anch’io come voi
luglio 1st, 2011 § Lascia un commento
anch’io come voi dormo, mi alzo, anch’io come voi mi risveglio ogni tanto mi alzo, anch’io come voi vado in bagno ogni ora ad eliminare lo sperma in eccesso, anch’io come voi provo invidia e rabbia dell’invidia, anche io come voi non desidero poi sento il desiderio degli altri e desidero anche io, come se fosse la cosa più im-por-tan-te del mondo anch’io come voi
anch’io come voi quando poi ce l’ho in mano mi sento un cretino, un idiota, anche io come voi ho pensieri in eccesso, anch’io come voi voglio le cose che non esistono, poi voglio in generale e sto male perché non potrò mai avere in generale, anche io come voi ho sensi di colpa, fischi alle orecchie, sudore, tremito di mani impercettibile, anche io come voi ho letto il libro migliore del mio, anch’io come voi ho pensato di fare la cosa migliore e poi era una cosa
anche io, io come voi sono nato nel migliore dei mondi possibili, anch’io come voi l’ho trovato normale poi orrendo poi accettabile poi niente, poi ho pensato stringere i denti, chiudere gli occhi, passarsi la lingua sull’interno della mandibola, fare un passo, buttare il peso ritirare la gamba fare un secondo passo, buttare il peso eccetera, cadere, mandare un gemito di paura, pisciarsi addosso e scoprire come è bello il calore sulle cosce e come rassicurante il nostro acido odore interno
amore di mosca
marzo 10th, 2011 § Lascia un commento
scrivo se scrivo scrivo per farti sapere che sto bene che sto male amore sto pensando amore che ti sto scrivendo in blocchi di testo amore mio che stai leggendo questa frase stai leggendo questo blocco di cose che ti sto scrivendo amore che non mi sono mosso che sono stato fermato su questo vetro infinito
su questo vetro infinito amore di mosca stavo schiacciato come una cosa malata e ulcerosa e ti pensavo fuori dal vetro il vetro è trasparente e potevo vedere la parete del vetro di fronte amore morirò e non per amore ma per un male alle antenne un male che mi farà crescere una forma di muschio vicino alla bocca
la mia bocca è stata quarant’anni attaccata alla tua pensando che avrebbe potuto staccarsi in un momento avrebbe potuto parlare o mandare dei fischi e così è stata zitta per tanto tempo che ora si è atrofizzata fa solo un vento caldo e odoroso di carne è la mia voce che non dice
sapessi quanti urli pensavo di fare amore che tremende grida con cui avrei scosso la terra
attaccata alla tua che atroce succhia e secerne come tutte le bocche del mondo succhia il mio vento e manda il tuo che è così lacrimoso amore è da fine del mondo è la voce del ragno che sei delle tue mandibole che ho leccato fino a farle morbide come la lana così ora non morsichi più
e rovini come un leone con tutti i bottoni staccati
il vetro era talmente infinito che in distanza si curvava come il mare e si richiudeva su se stesso schiacciando i nostro corpi mollicini e fibrosi che si spalmano in una figurina spolpata di zampette e occhi bulbari che avevo solo per te così multipoligonali
si chiudeva il vetro su se stesso come una rosa che si è scottata la mano
xXma
febbraio 15th, 2011 § Lascia un commento
ho un foro amore che mi parte dal basso
è un foro che hai scavato curiosa con le dita
e con le mandibole amore mi hai zannato la fonta
la fontana che tenevo nelle palle mi hai forato
come una zaffa hai visto uscire la sua nuvola
di cupidi inzaccherati che ti leccavano la faccia
erano una mandria di angioli bavosi che ti hanno
succhiato gli occhi ti hanno lasciato la lepega
dolce del mio cuore, amore, il biancorì del mio
sudore
(dedicata a marco simonelli)
La nipote di Mubarak
gennaio 28th, 2011 § Lascia un commento
(dramma in atto unico)
CORO: sveglia nobile padre!
CONTROCORO: sveglia padre africano non senti la voce!
CORO: padre africano sveglia non senti?
MUBARAK: che voce che succede popolo d’africa?
CORO: non senti la voce del tuo sangue?
CONTROCORO: l’hanno ridotta in ceppi e catene
CORO: oh italica gente!
CONTROCORO: chi dell’italica gente?
MUBARAK: mi sono appena destato, che voce? che sangue?
