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	<title>lamerotanti &#187; fiction</title>
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	<description>Facciamo della facile ironia perché la difficile non la capireste.</description>
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		<title>avere tre figli in casa è bellissimo</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 10:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose vere]]></category>
		<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[Avere tre figli in casa è bellissimo, se sei lobotomizzato. Voglio dire, magari si prendono cura di te, ti puliscono la bava, eccetera, invece se hai un sistema nervoso centrale e hai strane abitudini tipo dormire di notte, volere stare solo eccetera, leggere eccetera, stare in bagno da solo a leggere eccetera, ecco tre figli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1178&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avere tre figli in casa è bellissimo, se sei lobotomizzato. Voglio dire, magari si prendono cura di te, ti puliscono la bava, eccetera, invece se hai un sistema nervoso centrale e hai strane abitudini tipo dormire di notte, volere stare solo eccetera, leggere eccetera, stare in bagno da solo a leggere eccetera, ecco tre figli possono essere un problema, non è colpa loro, parlano, crescono, prendono spazio, impattano.<br />
Avrei un sacco di ah ah aneddoti divertentissimi se fossi uno di quei padri che raccontano tutto dei propri figli, avete presente, quei padri che si mettono lì e raccontano tutto quello che fanno i propri figli con una fierezza mista a dentifricio gusto paperino, ma io non faccio parte di quel genere di padri, perché ho firmato un disclosure agreement con moglie e primogenito, non posso parlare di niente che li riguardi specie in opere letterarie e bla bla bla, previo assenso scritto, blablabla letture pubbliche e reading bla bla bla sono sette pagine che ho dovuto firmare.<br />
Quindi niente, non posso raccontare quello che davvero mi succede ma posso inventare no? Posso inventare cose *molto simili* a quelle che mi succedono davvero no? No?<br />
Quindi in questo racconto che è fiction, sottolineo fiction, sono le due di notte e appare secondogenito, età circa sette anni, età variabile a seconda degli sconti dei vari musei in cui lo portiamo, appare e mi tocca mi sveglia, io apro gli occhi lo guardo e dico secondogenito sei tu, e lui dice sì e io gli dico che succede credo sia notte, e lui dice sì, e io gli dico che succede hai paura di qualcosa e lui dice sì, e io dico di cosa hai paura di mostri cose così tipo mostri e lui dice no, dice, ho paura che viene un terremoto che ci schiaccia e io dico eh e vorrei dirgli, ma no, non devi aver paura qua non vengono terremoti, solo che non posso perché io abito al civico 33.<br />
E prima del civico 33 ci dovrebbe essere il 32 o il 31 se fosse un lato solo dispari e invece ci sono dei prati. Dei muri a secco. Poi ci sono altri prati, fasce, terreni incolti, cinghiali, insetti notturni, bisce, serpi, sassi, rovi, cose pericolanti, alberi nodosi e poi finalmente c&#8217;è una casa che però non è il numero 32 o 31, ma è tipo il numero sette, una cosa del genere. 7, 33: non sono numeri primi, o qualche strana numerazione cabalistica, ma sta a significare che i numeri civici dall&#8217;otto al 32 sono tutti crollati in seguito a una frana, anni fa, pensa te. Tutti crollati tranne il mitico civico 33 in cui ora è notte e secondogenito mi dice che ha paura dei terremoti e crolli la casa e io gli dovrei dire ma no, non avere paura questa casa non crollerà mai e invece gli dico, beh amore speriamo di no.<br />
Mica per altro, ma devo ancora finire di pagarla la casa. Vorrei che avesse il buon gusto di crollare quando sarà interamente venerandi.<br />
Secondogenito non è rassicurato. Dice che continua ad avere paura del terremoto e io gli dico di venire nel lettone allora, che almeno se crolla crolliamo assieme e lui fa un tuffo come un pesciolino e me lo sento tutto raggomitolato in pancia, e così lui si addormenta e io no, resto nel buio a sentire i rumori della casa che scricchiola, le mie paure e le sue che sbattono le persiane e le pietre dentro ai muri.<br />
A questo punto chiudo gli occhi, è notte profondissima e dopo un po&#8217; non si sente niente e secondogenito apre i suoi occhi, gli scappa pipì. Si alza, mi lascia nel letto come una vecchia coperta, va fino in bagno e lì fa quello che deve fare. Pipì. Mentre la fa sente un ronzio che proviene dalla cucina e quindi fa le sue sgocciole, si rialza il pigiama, a passetti va in cucina e vede che il frigorifero è leggermente aperto, una lama di luce taglia la cucina. Lui si avvicina al frigo, si passa le nocche sugli occhi, apre lo sportello e dentro al frigo al posto delle cose che ci sono di solito, latte, latticini, carni eccetera, al posto delle cose normali c&#8217;è una scala di pietra che scende nella profondità della terra, odore di umido, un vento freddo e immobile che stagna, un rumore di suono che non rimbalza, una scala scavata nella pietra che scende scalino dopo scalino nel nero più nero della terra.<br />
Se pensi che secondogenito inizi a scendere le scale con il cuore in gola vai al punto 12, se invece credi che corra terrorizzato da suo padre urlando basta con la fiction, dannazione, spegni quel maledetto cervello, vai al punto 6.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/1178/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1178&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>primi spunti per un racconto stile manuel puig</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[- Se devo pensare a una cosa degli anni ottanta. - Ma tu ce l&#8217;hai presente la merda? - Mi viene in mente quando mio fratello mi ha portato a vedere Highlander L&#8217;Ultimo Immortale. - La merda, prendine tanta da riempirne un sacco e riempilo. Riempilo fino all&#8217;orlo cazzo. Di merda di vacca cazzo. - [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1176&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Se devo pensare a una cosa degli anni ottanta.<br />
- Ma tu ce l&#8217;hai presente la merda?<br />
- Mi viene in mente quando mio fratello mi ha portato a vedere Highlander L&#8217;Ultimo Immortale.<br />
- La merda, prendine tanta da riempirne un sacco e riempilo. Riempilo fino all&#8217;orlo cazzo. Di merda di vacca cazzo.<br />
- Erano gli anni ottanta e pioveva che Dio la mandava.<br />
- Ecco, quel sacco sei tu.<br />
- Pioveva anche nel film. Te lo ricordi quel film? Nel film pioveva ed era notte e c&#8217;erano un sacco di duelli con le spade e gente che tagliava la testa ad altra gente. Erano gli Immortali, sai, l&#8217;unico modo per ucciderli era tagliargli la testa.<br />
- Ne resterà soltanto uno cazzo.<br />
- Esatto, e tutte quelle teste che rotolavano mi facevano una paura bestia, fin dall&#8217;inizio dal primo combattimento che la testa del tipo rotola sotto la macchina nel garage e la tipa, la detective che poi scoperà con Christopher Lambert, trova delle schegge di una spada antica che è impossibile che siano lì perché è una spada antica scozzese perché Christopher Lambert era già vivo ai tempi dell&#8217;antica Scozia e per dimostrarglielo alla tipa si trafigge con un pugnale davanti a lei in una scena molto romantica prima di scopare.<br />
- Ma lei era mica quella di Top Gun?<br />
- Non credo no, non mi pare.<br />
- Mi sembra che era quella di Top Gun.<br />
- No no, non mi pare proprio no.<br />
- Eppure mi sembra che era proprio lei.<br />
