Non puoi scrivere di nuovo queste cose su di un blog vol.3

marzo 3, 2010

E quindi niente ho fatto questo errore di andare alla LIDL per comprare gli aranci, perché niccolò adora gli aranci alla mattina, appena si alza ancora non ha aperto gli occhi e mi chiede se gli faccio la spremuta e se non ci sono gli aranci la prende malissimo, non è che proprio si incazza, ma soffre, come se lo avessi ferito di proposito con un bastone o con un arnese del genere e quindi ieri mentre aspettavo che finisse la sua ora di atletica sono andato alla LIDL per prendere questi aranci benedetti, e non sono andato alla LIDL per scelta ma perché era il supermercato più vicino e io ero a piedi, apro una parentesi sulla LIDL, la LIDL è un posto dove un sacco di cose costano poco, ma non lo fanno perché sono convenienti, ma perché sono state derubate, se usi le cose della LIDL usi cose che hanno la parvenza di cose normali ma appena le usi capisci che spendendo poco ti sei fatto sostanzialmente del male tipo appunto gli aranci: prendo questi aranci, tipo quattro chili di aranci due retine che poi niccolò si porta a casa da solo a passo di lumaca e lamentandosi che pesano e io gli dico ci credo che pesano sono quattro chili di arance, ma papà perché non mi aiuti, eh bravo sei tu che bevi la spremuta al mattino io non la bevo mai quindi te le porti tu, e rido anche, comunque questa mattina alle sei apro il primo retino di aranci per fare la spremuta a niccolò che è lì sulla sedia, nel pigiama nella stanza illuminata crudelmente dalla luce della lampadina, abbiamo tutti e due gli occhi chiusi e non parliamo, taglio in due il primo arancio e vedo che questi aranci sono secchi, sono degli aranci che appena li apri iniziano a chiederti qualcosa da bere, qualunque cosa, anche un semplice bicchiere d’acqua e la seconda cosa che noto e che non hanno i semi, quei fastidiosi semi non ci sono e sono tutti dello stesso colore arancione pallido pallido e ne taglio quattro e sono tutti identici, smorti e assetati, di solito con quattro aranci io faccio la spremuta per figlio numero uno e per la mia compagna bionda e questa volta dopo quattro aranci ho fatto mezzo bicchiere e sono incazzato, che pacco dico che pacco del cazzo dico e niccolò chiede cosa c’è, in che senso pacco? e io dico ci hanno fregato e continuo a tagliare aranci e spremerli e niccolò è interessato dice ci hanno fregato chi? e io dico la LIDL ci ha dato degli aranci che non fanno succo, e niccolò chiede non fanno succo in che senso? e io gli rispondo oh hai voglia di fare grande conversazione stamattina? non fanno succo non vedi quanti ne sto tagliando, e in pratica per fare due bicchieri di succo uso la bellezza di un intero retino, due chili di arance, chiamiamole così, per fare due bicchieri, ecco la grande convenienza della LIDL e poi assaggio la spremuta, l’amaro calice, e qui avviene la seconda sorpresa, che cioé quegli aranci hanno il gusto di “gusto arancia”, come quello dei chewingum, sanno di acqua zuccherata e con un vago gusto di dentifricio, e io crollo il capo e osservo la distesa di cadaveri di arancio che ormai copre tutto il lavandino e poi fisso ancora il succo di quella roba e la do a niccolò e lui mi dice, eh papà ma non mi metti lo zucchero? e io gli dico, assaggiala prima, e lui assaggia, fa una faccia strana e dice ma è già dolcissimo! ma non è felice, perché anche lui si rende conto che è un dolcissimo sbagliato, e poi mi chiede comunque un cucchiaino per berlo, niccolò beve tutto con il cucchiaino.
Mentre siamo lì che bevo il caffé gli dico comunque la prossima volta andiamo al mercato, e poi lo guardo e gli chiedo sai cosa è un mercato? E lui mi dice un posto dove si vendono le cose? E io annuisco e gli dico che è un grosso capannone, ce ne sono alcuni a genova, un grosso capannone dove vendono sostanzialmente verdura e frutta. Un sacco di bancarelle, di gente diversa, giri è pieno di gente e lì la frutta e la verdura sono abbastanza buone. Allora niccolò ride e dice allora dovrebbero chiamarlo verdurato e ride e io lo fisso e gli dico, niccolò mai provare a fare lo spiritoso prima delle otto del mattino, è una regola, e lui si rabbuia e continua a bere la sua spremuta di controfigure di aranci e tra una sorsata e l’altra ride tra sé e sé per chissà quali pensieri improvvisi.
A questo punto arriva simone, entrata in scena a passo malfermo ma sicuro nello stesso tempo, si siede e non ci guarda, fissa un punto qualunque della cucina. Io gli dico ciao simone e lui non risponde, gli dico vuoi del latte e lui dice non mi piace il latte, io gli dico vuoi una spremuta e lui dice non mi piace la spremuta io gli dico vuoi del tea e lui mi dice non mi piace il tea io gli dico vuoi i biscotti, lui alza la testa appena appena per vederli e poi la riabbassa e dice non mi piacciono i biscotti con il buco, e allora io dico quindi non fai colazione, non mangi niente? e lui allora alza la testa e mi fissa con uno sguardo carico d’odio e mi dice, ma papà, se non c’è niente da mangiare come posso fare colazione! e io capisco che è arrivata l’ora di svegliare cecilia.

Una Risposta to “Non puoi scrivere di nuovo queste cose su di un blog vol.3”

  1. boccaccino Dice:

    forse cecilia la dovevi svegliare durante l’ora di atletica di niccolò.
    in ogni caso mi inizio ad annoiare di essere meravigliato tutte le volte… vediamo di finirla.


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