la traduzione
giugno 12, 2012 § Lascia un commento
Sono sì, un po’ ehm, nervoso. Non vorrei sembrare come si dice, quando ti fa tutto merda e pensi che la vita è una merda e quando guardi qualcuno in faccia sembra che gli guardi attraverso. Nichilista ecco. Non vorrei sembrare un nichilista di merda, mi ricordo una volta avevo un amico nichilista ed era una palla, stava sempre lì con una faccia di merda e qualunque cosa gli dicevamo lui diceva sì sì, e la faceva, ma sempre con una faccia di merda e qualunque cosa gli chiedevamo lui diceva sì sì, ad esempio gli dicevamo tutto ok? e lui diceva sì sì, e ti dava l’impressione che qualunque cosa dicevi avrebbe risposto sì sì, stai bene? sì sì, stai male? sì sì, ora ti spacchiamo la testa con una spranga di ferro? sì sì, avete presente? cioè so bene cosa vuol dire essere in quel modo lì per cui mi premuro di non sembrarlo ecco. Che poi nella vita quotidiana uno non è che sta a guardare se sei nichilista o meno, vado a comprare il prosciutto e il tipo che mi vende il prosciutto non gliene frega un cazzo se sono nichilista o masochista o altre cose, oppure vado al bar a prendere un caffè, al barista gliene sbatte le palle se mi fa tutto merda e se penso che la vita è una merda. Riguarda tutto poi sempre la difesa. Tipo oggi sono nervoso e mi devo difendere dal nervosismo e mi devo difendere dal mondo esterno che mi rende nervoso e così metto su un meccanismo complesso che può sembrare nichilismo e in questa sede mi è data l’opportunità di spiegare che è solo un meccanismo, una cosa fittizia di difesa, non è vero nichilismo ecco. Anche perché ho dormito male, ho sognato che dovevo tradurre un romanzo in italiano dal francese e all’inizio tutto bene, poi a un certo punto c’erano delle tabelle tipo battaglia navale, con in alto le lettere e in verticale i numeri, A1 B1 C1 ecc avete presente, e le lettere che formavano le parole erano messe in caselle casuali, cioè per seguire il testo e le parole dovevo fare F27 H11 A9 L18 ecc, cercandole dannandomi la vista e la vita per trovarle e mettendoci un sacco di tempo, e pensavo ma che caz, sicché chiamavo al telefono l’autore che abitava poco lontano da casa mia e gli dicevo ascolta, ma che cazzo hai scritto ti sembra una cosa intelligente? cioè secondo te chi cazzo potrà mai leggere o tradurre una simile merda? e lui diceva no guarda vediamoci un attimo che ti spiego dai, stai calmo, andiamo a prenderci un gelato che ti spiego, ed era molto tardi, tipo le tre di mattina, e c’era molto traffico e io abitavo ancora all’ultimo piano della vecchia casa dei miei g