- Comunque poi arriva anche Sean Connery che fa l&#8217;Immortale vecchio e saggio che poi viene decapitato dal cattivo prima dello scontro finale dove il cattivo finirà decapitato a sua volta e la sua testa si staccherà dal collo lentamente in una scena raccapricciante che poi quando siamo tornati a casa andavo a guardarmi nello specchio del bagno per controllare che il collo non si apriva e che la testa non mi si staccava dal collo, e pioveva, nella realtà dico, quando mio fratello mi ha portato a vedere Highlander, però c&#8217;era la luce, però quando siamo usciti alla fine del film era buio anche se era molto presto e pioveva ancora. E io avevo una scatola di Lego Technic sul grande tavolo blu in camera nostra, una scatola ancora chiusa che aspettavo ad aprire perché mi piaceva vederla chiusa e sapere che era lì chiusa e pronta da aprire e giocarci in caso avessi avuto voglia di giocarci in qualsiasi momento potevo aprirla e giocarci, mentre invece se l&#8217;aprivo e ci giocavo poi era già aperta e ci avevo già giocato e non mi sarebbe più interessata, ma poi dopo il film non mi interessava comunque perché aspettavo da un momento all&#8217;altro che venisse qualcuno che scoprisse che ero immortale e mi tagliava la testa oppure tagliava la testa a mio fratello e poi arrivava mia madre e trovava mio fratello morto con la testa rotolata sotto il letto e poi io che cazzo le raccontavo a mia madre?<br />
- Pensa che in indiano non c&#8217;è un modo per indicare la merda di vacca, o un sacco di merda. Un sacco di merda di vacca poi, li manda in tilt.<br />
- Che poi in realtà i nostri letti non avevano il sotto, cioè avevano dei cassetti dove ci mettevamo dei vestiti e sui cassetti ci attaccavamo degli adesivi, non c&#8217;era il sotto dei letti, non poteva rotolare niente sotto i letti.<br />
- Forse perché le vacche sono sacre e non concepiscono una cosa volgare come la merda associata con le vacche.<br />
- Oppure quella volta dello scheletro, che mio fratello mi aveva fatto vedere dei cartoni animati giapponesi con degli scheletri che mi avevano impressionato e<br />
- Ma sono ancora sacre le vacche poi? E poi le merde di vacca, cioè girano per le strade faranno tantissima merda, la dovranno pure raccogliere e metterla in dei sacchi per buttarla via, o no?<br />
- In effetti gli rompevano spesso i coglioni, a mio fratello, i miei genitori, per causa mia.<br />
- Eppure non hanno un modo per dire &#8220;sacco di merda&#8221;. Non dico come insulto, dico anche letteralmente per indicare un sacco pieno di merda. Assurdo eh?<br />
- Delle volte avevo paura che venissero ad arrestarmi per tutti i casini che facevo passare a mio fratello.<br />
- Sterco, letame&#8230; tutte cose che a quanto pare trovano inconcepibile ficcare dentro un sacco.<br />
- D&#8217;altronde cazzo, ero piccolo cazzo.<br />
- Bella rogna, fare i fratelli maggiori.<br />
- Oppure un&#8217;altra volta per farmi star buono mi fece vedere dei film di Edgar Allan Poe in uno dei quali c&#8217;era un uomo senza faccia che</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/1176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/1176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/1176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/1176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/1176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/1176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/1176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/1176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/1176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/1176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/1176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/1176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/1176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/1176/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1176&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>io caricamento la nuova geometria e la terzogenita</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 10:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose vere]]></category>
		<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi alzo, scendo in cucina, barcollo, scontro contro le cose, ho gli occhi che ad ogni minima luminescenza mi dicono no, no fabrizio, chiudici, torna a letto, lascia perdere l&#8217;ufficio, la vita, il fottuto computer, torna a letto e abbraccia le cose calde che ci sono dentro e rimani lì dentro come una spugna in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1165&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi alzo, scendo in cucina, barcollo, scontro contro le cose, ho gli occhi che ad ogni minima luminescenza mi dicono no, no fabrizio, chiudici, torna a letto, lascia perdere l&#8217;ufficio, la vita, il fottuto computer, torna a letto e abbraccia le cose calde che ci sono dentro e rimani lì dentro come una spugna in un, come si chiama, un brodo primordiale, resta lì dentro a dormire fino alle dieci alle undici, per sempre, fino alla fine del mondo, ecco cosa mi dicono i miei occhi alle sette del mattino e invece io scendo e sotto c&#8217;è secondogenito.<br />
&#8220;uh&#8221; dico.<span id="more-1165"></span><br />
Secondogenito mi guarda, rabbioso. Ha la faccia che sembra un po&#8217; una scimmia e un po&#8217; un leoncino, ha una capigliatura da animale predatore, ma in realtà il suo coraggio è mescolato ad un adorabile terrore di essere preso in giro. Quindi è sempre rabbioso con tutti, in anticipo.<br />
Mi avvicino al lavandino e prendo il pentolino per fare il latte.<br />
&#8220;Vuoi un po&#8217; di latte al cioccolato?&#8221; gli chiedo.<br />
Lui mi fissa, torvo. &#8220;Caricamento&#8221; mi risponde.<br />
Rimango immobile con il pentolino in mano.<br />
Tossisco.<br />
&#8220;No, dico, vuoi mica un po&#8217; di latte con il cioccolato, chiedevo&#8221;<br />
Lui trabuzza gli occhi. &#8220;Ho detto, caricamento!&#8221;<br />
&#8220;Caricamento cosa?&#8221;<br />
&#8220;Caricamento! Vuol dire che sto pensando se voglio il latte o no&#8221;<br />
&#8220;Ah. Caricamento dati&#8221;<br />
&#8220;Caricamento&#8221;<br />
Rimango immobile, aspettando che carichi i dati relativi al latte e cioccolato di prima mattina.<br />
&#8220;Sì, ma poco&#8221; dice alla fine e io sospiro.<br />
&#8216;Caricamento&#8217; è il risultato di aver comprato la Wii per i figli, cioé di aver permesso che gli venisse regalata.<br />
Io sono cresciuto a pane e videogiochi, davvero, ho passato la mia infanzia come un obelix anoressico caduto in un paiuolo di lussuria digitale in cui più mangi più hai fame di omini, scale, navicelle, proiettili, fori, salti, colpi, arti marziali, canguri e adesso, adesso che ho raggiunto l&#8217;età della ragione, cioé quella in cui non riesco più a giocare ai videogiochi senza sentirmi un po&#8217; un pirla, scusate, ecco, adesso guarda con sofferenza secondogenito muovere per l&#8217;aria la macchina di mario bros, superando principesse e funghetti dai nomi esotici.<br />
Non posso non vedere lo scempio che il post-modernismo ha portato all&#8217;italia negli anni ottanta e pensare che non ci sia niente di male se mio figlio si rincoglionisce oggi con i fratelli mario, così come mi ci rincoglionivo io davanti all&#8217;apple II. Le colpe dei padri ricadono sui figli. Caricamento.</p>
<p>Metto il latte sui fornelli e intanto sento i passi lenti di primogenito. Primogenito entra in cucina come un attore di una sit-com confidenziale, sorride a me, manda un bagliore muto a secondogenito e salta su una sedia rannicchiandosi per mantenere il calore del corpo più alto possibile. Casa Venerandi è radicalmente fredda perché è costruita in ambiente umido e ostile e perché abbiamo alcune divergenze con l&#8217;azienda acqua e gas in tema di pagamenti e consumi. Niente che non possa essere risolto con coperte di ampia centimetratura e una trentina di flessioni sulle braccia ogni mezz&#8217;ora.<br />
