Cristina

giugno 25, 2012 § Lascia un commento

Vorrei spendere due parole per ricordare Cristina, la rappresentante di video porno. Per quale motivo ricordarla qui adesso? Solo perché l’ho rivista, stavo andando al cinema, ma era poi lei?, ma sì che era lei, dentro un non si capiva cos’era, un piccolo locale con una vetrata lurida, una bottega, dove forse un tempo si vendevano o noleggiavano vhs, c’erano ancora delle vecchie locandine appese ai muri assieme a tappeti o coperte, luci di candele o di lampadine sporche, e Cristina in piedi dietro il vetro con dei pantaloni blu molto larghi, più giovane di come la ricordavo ma con la stessa faccia come scolpita in una pietra morbida e gli stessi capelli biondi e la stessa camminata?, questo non si poteva verificare dato che Cristina stava ferma intenta ad accendere un incenso e io ero già passato avanti e guardavo avanti, verso il cinema poco distante, ero in ritardo. Quando veniva in videoteca a presentare i nuovi film porno vestiva con jeans e stivali da cow boy e aveva una camminata bizzarra costretta probabilmente dagli stessi stivali che erano molto duri e ingombranti, marroni. Portava anche enormi camicie a quadri tipo boscaiolo e si divertiva a sfogliare le copertine porno davanti alle famiglie che noleggiavano i cartoni animati e così ci facevamo due risate per spezzare la noia mortale del suo lavoro e del mio e della vita in generale. Qualche volta se ero in vena rubavo diecimila lire dalla cassa e ci vedevamo poi dopo al bar in fondo alla strada e le pagavo da bere e ci bevevamo una o due birre e mi raccontava delle cose da pazzi di gente che lavorava nella produzione di video porno, e una volta mi confidò che quegli stivali non li sopportava e neppure le camicie, ma negli ambienti che bazzicava per via del suo lavoro a un certo punto una donna doveva per forza vestirsi da cow boy o da boscaiolo. Cioè da uomo? dissi io, mi interessava molto, ma lei disse no no, da cow boy, o da boscaiolo, non è la stessa cosa. E poi il fatto che si chiamava Cristina, me lo disse dopo un sacco di tempo che ci conoscevamo, e io d’altronde non gliel’avevo mai chiesto, ho sempre provato scarso interesse per i nomi che dopo un po’ sono tutti uguali e si dimenticano subito.

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