Non puoi scrivere di nuovo queste cose su di un blog vol.4
marzo 5th, 2010 § Lascia un commento

Siamo in autobus e niccolò mi chiede una parola che vuol dire ladro ma non è ladro.
“Uh, in che senso?”
Niccolò mi parla, assorto, mi dice che ha giocato ad un gioco fatto da suo cugino e ad un certo punto si trovava in una grotta dove c’era un ladro, ma non aveva usato la parola ‘ladro’.
“Tipo, predone?”
“No”
“Brigante?”
“Non mi sembra”
“Avvocato?”
“Eh?”
Sto per dire dentista quando vedo che la gente dell’autobus mi sta guardando e che da un sedile lontano cecilia mi manda occhiate di fuoco. In fondo la grossa differenza tra un ladro e un dentista è che uno dei due fa fattura. Anche perché se non fa fattura è un ladro, è matematico.
Comunque.
Non è di questo che vi volevo parlare, volevo parlare dell’uomo e in particolare della mia palestra, questo sarà un pezzo noioso, ho messo una cosa divertente all’inizio perché arrivaste fino a qua, adesso sta a voi se continuare o meno. Avrei voluto scrivere altre cose divertenti per arrivare fino alla fine tenendovi con me, è una cosa amara e dolce mettere lì delle cose, come mettere gli ami e metterli in modo che la preda resti infilata nel primo amo e poi nel secondo e così via fino a a vederla tutta smembrare la preda, e quando scrivo è uguale metto le cose e le metto come delle punte, magari delle punte dolci e divertenti, e queste punte servono per infilarsi dentro chi legge e farlo arrivare alla punta dopo e poi fino alla fine, le viscere della lettura sono il profumo della vostra carne aperta sul divano, o sul letto o sulla sedia della vostra scrivania, vorrei potervi vedere quando leggete queste cose, mi piacerebbe vedervi sanguinare e poi vedere la carne che si apre, silenziosamente, quello che avete dentro uscire fuori come una corrente di fango, l’impasto della carta e dell’umido che trabocca per terra e fa sensi.
Ma sarebbe pornografico, sarebbe una cosa volgare. Avrei voluto scrivere cose divertenti fino alla fine ma non posso farlo perché ho deciso di non mentire, niente di personale, ma in questo momento non voglio mentire, voglio fare la mia cosa e andarmene in fretta, fare la mia cosa significa tirare fuori la cosa che è lì che aspetta di uscire, ci vuole uno sforzo minimo per farla uscire, ci vuole un certo dolore, ma poi quando è uscita basta, è fatta è una cosa che se non fosse uscita avrebbe marcito dentro, mi avrebbe aperto tagli suppurosi, bisogna farla uscire e poi andare via veloci, lasciare aperta la finestra per favorire il ricambio dell’aria, e poi via, non ha niente a che vedere con la bella narrativa, non ha niente a che vedere con il raccontare qualcosa, avete presente la storia di quella bambina che andava in giro con un vestitino tutto rosso che deve portare questa merendina alla nonna, la narrativa fatta della sua bella cronachetta, tizio fa questo, poi caio fa quest’altro, sempronio muore, tizio si innamora di caio, copule, ma caio aveva ucciso sempronio, duello finale sul tetto di una grattacielo. Piove, fulmini. Sangue, cazzotti duri. Caio precipita dal grattacielo e finisce infilzato nel solito cancello rococò costruito alla base del grattacielo. Perché così tanti cancelli a punta.
Quindi non posso scrivere cose divertenti, non oggi, ah no oggi non ho la benché minima intenzione di scrivere cose divertenti perché non è la cosa che mi deve uscire fuori. La cosa che mi deve uscire ha a che fare con tutt’altro ha a che fare con un certo tipo di morte e della sua salvezza. Il certo tipo di morte di cui sto parlando è quello di un corpo, che da ora in poi chiameremo corpo x, questo corpo x vive a una temperatura corporea che chiameremo y, anzi no z. Temperatura z. Fin qua è tutto chiaro. Ad un certo punto che succede, questo signore x, anzi questo signore che ha un corpo x, signore di cui non abbiamo dato un nome e che potrebbe essere y visto che per ora non è stata istanziata, cerchiamo di fare un riassunto, abbiamo un signore y che ha un corpo x che viaggia ad una temperatura z. Fin qua è tutto chiaro.
Ad un certo punto questo signore y si rende conto che x non ha variato la sua temperatura, che quindi è sempre settata a z, ma la sua percezione della temperatura, che da ora in poi chiameremo gamma, la percezione che il signore y ha della temperatura del suo corpo x non corrisponde più a z, che è quella effettiva, ma appunto a gamma. In pratica abbiamo che gamma (temperatura percepita) DIVERSA da z (temperatura reale, diciamo così). Il nostro caro signore y sente che il suo corpo x ha una temperatura gamma vicina allo zero, si sente un pezzo di carne morta che cammina, si sente un povero stronzo, non so se avete presente, e invece il suo termometro dice che no, che la fottuta temperatura z è sempre attorno ai 36,7 la normalità assoluta. Eppure il signore y si tocca gli arti e li sente freddi, li vede blu, cristo santo, sono completamente neri! ma il termometro gli dice che la temperatura è sempre z, attorno ai 36,7. E’ un dato certo.
Allora il signore y pensa tre cose: a) il termometro è rotto b) la mia percezione delle cose è sbagliata c) sono morto e tutta questa cosa della temperatura z è una pagliacciata, questi termometri che vendono sono dei termometri fasulli che servono per rassicurare le persone per fare in modo che la società non imploda su se stessa come una lampadina che scoppi verso il suo nucleo portandosi dentro l’intero universo per la sua infinita forma di risucchio, immaginatevi una lampadina che esploda verso il suo nucleo e poi un vento fortissimo che aspiri ogni cosa, vetri, lampadario piastrelle muri cane figli vicini abitazione condominio quartiere strade case altri cani automobili moto alberi pietre terra in genere continenti pianeti stelle sistemi solari vuoto galassie nove supernove spazi siderali niente altro niente lampadina. Il suono potrebbe essere tipo voop! Una cosa rapidissima, tipo sei secondi al massimo, e poi il buio.
Non credo che per morire serva molto di più no?
Sei secondi vanno benissimo, e quindi questo signore x, che forse non abbiamo detto fa l’avvocato, oh cristo basta.