&#8220;Papà ho iniziato a scrivere un libro di matematica&#8221; mi dice primogenito.<br />
&#8220;Ah&#8221;<br />
&#8220;Si intitola, «Ti hanno sempre detto che 1+1 fa 2? È falso»&#8221;<br />
&#8220;Forte. E quanto fa 1+1?&#8221;<br />
Primogenito alza le spalle. &#8220;Non si può sapere&#8221; dice. Indica con un dito il bricco del latte, e io ne aggiungo un po&#8217; nel pentolino. &#8220;Se tu pensi &#8211; riprende &#8211; ai numeri come delle forme reali, sommandoli non otterrai mai degli interi precisi&#8221;<br />
&#8220;Uhm&#8221;<br />
&#8220;Ci saranno sempre piccole imperfezioni. 1+1 fa un numero variabile che può andare da un po&#8217; prima di due a un po&#8217; dopo due, non puoi saperlo. Però puoi sapere che x+x fa y. Questo è un dato certo. Questa cosa cambia anche la geometria&#8221;<br />
&#8220;Interessante, in che modo?&#8221; chiedo.<br />
Primogenito indica con un dito la calderina. &#8220;Se te lo dico accendi i caloriferi che si gela?&#8221;.<br />
&#8220;Sei pazzo. Accendere i caloriferi è come bruciare banconote&#8221;<br />
Primogenito sbuffa. Si rannicchia ancora di più nella sedia. &#8220;Peggio per te e per la tua stupida geometria euclidea&#8221; mormora e in quel momento si sente un urlo. È terzogenita.<br />
Si è svegliata, quando lo fa si mette ad urlare. La capisco, anche io lo farei se avessi me come genitore.</p>
<p><em>(continua)</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/1165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/1165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/1165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/1165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/1165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/1165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/1165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/1165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/1165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/1165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/1165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/1165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/1165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/1165/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1165&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Uccidete i filosofi. Tenete riso e bacchette per voi.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 07:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[- Parliamo della frase - Quale frase? - Quella che abbiamo trovato come firma sul suo account mail - Ah, quella frase. - Già, quella frase. - È una semplice frase, uno scherzo. - Uno scherzo eh? «Uccidete i filosofi. Tenete riso e bacchette per voi». Questo sarebbe uno scherzo? - Sì, vede… - Chi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1163&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Parliamo della frase<br />
- Quale frase?<br />
- Quella che abbiamo trovato come firma sul suo account mail<br />
- Ah, quella frase.<br />
- Già, quella frase.<br />
- È una semplice frase, uno scherzo.<br />
- Uno scherzo eh? «Uccidete i filosofi. Tenete riso e bacchette per voi». Questo sarebbe uno scherzo?<br />
- Sì, vede…<br />
- Chi sono i filosofi?<br />
<span id="more-1163"></span><br />
- Cosa?<br />
- I filosofi che lei esorta a uccidere, chi sono?<br />
- Io non esorto a uccidere nessuno, io…<br />
- C’è o non c’è quella scritta come firma preimpostata sul suo account mail?<br />
- Sì, ma come le ripeto…<br />
- Senta, abbiamo quattro analisti al lavoro su questa storia. In genere non vanno mai d’accordo, ma stavolta si sono trovati immediatamente in sintonia sull’interpretazione della frase.<br />
- Interpretazione? Ma, è…<br />
- Vuole sapere cosa hanno dedotto?<br />
- Io… non…<br />
- Il riferimento alle bacchette e al riso colloca geograficamente il contesto della frase in Cina. Mentre l’esortazione all’omicidio dei filosofi è un chiaro rimando alla rivoluzione culturale di Mao.<br />
- Mao?<br />
- Insomma, l’idea è che quella frase sia uno slogan di un gruppo terroristico neo-maoista.<br />
- Un gruppo… Oh santo cielo…<br />
- Ecco, ora che sa come stanno le cose la palla passa a lei. Vuole collaborare o no?<br />
- Collaborare? Io…<br />
- Dica un po’, riesce a formulare almeno una frase completa o ha intenzione di continuare con questo balbettio?<br />
- Siete completamente fuori strada.<br />
- Oh, finalmente. Ora però converrà con me che questo è esattamente quello che direbbe qualunque attivista sorpreso con le mani nel sacco.<br />
- Primo: non sono un attivista, un terrorista o qualunque altra cosa sia venuta in mente a voi e ai vostri quattro analisti.<br />
- E la frase?<br />
- Ma secondo lei, se quello fosse veramente uno slogan di un gruppo neo-maoista che trama nell’ombra, una cellula segreta, io la metterei come firma automatica del mio indirizzo e-mail, lo stesso indirizzo che uso per lavoro, per organizzarmi con gli amici eccetera?<br />
- Non vuol dire molto. Tutti i terroristi sono esaltati, tutti tramano nell’ombra ma non vedono l’ora di rivendicare, uscire allo scoperto.<br />
- Senta, partiamo dalla frase.<br />
- Fantastico, era proprio da lì che sarei voluto partire fin dall’inizio.<br />
- Lei se ne intende di informatica?<br />
- Mah, mando mail, ho una connessione ADSL, sto su Facebook e su Twitter.<br />
- No, no, io dico informatica seria, intendo dire: programmazione in codice.<br />
- Codice, uhm, molto interessante, vada avanti.<br />
- Insomma lei saprà che esistono dei linguaggi di programmazione, avrà sentito parlare del Basic, del Pascal, del C++<br />
- Più o meno.<br />
- Molto bene. In questi linguaggi esistono delle istruzioni, tipo “scrivi questo” oppure “calcola quest’altro”. Ora, per farla breve, le istruzioni si applicano a dati che sono memorizzati nel computer. Solo che più istruzioni contemporaneamente potrebbero voler accedere allo stesso dato. In questo caso si creerebbe un conflitto.<br />
- Conflitto eh? Non sono sicuro di seguirla del tutto, ma continui pure.<br />
- Ok. Per evitare che due istruzioni si contendano lo stesso dato è necessario definire delle priorità. In altre parole: sincronizzare le istruzioni e l’accesso ai dati.<br />
- Le confesso che mi sto perdendo.<br />
- Ha presente un incrocio stradale?<br />
- Sì.<br />
- Molto bene. Tante automobili vogliono passare, ma l’incrocio è uno. Come si fa a evitare che si verifichino continui incidenti?<br />
- Si mette un semaforo al centro dell’incrocio.<br />
- E-sat-to! Grazie al semaforo le auto impegnano l’incrocio a turno. Se passo io, le auto che vengono alla mia destra e alla mia sinistra devono fermarsi e viceversa.<br />
- Fin qui è chiaro, ma non capisco cosa c’entri la programmazione dei computer e soprattutto cosa c’entrino i filosofi.<br />
- Ora ci arrivo. Il concetto del semaforo è chiaro?<br />
- Mh.<br />
- Bene. Facciamo un piccolo passo avanti, allora. Immaginiamo che al posto dell’incrocio con il semaforo ci sia un tavolo rotondo attorno al quale sono seduti alcuni filosofi.<br />
- Eccoli!<br />
- Visto? Gliel’avevo detto che sarebbero arrivati. Bene, al centro di questo tavolo c’è una grande ciotola di riso.<br />
- Interessante, ora scommetto che arrivano anche le bacchette.<br />
- Proprio così. Solo che… un momento, lei sa usare le bacchette per mangiare?<br />
- Mai stato capace.<br />
- In qualche modo lo immaginavo.<br />
- Mi sfotte?<br />
- Non mi permetterei mai. Comunque non è importante.<br />
- Il fatto che lei mi sfotta?<br />
- No, il fatto che lei non sappia mangiare con le bacchette.<br />
- Allora perché me l’ha chiesto?<br />
- Perché nell’esempio dei filosofi le bacchette non sono disposte come avviene nella realtà, cioè una coppia di bacchette a fianco di ogni commensale, ma in un altro modo.<br />
