compagni scrittori degli anni ottanta

luglio 25th, 2011 § Lascia un commento

eravamo io, Lady Fizz e il signor Pantone, il signor Pantone era completamente fatto e andava di pollice e ne diceva di tutti i colori, ah ah questa è buona, no, Mr Fizz? non è una GRANDE battuta? ahhh Mr Pantone comunque non era fatto, non è nel suo stile di Grande Catalogatore, era lì davanti a Lady Fizz che le stava facendo questa specie di shampoo gusto seminale sui range di colore, e sul fatto delle frequenze, questa cose che noi esseri umani vediamo solo un range di colori, anzi che i colori a ben vedere non esistono, sono illusioni del nostro cervello e Lady Fizz dice, allorra il suo lavorro è una merrda, e giù risatine di Mr Pantone che rideva perché la Lady Fizz se la voleva portare alletto, anche se Lady Fizz arrotava le erre, le faceva diventare tutte doppie, il che avrebbe potuto creare dubbi sulle sue qualità di donna, come dire, metropolitana, oh Lady Fizz, torturatrice di filetti, quanto sangue abbiamo perso noi scrittori per via delle tue erre così luminescenti, warning mr Pantone, non voglio dire altro che questo, warning Mr. Pantone, noi scrittori degli anni ottanta, dei favolosi orribili anni ottanta, noi che abbiamo visto i nostri coetanei crescere, germogliare, fiorire nel pieno delle loro forze e continuare a non contare un cazzo, la cosa è un po’ preoccupante, noi ci siamo infilati a forza nel letto di Lady Fizz solo per sentire le sue erre tagliarci a pezzi, come nella scena finale di un film di Ferreri, noi scrittori anni ottanta abbiamo scambiato Pasolini per David Bowie e ancora non ci siamo ripresi dal fatto che il secondo sta invecchiando, le ossa gli cedono e nessun alieno, mi state ascoltando laggiù nel più profondo del cosmo?, eh mi state ascoltando NEL PIU’ PROFONDO DEL COSMO?, nessun alieno gli ha sparato nel mezzo di un concerto, niente di tutto questo, nessun alieno dal sangue giallastro ha fatto a David più danni di quelli che gli abbia fatto la cocaine, faccio per dire, nessun alieno lo ha preso buttato per terra passato sopra con la sua astronave, e mr. Bowie è ancora lì sul palco a fare un sorriso un po’ spento e Mr Pantone a questo punto gli guarda gli occhi e sceglie quello per l’occhio destro e quello per il sinistro: ci hanno fregato le rockstarre, amici scrittori, compagni, compagni scrittori degli anni ottanta, mors mia vita mea, amici compagni degli anni ottanta che tanto mi avete tenuto in mano, abbiate pietà di me, compagni scrittori e danze degli anni ottanta, abbiate pietà di me, compagni, fratelli, coinquilini degli anni ottanta donate a me la pece, e le piume e un finale da peretta

Conan contro gli dei suicidi

luglio 19th, 2011 § Lascia un commento

C’era questa cosa di Conan il sanguinario, quello di sprague de camp mi pare, che distingueva tra dei e esseri che possono essere colpiti. Se possono essere colpiti possono anche morire. E giù spadate. Conan era un duro ma anche molto pragmatico, sapeva che contro gli dei c’è poco da fare, per non parlare dei ministri degli dei, tipo bagnasco. Il creatore di Conan, ironia della sorte, si è sparato in bocca con un fucile se non ricordo male. Perché gli era morta la mamma, qualcosa del genere.

