Conan contro gli dei suicidi

luglio 19, 2011 § Lascia un commento

C’era questa cosa di Conan il sanguinario, quello di sprague de camp mi pare, che distingueva tra dei e esseri che possono essere colpiti. Se possono essere colpiti possono anche morire. E giù spadate. Conan era un duro ma anche molto pragmatico, sapeva che contro gli dei c’è poco da fare, per non parlare dei ministri degli dei, tipo bagnasco. Il creatore di Conan, ironia della sorte, si è sparato in bocca con un fucile se non ricordo male. Perché gli era morta la mamma, qualcosa del genere.

Quindi gli dei non cadono, ma –nel mondo reale– possono morire, anzi diciamo che muoiono tutti. Gli dei della terra hanno consumato per quanto possibile e poi sono morti, alcuni hanno consumato fino alla fine, altri hanno smesso un po’ prima, altri sono “morti male”. Il potere è una cosa che non si può toccare e che rende queste persone degli dei, nel senso degli alieni: si muovono in un mondo che è vicino al mio, ma che è altro, è un empireo mondato dai problemi terreni. Mondato dai miei problemi terreni. Resta dentro di loro la fame del consumo, è un virus inarrestabile, il potere è difficile da controllare, è invisibile ma dà dipendenza, non è la ricchezza, è il fatto di vivere in questo iperuranio. Una volta che hai toccato la visione, la città che naviga nel cielo, una volta che ti sei alzato in volo, tutto quello che vuoi è tornarci, vuoi restarci nonostante tutto, vuoi consumarne il più possibile.

Quando questi dei si ammazzano da soli, in giro leggo la soddisfazione. La gente gode del potente che viene distrutto dalla sua stessa onda d’urto. È come se gli dei vivessero per uno scopo diverso da quelli che godono della loro morte, ma non è vero, gli dei non fanno altro che assecondare gli stessi desideri di quelli che godono della loro morte. Chi gode della loro morte è qualcuno che consuma anche lui il più possibile e che consumerebbe ancora di più se potesse. Non si tratta di un godere della fine di una prevaricazione, ma il culmine dell’invidia: non che la gente voglia davvero lo stesso smisurato potere degli dei, vuole avere la parte di desiderio che la natura  gli ha dato in dono. Ognuno mangia per il proprio appetito e intanto guarda la pancia di chi gli sta vicino.

Se Conan dovesse combattere contro questi dei non dovrebbe chiedersi se sono vulnerabili. Dovrebbe invece cercare la fonte della radiazione che li avvolge, che avvolge tutta la corte degli dei,  avvolge anche i mortali che allevano figli dentro questa radiazione continua, impattante, tossica, che spinge ognuno a correre nella stessa direzione volgendo la testa e storcendo la bocca.

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