- Questo esempio mi sembra decisamente più complicato di quello del semaforo.<br />
- Lei mi ha chiesto qual è il significato della frase e io sto cercando di spiegarglielo.<br />
- Ok, vada avanti.<br />
- Bene, se io e lei andassimo al ristorante cinese quante bacchette ci sarebbero sul tavolo?<br />
- Quattro immagino. Due per lei e due per me.<br />
- Proprio così. Nel mio esempio, invece, c’è la metà delle bacchette.<br />
- La metà?<br />
- Sì, o per dirla in un altro modo, ci sono tante bacchette quanti sono i commensali.<br />
- Quindi riepilogando, io e lei andiamo al ristorante cinese e sul tavolo anziché quattro bacchette ne troviamo due.<br />
- Esatto.<br />
- Non riesco proprio a capire dove vuole arrivare, ma vada avanti.<br />
- Bene. Si comincia a mangiare, e io mi sono già accaparrato le uniche due bacchette che sono sul tavolo. Lei cosa farebbe?<br />
- Chiamerei il cameriere e mi farei portare un altro paio di bacchette.<br />
- Non ci sono camerieri.<br />
- Non ci sono camerieri?<br />
- Niente camerieri, è un ristorante senza camerieri.<br />
- Un ristorante senza camerieri?<br />
- Già.<br />
- Dannazione.<br />
- Avanti, cosa farebbe?<br />
- Mangerei con le mani.<br />
- Non si può.<br />
- Perché non si può?<br />
- Perché non si può, non sta bene. E poi non deve cercare soluzioni trasversali, deve affrontare il problema in modo logico, analitico, come farebbe un calcolatore programmato solo per azioni semplici, basilari: prendere bacchette, mangiare, posare bacchette, cose così…<br />
- Beh, penso che non potrei far altro che attendere che lei finisca di ingozzarsi di riso e poggi le bacchette, poi finalmente potrei prenderle io e cominciare a mangiare a mia volta.<br />
- Sa una cosa? Lei è molto più intelligente di quei quattro analisti che sono di là.<br />
- Non tenti di adularmi, vada avanti.<br />
- Beh, più o meno la faccenda è tutta qui. Risorse limitate e insufficienti (due bacchette anziché quattro) e più istruzioni (cioè i commensali) che tentano di accedervi. Bisogna fare in modo che tutto sia sincronizzato a dovere per evitare conflitti.<br />
- Io ancora non ho capito cosa c’entrano i filosofi.<br />
- Insomma, il problema dei filosofi viene usato per spiegare a chi studia informatica i modelli di sincronizzazione dei processi a fronte di risorse condivise. Nell’esempio si immaginano cinque filosofi seduti intorno a un tavolo tondo, ognuno con una sola bacchetta alla sua destra e una sola bacchetta alla sua sinistra per un totale complessivo di cinque bacchette. Se il filosofo alla mia destra o quello alla mia sinistra stanno mangiando io non posso mangiare perché mi manca almeno una delle due bacchette necessarie. Devo aspettare. Poi toccherà a me e quando starò mangiando io starò bloccando sia il filosofo alla mia destra che quello alla mia sinistra. Insomma, sincronizzazione. La sincronizzazione degli accessi a una risorsa condivisa è una delle cose più difficili da apprendere e poi applicare in informatica.<br />
- C’è una cosa che continua a sfuggirmi.<br />
- Cosa?<br />
- Perché uccidere i filosofi?<br />
- È uno scherzo. Una battuta da studenti.<br />
- Studenti?<br />
- Ma sì, gliel’ho detto. Il problema dei cinque filosofi e delle bacchette è una cosa che si studia a scuola. Lei non ha mai avuto voglia di impallinare il passero solitario anziché impararlo a memoria?<br />
- Mh.<br />
- Ha presente quei problemi di matematica spaccacervello? Da un rubinetto escono cinque litri d’acqua al minuto, la vasca sottostante ha un volume di 900 centimetri cubi. In quanto tempo si riempie eccetera eccetera. Quante volte avremo pensato: fanculo il rubinetto, fanculo la vasca, vado a farmi una doccia. Ecco con il problema dei filosofi è più o meno la stessa cosa. Perché devo stare lì a perdere tempo a risolvere i problemi di sincronizzazione? Uccido i filosofi e mi tengo riso e bacchette per me. Questo è il senso.<br />
- Ho capito.<br />
- Davvero? Oh, finalmente.<br />
- Un’ultima cosa.<br />
- Dica.<br />
- Non avrebbe fatto prima a confessare da subito di far parte di un gruppo armato neo-maoista?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/1163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/1163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/1163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/1163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/1163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/1163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/1163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/1163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/1163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/1163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/1163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/1163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/1163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/1163/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1163&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>il mistero del bonifico</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 12:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[il mistero del bonifico è questo film che sto girando, in questo film io devo essere pagato da un ente non meglio precisato per un lavoro che ho fatto, e aspetto il bonifico, ma l&#8217;ente non mi paga, la cosa si trascina per mesi, telefonate, fax, cablogrammi, altre unità di misura finché io non decido [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1140&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il mistero del bonifico è questo film che sto girando, in questo film io devo essere pagato da un ente non meglio precisato per un lavoro che ho fatto, e aspetto il bonifico, ma l&#8217;ente non mi paga, la cosa si trascina per mesi, telefonate, fax, cablogrammi, altre unità di misura finché io non decido di andare alla sede centrale di questo ente che è situata nel centro di torino, e dico torino torino e quando ci arrivo scopro che non è nel centro di torino come mi avevano sempre detto, ma nelle periferia, la periferia più anonima di torino, strade impercorribili a piedi, capannoni industriali e io arrivo con la mia zigomobile e posteggio e quando scendo mi muovo verso questo immenso capannone che – avrete già capito – è tutto vuoto, deserto, le porte sfondate, odore di piccioni morti e l&#8217;unica cosa che c&#8217;è è un tavolo, con un cassetto e nel film io mi muovo verso il tavolo, apro il cassetto e dentro c&#8217;è una busta e io cosa posso fare, prendo la busta, la apro e ci trovo un foglio con scritto &#8220;il bonifico continua a tornarci indietro. non cercarci. ti cercheremo noi&#8221; e io resto rigido, nel film, e poi sento una voce dietro di me, una voce off che dice, ah ma ti è successo anche a te? e io mi gir</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/1140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/1140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/1140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/1140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/1140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/1140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/1140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/1140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/1140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/1140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/1140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/1140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/1140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/1140/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1140&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>dialogo tra un umano e una giovane nettuniana</title>
