le specifiche della bellezza
gennaio 25th, 2012 § 2 commenti
Sono le otto del mattino sto correndo in discesa per una creuza ripidissima che porta alla scuola dei miei figli, dietro di me ci sono i miei figli che corrono a dirotto dietro di me, la teoria è che io sto davanti così se uno dei figli si inciampa e cade rotola fino a me e non fino al fondo valle, comunque stiamo tutti correndo, tutti in silenzio, quando capisco che è il momento e mi fermo.
I figli avvertono in ritardo questo mio cambiamento e iniziano a frenare emettendo dei gemiti, io mi giro e metto avanti i palmi delle mani con un sorriso, finché non sento i loro corpicini che sbattono contro le mie mani. “Ma papà!” dice il primogenito ansimando e io dico a loro: “ragazzi, perché noi siamo al mondo? Quale è il nostro scopo nel mondo?”.
Primogenito alza gli occhi al cielo, secondogenito si mette a pensare. “Per andare a scuola” dice secondogenito. “Andare a scuola” ripeto io. “Buona risposta”. Primogenito ci pensa anche lui e dice “far continuare l’esistenza della razza umana”. Annuisco. “Anche questa è una buona risposta” dico e annuisco. Lascio cadere le mani e ne alzo una in cielo. “Ma c’è una ragione in più. Una missione che noi abbiamo” dico.
Primogenito e secondogenito mi fissano aspettando che io continui. Sembrano interessati. “Che missione?” chiede primogenito.
Mi gratto la testa e dico che sto leggendo un libro, un libro di uno scrittore. “Quando questo scrittore era bambino, la nonna gli dice che loro sono nati per essere fregati. E lo scrittore bambino sta zitto e dentro la sua testa pensa che no. Il suo scopo non è essere fregato. Il bambino pensa che il suo scopo è quello di riempire il mondo con la bellezza” dico e mi fermo a guardarli negli occhi.
E vedo che i loro occhi per un attimo brillano. È il sole alle mie spalle che è spuntato da dietro il tetto della scuola e ora li sta illuminando. Primogenito ripete, riempire il mondo con la bellezza, e si rimette a correre per la discesa. Mi supera. Secondogenito mi prende per mano e non dice niente, mi stringe la mano.
Iniziamo a camminare.
Poi mi chiede delle cose, delle specifiche della bellezza.
Splendido.
complimenti davvero…