CORO: la figlia di tua figlia è stata violata
CONTROCORO: ridotta in ceppi e catene svaginata
CORO: la tua nipote minorata è stata rinchiusa
CONTROCORO: in umida segreta italica catturata
MUBARAK: oh me sventurato, me tapino! la mia nipote!
CORO: sangue del tuo sangue, svaginata
CONTROCORO: giovane per anni già gli si imbianca il labbro
CORO: e i capelli per gli orrori che ha preso
CONTROCORO: chi dell’italica gente?
CORO: chi salverà il sangue d’africa in continente?
MUBARAK: oh mia nipote sventurata! oh numi scellerati!
CONTROCORO: chi dell’italica gente la trarrà in salvo
CORO: chi il paladino dell’italica gente che salvi
CONTROCORO e CORO: la sventurata, la svaginata, la minorata?
IL PALADINO: ecco, ho sentito la voce, sono sceso
CORO: ecco il paladino!
CONTROCORO: ecco il grumo d’italia!
CORO: ecco di vesti bianche vestito
CONTROCORO: di felici bandane
CORO: eccolo coronato da facce raggianti
CONTROCORO: ecco il paladino vestito di nuovo!
MUBARAK: amico! fratello! collega! la mia nipote, sangue del mio sangue…
IL PALADINO: altro non dire; già mandai un misso a salvarla
CORO: oh benefattore d’africa!
CONTROCORO: oh, dell’italiche genti!
IL PALADINO (solo): presi la mia spada, si ruppe. me ne fecero subito un’altra, grossa uguale ma tutta di plastica, non mi diverto uguale; andai, tornai. vinsi. un ponte volli costruire, grande e alto dalle coste italiche fino alle terre d’africa, vicinanza al popolo fratello: lo farò; non ora: sarà costruito sulla sabbia e con la sabbia fino alle colonne del vostro deserto. sarà vicinanza di popolo; su quel ponte tornerà la vostra sposa, la maggiorata. la figlia di tua figlia tornerà un po’ sfatta ma con cammelli in omaggio. un presente. tornerà vestita di rosso e con un foro dal naso al cervello. un altro presente. ora torno dalle italiche genti. ti abbraccio, te e il popolo fratello di smigrati dai piedi sepolti per terra. baci e saluti (esce di scena)
CORO: oh valoroso per coraggio
CONTROCORO: primo tra le italiche genti
CORO: grumo, grumo d’italia
CONTROCORO: che canta dal profondo del suolo
MUBARAK: la vergine svaginata è salva, popolo africano
CORO: torna, amore, torna a riposare che è solo la notte
CONTROCORO: è solo la notte d’italia questa che vedi
MUBARAK: riposo con la testa sepolta per terra poi ci sentiamo
CORO: la notte di cui non temerai i terrori
CONTROCORO: dell’italica gente i terrori in visione
CORO: il paladino che sbocca, in mondovisione
qualcosa per italia
gennaio 19th, 2011 § Lascia un commento
con questo non voglio dire che sia colpa sua, solo colpa sua: ma dal foro da cui esce del sangue nasce un’ultima contrazione della carne, come quella di un orgasmo & invece è che sta morendo, per terra, così lontano; per dire: è @africa {afghanistan} non dico che sia colpa sua, dico di quello che oggi si dice {che vive godendo} {contraendo le ossa & godendo} quello ha goduto, è normale, mentre quello si apriva dei fori nella carne: i media sono tutti per lui {sono tutti per la carne} perché i media sono come quei cani attirati dal sangue & dalla carne & la carne va mangiata prima {che venga a noia} della putrefazione
la carne di cui stiamo parlando è inquinata, è stato lui? l’inquinamento è una cosa nera o invisibile che si infila tra muscolo e muscolo, entra lentamente: non stiamo parlando di una morte improvvisa, parliamo di una infiltrazione: lui {dicunt} ha fatto qualcosa per l’italia, ha inquinato la carne, l’ha resa commestibile, anche quella che non andava mangiata
una infiltrazione dura decenni & non si vede {fino al gran crollo} l’infiltrazione se la vedi pensi che è piccola & che non fa male e {poi} l’infiltrazione è come una massa mortale di fango & limatura & acqua & terra & carne che ti esplode addosso {ma distillata di giorno in giorno che non la vedi @occhi}
è stato lui a fare l’infiltrazione @italia? ha reso lui commestibile la carne che era immangiabile? {:certo ora mi è cambiata la bocca:} dato un danno irreversibile & mortale {come un foro nella carne & una contrazione finale} data una bocca {la mia} che ormai è cambiata, dato un colpevole, una massa, data una infiltrazione & una data del crollo procrastinata
data una parola debilitata {inquinata} una forza commensurabile di chi ha fatto {qualcosa per italia} i soldi, la parola stessa si è avvelenata & spurga un foro nella carne bollente che non fa male & non fa niente
Le poesie di Dina Gona
dicembre 13th, 2010 § Lascia un commento
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di Dina Gona
Poetessa e addetta arti meccanici
ragazzina brava di bocca con ardi
mento, pregotti non ti nettarti
‘l mento.