		<link>http://lamerotanti.com/2012/02/18/dialogo-tra-un-umano-e-una-giovane-nettuniana/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 08:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[- tipo questa cosa che fate voi umani - quale? - questa cosa che voi dite essere brutta e sgradevole - parli della guerra, immagino. L&#8217;umanità terrestre purtroppo a differenza di quella nettuniana&#8230; - no, non la guerra. Non dico quello - ah. Di cosa parli allora? - quella che hai fatto poco fa e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1100&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- tipo questa cosa che fate voi umani<br />
- quale?<br />
- questa cosa che voi dite essere brutta e sgradevole<br />
- parli della guerra, immagino. L&#8217;umanità terrestre purtroppo a differenza di quella nettuniana&#8230;<br />
- no, non la guerra. Non dico quello<br />
- ah. Di cosa parli allora?<br />
- quella che hai fatto poco fa e mi hai chiesto scusa<br />
- non ricordo<br />
- quella con il suono<br />
- ah<br />
- adesso ricordi<br />
- quella. Beh, si chiamano puzzette, ma io non&#8230;<br />
- ecco. Parlamene a lungo. Interessa moltissimo la mia civiltà</p>
<p>(Tratto da <cite>Dialoghi ed approcci tra nettuniane calde e algidi membri maschili</cite>)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/1100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/1100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/1100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/1100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/1100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/1100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/1100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/1100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/1100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/1100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/1100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/1100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/1100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/1100/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1100&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>io ce e billy</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 14:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose vere]]></category>
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		<description><![CDATA[Esco dall’ufficio senza passare per il VIA, nel senso che non mi pagano lo stipendio dicono che con gli euro hanno un po’ di ritardo, io dico che il mio mutuo è sempre lì che aspetta come un avvoltoio e loro ridono beate, stelle dell’ufficio personale, e io le abbandono, giro per la città, passo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1059&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esco dall’ufficio senza passare per il VIA, nel senso che non mi pagano lo stipendio dicono che con gli euro hanno un po’ di ritardo, io dico che il mio mutuo è sempre lì che aspetta come un avvoltoio e loro ridono beate, stelle dell’ufficio personale, e io le abbandono, giro per la città, passo per i parchi della vittoria e per i bastioni gran sasso, per introdurmi poi nel mio vicolo stretto, dove svetta la mia casetta verde con il simbolo della doccia e del telefono, avrei fatto meglio a comprare l’azienda acqua e gas o le ferrovie dello stato quando ne avevo ancora possibilità.<br />
Alla finestra della suddetta casetta c’è Cecilia che mi aspetta con niccolotto in braccio, bel semidivezzo, e che sventola una busta chiusa.<br />
“Uh” faccio io scendendo dal motorino, “Qualche editore?”.<br />
“È del fisco” fa lei.<br />
“Un cartolina con gli auguri natalizi?” chiedo senza molte speranze.<br />
“Non credo, è una lettera. Non l’ho ancora aperta, non ho il coraggio”<br />
“O sono imprevisti o probabilità” dico io e le spiego che tutta la vita è fatta di imprevisti, che sono arancioni, e di probabilità che sono invece verdoline. “Gli imprevisti sono la sfiga, nel senso che tu fai tutta una serie di cose giuste e poi ti dicono che ne hai saltata una e che quindi vieni colpito dalle avversità dello stato, tipo un giobbe laico, tanto per capirci”<br />
“Quello che ci succede sempre con l’ici” fa lei e io dico precisamente, o anche con il modello unico, abbiamo sbagliato a fare un calcolo algebrico infinitesimale e quindi adesso dobbiamo pagare una valanga di soldi perché sbagliare vuol dire essere disonesti.<br />
Mi gratto una guancia e guardo il mare lontano e continuo a parlare e spiego che invece le probabilità sono quasi l’opposto degli imprevisti, nel senso che sono cose che potrebbero darti un po’ di respiro prima di precipitare di nuovo nell’abisso dei pagamenti. “Ma sono solo palliativi, cosette una tantum” aggiungo, ti illudono che la sorte sia benigna, prima di toglierti con un imprevisto quello che ti ha dato la probabilità, il monopoli è scuola di vita e dietro l’angolo c’è sempre la prigione, anzi non è dietro l’angolo, è proprio un angolo se ricordo bene.<br />
“Allora la apro?” chiede Cecilia indicando la busta che adesso è passata nelle mani del coccolotto che inizia a mangiucchiarla avidamente.<br />
Annuisco con lentezza, togliendomi il casco e vedo che Cecilia strappa la busta al nostro abbastanza amato figlio, la apre, tira fuori il foglio inumidito dalla bava della nuova generazione, restituisce la busta vuota al figlio che guarda perplesso l’interno busta e poi l’esterno, e poi l’interno e poi l’esterno e poi l’interno e così via, probabilmente precisando dentro a sé chissà quali variabili binarie, e infine lei, Cecilia, soggetto di questo lungo periodo sintattico, inizia a leggere con malcelata avidità il foglio del fisco, girando la testa a destra e sinistra, a seguire il campo arato dal nero seme eccetera è letteratura, un indovinello.<br />
“Imprevisti o probabilità?” chiedo con preoccupazione alla mia consorte.<br />
“Uh” fa lei. “Come hai detto che si chiamano i biglietti neri?” aggiunge staccando la testa dal foglio, e io le rispondo che non ci sono biglietti neri, ma solo rossi che è il male, e verdi che è la speranza, e lei mi dice che noi ne abbiamo uno nero, che è la morte cicca quella con le ossa messe a ics. Insomma, mi enuncia che il nostro conto in banca sta per subire l’ennesimo attacco del fisco e questa volta non potrà sopravviverne, è meglio festeggiare, oggi ha fatto grandi spese.<br />
“In che senso grandi spese?” faccio io preoccupato, rimettendomi il casco.<br />
“La parola chiave è billy! ” esclama Cecilia radiosa, che bel sorriso che ha, e mi rivela che oggi è stata all’ikea, lasciamo perdere i debiti, ci penseremo poi.<br />
&#8216;Cristo&#8217; penso io, e stramaledico tutti gli svedesi, popolo di freddolosi bastardi tranne strindberg poverino, ho tutti i suoi libri, basta lui a farmi accettare l’ikea.<br />
L&#8217;ikea altro non è che una multinazionale che cerca di farti credere che vivere in mobili fatti con i frullati dei legnetti delle cassette della frutta voglia dire libertà. Alla prima lagunosa pisciata del tobbia la colla si sfarina e la plastichetta che copre il frullato viene via, e lo stesso frullato di legnetti si sfrigola in un pastone orrendo che ti fa capire perché questa roba costi comunque più di quello che vale.<br />
“E chi è billy?” chiedo, ma lei è tornata dentro casa trascinando con sé la carne della mia carne che nel frattempo ha accartocciato la busta, mescolando così l’interno con l’esterno, ci potrei scrivere una storiella zen.<br />
Sospiro.<br />
Guardo lo scooter e penso alla fuga. Ma poi mi tolgo il casco, lo metto sotto il sellino e decido di andare avanti, in fondo al via mancano due o tre caselle potrei farcela e con la rincorsa finire nel vicolo stretto e sarei in salvo per un po’ di tempo, ho fatto così per trent&#8217;anni e mi è quasi andata bene.<br />