Quindi gli dei non cadono, ma –nel mondo reale– possono morire, anzi diciamo che muoiono tutti. Gli dei della terra hanno consumato per quanto possibile e poi sono morti, alcuni hanno consumato fino alla fine, altri hanno smesso un po’ prima, altri sono “morti male”. Il potere è una cosa che non si può toccare e che rende queste persone degli dei, nel senso degli alieni: si muovono in un mondo che è vicino al mio, ma che è altro, è un empireo mondato dai problemi terreni. Mondato dai miei problemi terreni. Resta dentro di loro la fame del consumo, è un virus inarrestabile, il potere è difficile da controllare, è invisibile ma dà dipendenza, non è la ricchezza, è il fatto di vivere in questo iperuranio. Una volta che hai toccato la visione, la città che naviga nel cielo, una volta che ti sei alzato in volo, tutto quello che vuoi è tornarci, vuoi restarci nonostante tutto, vuoi consumarne il più possibile.

Quando questi dei si ammazzano da soli, in giro leggo la soddisfazione. La gente gode del potente che viene distrutto dalla sua stessa onda d’urto. È come se gli dei vivessero per uno scopo diverso da quelli che godono della loro morte, ma non è vero, gli dei non fanno altro che assecondare gli stessi desideri di quelli che godono della loro morte. Chi gode della loro morte è qualcuno che consuma anche lui il più possibile e che consumerebbe ancora di più se potesse. Non si tratta di un godere della fine di una prevaricazione, ma il culmine dell’invidia: non che la gente voglia davvero lo stesso smisurato potere degli dei, vuole avere la parte di desiderio che la natura  gli ha dato in dono. Ognuno mangia per il proprio appetito e intanto guarda la pancia di chi gli sta vicino.

Se Conan dovesse combattere contro questi dei non dovrebbe chiedersi se sono vulnerabili. Dovrebbe invece cercare la fonte della radiazione che li avvolge, che avvolge tutta la corte degli dei,  avvolge anche i mortali che allevano figli dentro questa radiazione continua, impattante, tossica, che spinge ognuno a correre nella stessa direzione volgendo la testa e storcendo la bocca.

la moda estate 2011

luglio 9th, 2011 § Lascia un commento

i giornalisti fininvest combattono contro i giornalisti repubblica, i giovani intelletti start-up salgono la classe cancellando i messaggini sui cellulari dei morti; donne in carriera, donne incinte, donne violentate a pezzi in provincia di; siamo ancora sotto choc; i vecchi ricchi non sanno chi gli paga l’affitto non sanno chi spende i soldi per ristrutturagli la casa e dicono che non c’è crisi (è notizia), non c’è crisi e non sanno o non ricordano: le giovani band milanesi si tolgono i batuffoli di coca dall’ombelico ed è disco rivelazione; non uscite non consumate bevande gassate non bevete alcolici non siate vecchi, guardate le repliche; il futuro della letteratura è nelle <flash>scritte lampeggianti</flash>

anch’io come voi

luglio 1st, 2011 § Lascia un commento

anch’io come voi dormo, mi alzo, anch’io come voi mi risveglio ogni tanto mi alzo, anch’io come voi vado in bagno ogni ora ad eliminare lo sperma in eccesso, anch’io come voi provo invidia e rabbia dell’invidia, anche io come voi non desidero poi sento il desiderio degli altri e desidero anche io, come se fosse la cosa più im-por-tan-te del mondo anch’io come voi

anch’io come voi quando poi ce l’ho in mano mi sento un cretino, un idiota, anche io come voi ho pensieri in eccesso, anch’io come voi voglio le cose che non esistono, poi voglio in generale e sto male perché non potrò mai avere in generale, anche io come voi ho sensi di colpa, fischi alle orecchie, sudore, tremito di mani impercettibile, anche io come voi ho letto il libro migliore del mio, anch’io come voi ho pensato di fare la cosa migliore e poi era una cosa

anche io, io come voi sono nato nel migliore dei mondi possibili, anch’io come voi l’ho trovato normale poi orrendo poi accettabile poi niente, poi ho pensato stringere i denti, chiudere gli occhi, passarsi la lingua sull’interno della mandibola, fare un passo, buttare il peso ritirare la gamba fare un secondo passo, buttare il peso eccetera, cadere, mandare un gemito di paura, pisciarsi addosso e scoprire come è bello il calore sulle cosce e come rassicurante il nostro acido odore interno

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