Insufficienza del fuoco
ottobre 19th, 2010 § 2 commenti
Non basta, Juliette
Non basta la tua fede nella poesia
A far passare quest’ora.
Non basta la tua bohéme elettrica,
Il tuo fosforescente abbandono.
Credi a questa voce,
Credici come se fosse l’unica cosa che resta.
Quando io avevo i tuoi vent’anni, Juliette,
Ho ucciso Parigi.
Parigi è morta e io sono il suo assassino.
Ho visto il suo cuore grigio affondare nella Senna
Mentre l’ala d’ombra di mille corvi copriva il suo grido.
Ho visto Montmartre imbiancarsi di sangue
E il muschio inarrestabile dare brivido ai sepolcri.
Ho ucciso Parigi e non è servito a niente.
Quando tu avrai i miei anni, Juliette,
Non seguire nessun canto.
Non concedere altro al mondo che non sia il tuo sonno salato
E il colpo veloce della tua indifferenza.
Quando avrai i miei anni,
Costruisci la tua casa di carta
E dalle fuoco.
Sarà per te il giorno della salamandra
E viva nella fiamma anche tu ripeterai:
Non basta.
love love love
marzo 24th, 2010 § Lascia un commento

vorrei parlarvi dell’amore, a dio piacendo. l’amore che scorre tra le persone e anche quello che ci rimane alla fine, non so se avete presente quando si toglie il tappo della vasca da bagno e si svuota e restano quelle cose così umane vicino al buco di scarico, quella patina sottile che è la nostra pelle di serpente, quello che ci rimane del nostro rettilario interno, tu sai cosa voglio dire, se l’amore è una cosa odorosa quello di cui abbiamo bisogno è un modo diverso per sentirlo, una ghiandola da farci inoculare sotto alla pelle che ci apra alcuni pezzi di osso per fare ossigenare meglio il cervello e sentire la parte di atomi invisibili che stanno tra me e te, amore, sai quelle spore che ti escono dai pori della pelle e dai tuoi scalmanati capelli? quelle mi hanno avvelenato facendomi crescere una piccola peluria interna alla gola e ai polmoni che non mi lascia più respirare nessun tipo di aria che non odori in qualche modo di te: ma non pensare che io sia monomaniacale, io posso perderti anche oggi, lasciarti per sempre perché quello che ho è qualcosa di chimico e biologico, non è una forma nervosa, ma biologica per quanto la biologia abbia a che fare con la mia vita e il respiro tuo su di me.
questa cosa che ho preso a fare la sera, quella di bere un bicchiere d’acqua, è un modo di liberarmi di te, ogni sera un bicchiere d’acqua e una goccia, primo giorno una goccia di ammoniaca, secondo giorno due gocce e così via fino ad abituare il mio corpo al veleno che ti cola via dalla lingua quando mi strappi le labbra a morsi, ieri sono arrivato a sette gocce e ho passato la notte a vomitare, amore, a guardarmi narciso nell’acquetta spaurita della tazza del cesso, amore mio riflesso.
rekiem
marzo 1st, 2010 § Lascia un commento
iente in confronto di questa cosa che avevo in re
galo, cosa avevo in regalo avevo in regalo un pasto
quotidiano un gesto umano avevo in regalo il fatto
di morire a pezzi prima gli organi interni poi quelli
esterni avevo una cosa bassa nell’addome era una
pietra filamentosa era un brano di bestia odorosa
era la cosa che era marcita una sostanza benedetta
era una chiavica aveva in sé una chiavetta che dando
le il giro faceva il gesto della monaca, risate, avete
presente il gesto della monaca, altre risate, queste « Leggi il seguito di questo articolo »
poesie d’appartamento #1
gennaio 5th, 2010 § 1 commento
ho pensato che certe cose non mi salve
ranno, non mi salveranno i figli non la
radio non mi salveranno le onde tele
patiche e nemmeno hollywood, niente « Leggi il seguito di questo articolo »