Appena entro in casa vedo una serie sovrapposta di larghi e piatti cartoni ikea, e sopra a tutti il niccolotto che si è arrampicato e mi sorride facendomi la faccetta che vuol dire, “oh!” mio figlio ha due o tre espressioni base che vogliono dire “oh!” e per ora sa dire cacca, che vuol dire culo, e poi sa dire mamma che vuol dire praticamente tutto, da Cecilia, al venerandi, alla merda, tutto il cosmo è mamma, tranne il culo che si chiama cacca, vallo a capire.<br />
“Ecco billy! ” esclama la mia consorte indicando la catasta di cartoni ikea e mi spiega che billy è la libreria giovane per tenerci i libri che sono due anni che abbiamo chiuso nelle scatole è l’ora di tirarli fuori, stanno ammuffendo, noi siamo gente di cultura.<br />
“Sono librerie dannatamente sottili” ammetto guardando i cartoni, saranno profondi cinque centimetri, ma Cecilia dice che sono un cretino, vanno montati, dobbiamo aiutare l’ikea, e quindi facciamo opera di montaggio, sballiamo tutto e iniziamo a incastrare queste belle librerie ikea fatte col macinato di cassette di frutta, e alla fine stanno anche bene, sembrano delle vere librerie, fanno anche il loro effetto, e noi siamo soddisfatti perché è come se fossimo degli operai aggiunti dell’ikea, sappiamo pure montare delle librerie, mica cazzi.<br />
“Va bene” dico a Cecilia. “Tu fai la pappa al bambino, io inizio a mettere i libri dentro alle librerie” e finalmente apro le scatole dei libri che dall’ultimo trasloco giacevano in cantina a prendere acqua, e in effetti quando afferro i libri in mano e li sfoglio, penso che potrei usare le pagine come salviettime umidificate per il culetto del niccolotto, sembrano fazzoletti intrisi, ma si legge ancora quello che c’è scritto, la letteratura ha vinto.<br />
Inizio a mettere i libri nei ripiani e poi mi dico, tanto vale che li metta già in ordine e decido di metterli in ordine per autore, e così allineo i libri aalto, aavv, alliende eccetera, e dopo che ne ho messi un bel po’ vedo che stanno male esteticamente, perché viene fuori un libro basso accanto ad uno altissimo, o uno bello rilegato vicino ad una edizione straeconomica tutta scollata, ma almeno sono comodi, becchi subito il libro che ti interessa, e mentre sto aprendo il quarto scatolone arriva Cecilia con il niccolotto in braccio e osserva il mio lavoro e dopo qualche secondo che mi sento le pugnalate dei suoi occhi nella schiena sento che dice che già che li tiravo fuori potevo anche metterli secondo un ordine.<br />
“È quello che sto facendo” protesto e le dico che li sto mettendo in ordine per autore. Cecilia mi guarda con uno sguardo compassionevole, e anche Niccolò mi osserva come se avessi detto una puttanata e poi sospirano tutti e due, ogni tanto penso che Niccolò sia solo un burattino e che Cecilia sia una specie di ventriloqua, e comunque la madre mi dice che no, davvero non si mettono così i libri in ordine, ma vanno messi per casa editrice. “E all’interno di una casa editrice vanno messi per collana” e sospira ancora e se ne va fuori scena, va in cucina, e io bestemmio, per così dire, e tiro giù tutti i libri e inizio a metterli per casa editrice, e all’interno della casa editrice li metto per collana, e devo ammettere che così stanno molto meglio, sembra di essere in una libreria, però se ne dovessi cercare uno ci metterei mezz&#8217;ora, ma contenta lei.<br />
Mentre apro la quinta scatola torna Cecilia, sempre con il niccolotto in braccio che sugge il suo biberon, e di nuovo si ferma ad osservarmi da dietro e io ancora sento una fitta ai reni, e dopo un po’ la voce della mia compagna mi dice che sto sbagliando, che i libri di filosofia vanno tutti assieme, che non posso mescolare i libri di filosofia con i romanzetti.<br />
“Hei hei” faccio io girandomi e reggendo un vocabolario a mo&#8217; di difesa.<br />
“Tu hai detto per casa editrice” protesto, e lei dice che è vero ha detto per casa editrice, ma ci sono delle eccezioni, bisogna distinguere saggistica da narrativa, e la saggistica va da una parte, divisa per tematica, e la narrativa da un&#8217;altra parte, divisa per casa editrice e poi per collana.<br />
“Queste cose le sanno anche i bambini” dice lei guardando il Niccolò che le sorride e dice mamma.<br />
Se ne vanno, beati gli uni negli occhi degli altri e io impreco e tiro giù tutti i libri di saggistica e li metto assieme e cerco di ricomporre i buchi che si sono creati, e mi rendo conto che è un casino perché devo anche considerare l’altezza del libro, e il fatto che magari una collana mi finisce a tre quarti di ripiano, mentre un&#8217;altra eccede di due libri e quindi ho due coralli einaudi che vanno a finire nel mezzo dei rilegati feltrinelli e non ci stanno per niente bene, non so come fare, comunque vado avanti, tolgo qui, attacco la, copio da una parte e incollo dall’altra, alla fine sto per aprire il sesto scatolone quando torna Cecilia con suo figlio in braccio e si mette di nuovo a guardare quello che faccio, e anche questa volta manda le sue stilettate nel retro del venerandi, e ad un certo punto dice che ho sbagliato di nuovo. “Dumas padre devi tenermelo tutto assieme, non puoi mettermi i tre moschettieri da una parte e il visconte di bragelonne, che è il seguito, dall’altra solo perché sono di due collane diverse! Dumas padre si prende tutto assieme, è un unico corpo narrativo diviso per storie, non puoi sezionarlo come fosse un freddo cadavere” e io mi giro e vedo il suo viso sofferente ad immaginarsi dumas padre fatto a brani, e mio figlio che fa pure i labbroni, una scena madre.<br />
“Povero Dumas” dico beffardo e chiedo che cazzo di metodologia di catalogazione è quella che dice che Dumas padre deve stare assieme, e lei risponde che è un metodo per tipologia e poi per case editrici e per collane, però ibrido a tensione autorale, e già che ci sono quel vecchio baol di benni lo devo mettere nei ripiani in basso quelli che non si vedono.<br />
Mi volto verso la sezione economici feltrinelli e vedo la mia vecchia copia sberciata di baol, circondato da altri economici feltrinelli e chiedo perché dovrei togliere baol dai feltrinelli, collana economica, quello è il suo posto!<br />
“Perché è tutto rotto, è brutto” mi spiega Cecilia cortese e mi fa capire che il significato di un libro non è solo il suo contenuto, ma anche il paratesto, quindi l’edizione, piuttosto che la copertina, piuttosto che lo stato di conservazione e quindi bisogna attuare una catalogazione per tipologia e poi per case editrici e collane, ibrido autorale, ma con sottoclassificazione paratestuale.<br />
La osservo, poi abbasso lo sguardo al mio figliuolo che mi dice con serietà &#8216;mamma&#8217;, che in questo caso vuol dire paratestuale, anche lui è d&#8217;accordo ovviamente e io mi giro e resto in silenzio non dico più nulla, e metto in basso baol e continuo la mia opera, la risposta migliore è il silenzio, poi tanto me li risposto come pare a me, penso, ma mi accorgo che Cecilia è restata alle mie spalle, questa volta controlla il lavoro sul campo e infatti mi blocca quasi subito, mentre metto a posto un libro che si chiama fine del mondo, una cosa giapponese della marsilio, e mi dice che quel libro glielo ha regalato sua sorella, che si è laureata in lingua giapponese.<br />
“Un&#8217;informazione interessante” dico infilando il libro nella sezione marsilio, ma la sento scuotere la testa, un rumore sordo.<br />
“Non vorrai confondere i pochi libri di autori giapponesi che abbiamo in mezzo al mare della letteratura europea? Non vorrai mescolare la cultura millenaria di un fiero popolo orientale, con la miriade di autori occidentali di cui siamo circondati? Non vorrai soprattutto infilare gli amorosi regali di mia sorella, così a casaccio nel mezzo di libri comprati con il vile denaro? Non si può mescolare il sentimento con la pecunia fabrizio, dovresti saperlo! ” mi apostrofa e poi aggiunge che sua sorella tutte le volte controlla se abbiamo tenuto i suoi dannati libri cinesi o giapponesi cosa sono, e passa anche il dito sulla costina per vedere se li abbiamo letti. Vanno tenuti tutti insieme in un angolino.<br />
