pensato non può mica mentire, già in passato ha giurato sulla testa dei suoi figli e i suoi figli non sono mica morti, anzi sono ricchi, sono più ricchi di quanto io possa mai diventare e questo è un segno che berlusconi non ha mica mentito, nemmeno in passato, e se berlusconi mentisse, faccio per dire, non sarebbe mica la morte della democrazia, anzi, sarebbe che i suoi elettori amano la menzogna, quindi se berlusconi mentisse vorrebbe dire che la democrazia sta benone, quindi lo guardo mentre si incazza e dice che c’è un potere o un piano contro di lui e io penso che beh, ci credo, dal momento che lui ha un piano contro di me, anche io -da anni- sto elaborando un piano contro di lui, il mio piano contro di lui è fatto di buon gusto e di forchette, con il buon gusto si sopravvive al suo, con le forchette ci si difende nei corpo a corpo senza mai arrivare alla morte, io non voglio berlusconi sconfitto, non voglio la sua testa su un piatto d’argento, non lo voglio marcito in una cella a damasco, faccio per dire, io berlusconi lo vorrei tenere a distanza, creare un posto sensato in cui ci siano persone che non lo hanno votato, trovare quelli che non lo hanno delegato a incazzarsi alla televisione, che non gli hanno chiesto di non mentire, e con loro sederci e dire, ragazzi ce lo facciamo un piano, che piano? un piano sensato fatto con gusto in cui ci mettiamo per bene a dire cosa ci serve, e insomma da lì ripartire a fare un paese non dico civile, ma almeno non figlio dei morti ammazzati e degli applausi preregistrati.
Non puoi scrivere di nuovo queste cose su di un blog vol.6
marzo 11, 2010
Dovevo dire alcune cose sulla mia kwoon, quando vado nella mia kwoon io entro, mi tolgo le scarpe e cammino fino alla segreteria dove c’è sempre qualcuno che parla e un grosso dobbermann nero che mi guarda come se non ci fossi, mi tolgo la fede, il portafoglio, spengo il cellulare e metto tutto in un cassettino con la chiave numerata.
Mi metto la chiave numerata in tasca e torno indietro, mi rimetto le scarpe ed esco, salgo per le scale esterne e entro in una nuova stanza Leggi il seguito di questo post »
L’opinione di Malika Ayane
marzo 8, 2010Noi donne, dovendo associare la femminilità a una quantità di universi, pensiamo a James Brown e a Bob Dylan, che infatti si trovano a condividere lo stato di sognatrici, con tutte quelle canzoni in cerca di guai. Voglio dire: It’s a mad mad world è una canzone femmina, un concetto meravigliosamente complicato. Forse oggi è impossibile riconoscere del romanticismo da far perdere la testa, avendo la saggezza e gli strumenti adatti. La sola certezza è che possiamo essere geishe mentre carichiamo la lavastoviglie e madri in fuga verso un Martini. E io mi sento l’incarnazione di una santa.
Non puoi scrivere di nuovo queste cose su di un blog vol.5
marzo 8, 2010Il problema della narrativa è che non sono cose vere, dico romanzi, racconti, anche quando parlano di cose che sembrano vere tu sai che non sono vere che è gente che ti sta raccontando quella dell’uva e allora ti chiedi perché dovresti leggere delle balle, in fondo si tratta di balle scritte con cura, la grande narrativa è gente che si inventa delle storie e tu ti chiedi perché Leggi il seguito di questo post »


