Sono andato a questa manifestazione per i diritti degli immigrati, io non sono uno che per natura gli piacciono le manifestazioni, anzi non ci andavo quasi mai perché pensavo che non è certo con le manifestazioni che si fa battaglia politica, ma si fa invece con l’informazione e un impegno sociale bla bla bla, e quello che poi ho capito che comunque andare alla manifestazioni non servirà ma è molto divertente: blocchi il traffico, ti fai dei film incredibili sulla gente che c’è dentro, incontri persone che non vedevi da anni, c’è sempre della musica a palla e si sente il brivido sottile che potrebbe succedere qualche casino.
Questo sugli immigrati quando arriviamo cecilia mi dice, ah bisognava vestirsi di giallo e io le dico eh cavolo me lo dici adesso, sono tutto in blu e lei mi dice non preoccuparti e tira fuori da una borsa un foulard giallo con disegnati sopra dei soli che ridono, e lo lega alla testa di Niccolò.
“Uh? ne hai solo uno?” chiedo e cecilia accarezza la testa del nostro primogenito e dice che lui è il nostro rappresentante.
Il nostro primogenito sorride, è intelligente. Poco prima gli avevo chiesto se gli interessava un libro che avevo visto sulle bancarelle di una gabbianella e di un gatto che le insegna a volare e lui aveva detto che conosceva la storia e poi ha detto no papà io vorrei un libro diverso, un libro che abbia delle mappe, ma sto parlando di mappe scientifiche dello spazio, e non solo del sistema solare, vorrei proprio delle spiegazioni sul big bang e di come si è creato il mondo da una massa di fuoco e poi è venuta l’acqua, capito papà.
“Niente gabbianelle e gattini, quindi”
“No. In questo momento sono molto interessato a questa cosa del big bang e delle mappe dello spazio”
Ho taciuto e l’ho ammirato. Io qualche mese fa ho provato a leggere un libro di margherita hack e dopo tre capitoli mi sono reso conto che capivo una frase ogni intervallo X di pagine e che il valore di X si incrementava man mano che procedevo nel libro. Facendo due calcoli dopo pagina venti l’ho chiuso perché in quello che restava non c’erano più frasi comprensibili utili.
E’ per questo che gli umanisti generalmente trattano la roba scientifica con un po’ di snobberia, perché con la roba umanistica parli di amore, morte, passione e cose del genere, invece la roba scientifica sembra fatta apposta per non capirci un cazzo. Isotropi. B12. Mesmerizzazione. Gamma.
Ve le cercate.
Alla manifestazione all’inizio c’era un centinaio di persone, c’erano dei microfoni a palla dove dei docenti universitari parlavano dei diritti negati agli immigrati e ogni tanto parlavano anche degli immigrati, la cosa era molto random e divertente, ad un certo punto uno degli immigrati ha iniziato a parlare e ha detto che era contento che ci fossero molti non-immigrati che partecipavano alla manifestazione, e io per un attimo mi sono sentito fiero di essere lì in mezzo, mi sono sentito così civile, ma poi l’immigrato è andato avanti e ha detto gli gli faceva piacere che ci fossero i non-immigrati perché era il minimo che potessero fare, che era loro dovere essere lì perché era per colpa dello sfruttamento indiscriminato dell’occidente nei confronti dell’africa che si era creato un dislivello di reddito così sproporzionato che costringeva gli immigrati a venire in europa a cercare lavoro e quel reddito che in africa non avrebbero trovato mai. E questo concetto lo ha detto con una rabbia che mi ha quasi fatto paura, tanto che alla fine ha anche chiesto scusa.
E io mi sono sentito meno civile e in fondo, dentro, sapevo che aveva ragione.
Quando la manifestazione è partita la gente si era moltiplicata, c’era una fiumana di gente, erano messicani, africani, arabi, e italiani. Gli italiani si assomigliavano un po’ tutti, era carino vedere che esisteva una specie di identità tra gli italiani che erano lì.
Alla fine simone mi era crollato addosso ed è successa questa cosa che dovevamo cenare e cecilia ha detto beh prendiamo una cosa al volo e niccolò ha detto andiamo al mac donald! è qui vicino! e a me ha fatto così brutto il fatto di pensare di andare a una manifestazione per i diritti degli immigrati, aver sentito quello che diceva che devo sentirmi in colpa per via del fatto che ho un reddito eccetera e poi alla fine della manifestazione io andavo al mac donald con i miei figli, mi è sembrata una cosa esteticamente così sbagliata: talvolta l’etica è figlia bastarda dell’estetica. Così ho detto no, ragazzi andiamo a prenderci un kebab. Fa molto etnico.
E qui è venuto fuori il problema, ovvero che i nostri giovani manifestanti non avevano nessuna intenzione di aprire i loro gusti al cibo arabo prodotto dagli immigrati con cui erano stati a danzare fino a poco prima, ma volevano solo andare al mac donald e prendere la coca cola con il menu bambini.
La globalizzazione con i suoi vestiti dionisiaci danzava davanti a loro e rendeva il brand kebab qualcosa di impuro e genericamente poco attraente.
“O kebab o non mangi” ho detto al primogenito mordendo il mio kebab vegetariano e quello ha ingoiato amare lacrime. Epicuro intanto si fregava le mani, no, volevo dire Edipo, non epicuro.
Edipo si fregava le mani.
Dioniso era sceso nella via e si vedeva ad occhio nudo quando una ragazzina griffata con la madre dalla faccia rifatta voltava da via Roma e per errore si trovava di fronte ai brandelli estremi del corteo e lì si fermava, come un elemento estraneo. Dioniso e il suo sociale da una parte e dall’altra il sociale di quell’altro, un prometeo in difficoltà crescente con macigni sulle spalle e grossi grossi problemi di erezione.