Io resto gelato, con il marsilio in mano che diventa di colpo pesantissimo, e sento che la voce di Cecilia continua il suo monologo, e mi dice che in effetti nella catalogazione dei libri è molto importante anche il sito di provenienza del libro, e che quindi dovremo tenere conto anche di quella variabile, per fare una corretta catalogazione per tipologia e poi per case editrici e poi per collane, ibrido autorale, con sottoclassificazione paratestuale, e per sito di provenienza.<br />
“In questo caso il sito di provenienza è la casa di mia sorella, non il giappone” precisa, e quindi mi segnerà con una matita tutti i libri giapponesi che le ha regalato sua sorella, per non mescolarli con altri libri giapponesi che potremmo avere in casa.<br />
Io mi giro lentamente e osservo la mia compagna e mollo il libro giapponese per terra e poi vado dagli scaffali e prendo tutti i libri e li butto per terra, faccio una grossa catasta di libri, libero tutte le librerie billy e senza fare parola getto tutto in un unico mucchio indistinto.<br />
Cecilia mi guarda con timore e si stringe al petto il niccolotto, forse per paura che nella furia io voglia gettare anche lui nell’ammasso letterario che si è venuto a creare.<br />
“Ceci -dico alla fine ansimando per la fatica- ti propongo un metodo alternativo per la catalogazione dei libri”. Mi avvicino alla libreria sull’estrema destra e batto la mano sopra due o tre volte. “Questa -dico- è la tua libreria billy e ci puoi mettere i libri come cazzo vuoi”. Poi vado alla libreria dalla parte opposta e batto la mano due o tre volte pure su quella. “Quest&#8217;altra è invece la mia e qua io i libri ce li metto come cazzo voglio io”. Poi mi metto al suo fianco e le passo un braccio attorno al collo, con amore ma il collo è fragile, bisogna stare attenti.<br />
“Per quanto riguarda le tre librerie che stanno in mezzo tra la mia e la tua, più sono vicine alla tua, più subiscono l’influenza del tuo metodo di catalogazione, più si avvicinano alla mia, più sono sotto il potere della mia catalogazione. Quella che resta in mezzo sarà una sorta di deriva, due isole vicine che congiungono le loro spiagge, acqua bassa insomma”.<br />
Cecilia non dice niente, resta a guardare le cinque librerie vuote, poi si gira verso di me e mi dà un bacio, così a gratis, e mi chiede come si chiama quel metodo di catalogazione e io le rispondo che è il metodo di io e Cecilia. </p>
<p>Niccolotto nel frattempo si è divincolato dalle braccia materne ed è salito sul mucchio di libri e quando è in cima ci guarda con l’espressione “Oh!” e dice cacca. </p>
<p><em>(Tratto da &#8220;Io e ce: office edition&#8221;)</em></p>
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		<title>Semi di zucca</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 12:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left:10px;margin-right:10px;" src="http://a21.idata.over-blog.com/1/78/15/44/25-LIVE/YOG/George-Michael-George-Michael-Announces-Return-iEdlCmUM5Vql.jpg" alt="" width="268" height="356" />No, niente, ero lì in auto con George Michael che andavamo alla Dico a prendere questi grossi sacchi da cinque chili di semi di zucca, quando George inizia a grattarsi la barba sfatta, poi si gratta un po&#8217; i pettorali che sbucano da una camicetta aperta, poi fa un gesto con la mano nell&#8217;aria, poi si aggiusta un po&#8217; gli occhiali e poi mi butta la mano sulla coscia (sto guidando) e dopo un po&#8217; la mano va un po&#8217; più in su, insomma, ci prova.<br />
&#8220;Cazzus!&#8221; dico e prendo la mano e gliela sposto sulla sua coscia. Lui si gira verso di me e mi fa un sorriso facendomi vedere i canini, un po&#8217; da scimmiotto.<br />
Poi torna a fissare davanti a sé infialandosi in bocca uno stuzzicadenti tirato fuori da chissà dove.<br />
Dopo un po&#8217; vedo che sta zitto e penso, si è offeso e un po&#8217; mi spiace, e dico, beh scambiamo due parole e dico &#8220;oh, George, hai lavoro in questo periodo?&#8221;.<br />
Lui alza le spalle e non dice niente. Dopo un po&#8217; dice, spero di no.<br />
&#8220;Come, spero di no. In che senso?&#8221;<br />
&#8220;La crisi&#8221; dice George. &#8220;La gente viene, mi chiede di fare queste cose, tipo un impianto, una ristrutturazione. Mettere a norma il sistema del gas. Io vado, faccio preventivo e quelli dicono ok, bene. Io compro i materiali, faccio il lavoro e poi vado e quelli dicono, ok, ma noi non abbiamo soldi. La crisi&#8221;.<br />
&#8220;Ah&#8221;<br />
&#8220;Una volta, due, sette volte. Adesso io me ne sto a letto. Ci guadagno di più a non lavorare. A letto non devo comprare materiali&#8221;<br />
&#8220;Capisco&#8221; dico, ma prima che possa andare avanti noto che alla frase &#8220;non devo comprare materiali&#8221; George si è messo una mano sul pacco e ha abbassato un po&#8217; gli occhiali da sole con fare allusivo. Fingo di non cogliere.<br />
&#8220;Poi tipo&#8221; aggiunge, &#8220;ora in tasca ho duemilacinquecento euro&#8221;.<br />
&#8220;Sticazzi&#8221;<br />
&#8220;Ma non miei. Capisci. Questo deve prendere trentamila euro per un lavoro. Ma tu capisci che trentamila euro schizza&#8221;<br />
&#8220;Schizza&#8221;<br />
&#8220;Schizza&#8221;<br />
&#8220;Cosa schizza&#8221;<br />
&#8220;L&#8217;imponibile&#8221;.<br />
&#8220;Ah&#8221;<br />
&#8220;Quindi questo amico mi manda e io posso prendere tagli massimo duemilacinquecento. Massimo. Per botta, sopra duemilacinquecento si tracciano. Prima era cinquemila, poi abbassato a duemilacinque&#8221;<br />
&#8220;Capisco&#8221;<br />
&#8220;Quindi cosa lunga, ci mettiamo mesi per fare trentamila. Ma lui almeno tiene imponibile basso. Per lui problema se sale imponibile, va a pagare sacco di soldi&#8221;<br />
&#8220;A chi?&#8221;<br />
&#8220;A chi cosa?&#8221;<br />
&#8220;A chi va a pagare un sacco di soldi?&#8221;<br />
&#8220;Tasse, cazzo di italiano, tasse!&#8221;<br />
&#8220;Lo so. E queste tasse non è forse giusto che le paghi il tuo&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Oh, amico italiano, non rompere coglioni con tua morale che me lo mosci&#8221; dice ancora Michael toccandosi ancora il pacco che, noto, si è ridotto visibilmente alla parola &#8220;tasse&#8221;.<br />
Fuori intanto appare la scritta bianco blu della Dico e George non riesce a trattenere un urletto in falsetto. &#8220;Semi di zucca, we are coming&#8221; dice poi a bassa voce e fa uno schiocco con la lingua.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/1011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/1011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/1011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/1011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/1011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/1011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/1011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/1011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/1011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/1011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/1011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/1011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/1011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/1011/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1011&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>la domanda</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 12:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Così mi faccio la domanda, camminando nella galleria del trenino Genova Casella con Marco piccolo, alla ricerca del tunnel che ci avrebbe portato nel cuore del mondo che Marco era sicuro si trovasse proprio lì dentro, nella galleria che unisce Sant&#8217;Olcese chiesa a Sant&#8217;Olcese Tullo, una galleria nera e umida, da cui cadevano grossi goccioloni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=1009&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left:10px;margin-right:10px;" src="http://www.pacmangame.net/pacman-chart.gif" alt="" width="240" height="192" />Così <em>mi faccio la domanda</em>, camminando nella galleria del trenino Genova Casella con Marco piccolo, alla ricerca del tunnel che ci avrebbe portato nel cuore del mondo che Marco era sicuro si trovasse proprio lì dentro, nella galleria che unisce Sant&#8217;Olcese chiesa a Sant&#8217;Olcese Tullo, una galleria nera e umida, da cui cadevano grossi goccioloni ombrosi, una galleria inutile se non nei dieci, venti brevi momenti giornalieri in cui uno dei vagoncini dei treni a scartamento ridotto la attraversava per pochi secondi, sbuffando fischi con un entusiasmo verginale, <em>mi faccio la domanda</em>, mentre penso che adesso sarebbe passato uno dei locomotori travolgendoci e schiacciandoci contro le pareti scure e sporche della galleria, spargendo la nostra carne bambina per i dieci/dodici metri del suo tracciato, <em>mi faccio la domanda</em> mentre Marco piccolo si gira verso di me e mi indica un&#8217;ombra tra le ombre, una specie di piccola porta metallica incastonata nella parete della galleria e saltella sul binario attraversandolo di corsa e <em>mi faccio la domanda</em>, oggi me la faccio, non in quel momento, adesso me la faccio che so quello che abbiamo trovato dietro alla porta, la domanda che mi faccio oggi è cosa sarebbe successo di me.<br />
Cosa sarebbe successo di me senza gli anni ottanta.<br />
Cosa sarei diventato se, uscendo da quella galleria non mi fosse arrivato addosso Dallas, se non ci fosse stato il Colecovison, l&#8217;Atari, i Duran Duran, come si sarebbe formata la mia etica senza Reagan, senza Gundam, senza Asfidanken, senza la Fininvest, come avrei gestito il mio piccolo pene senza Tini Cansino, senza Venusia, senza Sue Ellen, senza Prince, Lamù, Madonna, Boy George, quanto spazio avevo dato a questi prodotti nella mia testa, quanto se ne erano preso giorno dopo giorno, con uno stillicidio senza pietà.<br />
Goccia dopo goccia sarebbero entrati nelle fratture della mia testa, in tutti i posti in cui le mie ossa si sarebbero frantumate come gesso.<br />
Ma adesso io e Marco stavamo per entrare nella porticina, andare fino al centro del mondo, era il nostro progetto e una volta tornati su sarebbe stato tutto diverso. Non ci sarebbero state tutte quelle cose, non ci sarebbero stati quei nomi, quel modo così semplice, così ragionevole di intendere la vita, il lavoro, la morte. Tutto sarebbe stato diverso, complesso, sofferente.<br />
Uscendo dalla galleria mi sarei trovato in un mondo nuovo, dove gli anni ottanta, quell&#8217;obrobrio artefatto della mia reale adolescenza, sarebbero stati sostituiti da un paese reale, addolorato, incapace di adeguarsi alla merce e al male del mondo.<br />
Non avrei adorato, oggi, le icone laiche di palline gialle antropomorfe e il loro uakka-uakka infinito e pagano.</p>
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		<title>Larsonn</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 13:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[Larsonn ha dato alla gente quello che la gente voleva, e siccome la gente voleva comprare, Larsonn è diventato un uomo ricco. Il male che gli uomini fanno sopravvive loro, il bene è spesso sepolto con le loro ossa: e così sia di Larsonn. Non è mia. Ma il nobile Blò dice che Larsonn era [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=995&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Larsonn ha dato alla gente quello che la gente voleva, e siccome la gente voleva comprare, Larsonn è diventato un uomo ricco. Il male che gli uomini fanno sopravvive loro, il bene è spesso sepolto con le loro ossa: e così sia di Larsonn. Non è mia. Ma il nobile Blò dice che Larsonn era ambizioso e noi sappiamo che Blò è un uomo d&#8217;onore. Poniamo che sia vero, che il vecchio Larsonn fosse ambizioso. Blò dice anche che era un imprenditore, e sia: diciamo che Larsonn, forse, è stato un imprenditore ambizioso. Ma quando i poveri hanno pianto, Larsonn ha lacrimato. Quando ha potuto fare qualcosa di bene, ha fatto qualcosa di bene. Quando ha potuto vendere di più e con maggior margine lo ha fatto: era nella sua natura. Conoscete tutti la storia della rana e dello scorpione. Il popolo era la rana, Larsonn era lo scorpione, il lago su cui viaggiavano era profondo quanto il corpo della rana. Lo scorpione non ha mai conosciuto il sapore dell&#8217;acqua, è solo passato di rana in rana fino a raggiungere l&#8217;altra sponda. Sapete tutti la storia della rana, ne è pieno lo stagno. Era nella sua natura.<br />
Tutti lo amaste una volta, né senza ragione: scendete lacrime, dico.<br />
Ora Larsonn è diventato più forte, siamo qua per vederlo. Molti uomini ugualmente potenti hanno conosciuto Larsonn, ma nessuno è mai stato potente come Larsonn e per un periodo così breve.<br />
La cosa più prodigiosa è quella del suo nome, il suo nome si è moltiplicato sulle bocche, il suo nome è passato attraverso i suoni, è diventato un canto universale; chi non conosce il suo nome? Larsonn è ormai su ogni lingua, e ogni lingua parla di Larsonn, tanto che ha perso il suo senso originario. Anche se qualcosa cambierà, Larsonn non passerà. Tutti possono dire il suo nome, perché tutti lo conoscono e lo conoscono perché conoscono le sue opere e i suoi prodotti. Quindi tutti possono pronunciare il suo nome, come se fossero grandi amici, come se fossero stati insieme per tutta la vita. Questo è un prodigio: questo nome, Larsonn, non è più un nome ma è un marchio, un marchio che non è più di un uomo, o di un&#8217;epoca, ma è un segno di una moltitudine.<br />
Quando infatti diciamo &#8220;Larsonn&#8221;, noi non intendiamo più Larsonn, l&#8217;uomo, ma intendiamo la moltitudine di quelli che pronunciano il suo nome. Larsonn è ormai un prodigio sulla terra, come ce ne sono stati molti prima di lui e che molti ancora accadranno. Larsonn è la moltitudine di persone che dicono all&#8217;unisono Larsonn e questo è il grande miracolo di Larsonn.<br />
Ma Blò dice che questo prodigio non parte da Larsonn, anzi, dice che Larsonn è un incidente di questo prodigio e Blò è un uomo d&#8217;onore.<br />
Io vi dico: scorrete lacrime e: apritevi bocche.<br />
Io l&#8217;ho amato, né senza ragione e l&#8217;ho visto entrare dentro di me, mi sono visto urlare il suo nome, insieme a voi, in questa folla che siamo oggi, che sono io in mezzo a voi. L&#8217;ho visto entrare e sparire dentro di me e mi sono sentito mentre urlavo &#8216;Larsonn&#8217;, qua, assieme, adesso.<br />
Noi quindi siamo Larsonn, e stiamo ripetendo questa cosa, stiamo dicendo a noi stessi, scorrete lacrime, stiamo ripetendo un coro che è transnazionale e che non ci fa male, stiamo uniti sopra questa terra in questo giorno in cui piove in ogni posto, dove l&#8217;acqua cade di giorno e di notte mentre recitiamo la nostra lezione, mentre ripetiamo il nostro nome e la sua bellezza e la sua infinita grandezza. </p>
<p>Ma Blò dice che sono solo e che non parlo e Blò queste cose le dice con la voce di Larsonn.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/995/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&#038;blog=9362213&#038;post=995&#038;subd=lamerotanti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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