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	<title>lamerotanti &#187; peso</title>
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	<description>Facciamo della facile ironia perché la difficile non la capireste.</description>
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		<title>Poco mossi gli altri mari</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 13:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose vere]]></category>
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		<description><![CDATA[Poco mossi gli altri mari Antonio Koch su The incipit<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=1045&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.theincipit.com/2011/12/poco-mossi-gli-altri-mari-ep-1-in-principio-furono-le-pigne/"><img src="http://www.theincipit.com/wp-content/uploads/2011/12/laura-wood-minghini-ep01.jpg" alt="Poco mossi gli altri mari" width="100%" /> </a></p>
<h2><cite>Poco mossi gli altri mari</cite></h2>
<p><strong>Antonio Koch</strong> su <strong><a href="http://www.theincipit.com/2011/12/poco-mossi-gli-altri-mari-ep-1-in-principio-furono-le-pigne/">The incipit</a></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/1045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/1045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/1045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/1045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/1045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/1045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/1045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/1045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/1045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/1045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/1045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/1045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/1045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/1045/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=1045&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>buona pasqua koch</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 20:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[è morto sai baba, koch, sono stato dai miei genitori e gli ho chiesto di farmi vedere le mie foto di quanto ho fatto la mia comunione e loro hanno tirato fuori il &#8220;mio&#8221; album delle foto ed è stato inopportuno. c&#8217;ero io negli anni settanta, negli anni ottanta e ancora qualcosa degli anni novanta, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=740&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è morto sai baba, koch, sono stato dai miei genitori e gli ho chiesto di farmi vedere le mie foto di quanto ho fatto la mia comunione e loro hanno tirato fuori il &#8220;mio&#8221; album delle foto ed è stato inopportuno. c&#8217;ero io negli anni settanta, negli anni ottanta e ancora qualcosa degli anni novanta, c&#8217;ero io al liceo, io vestito da scout, io vestito da donna, io bambino con la cuffia di plastica rossa al bordo della piscina, io appena nato nelle mie braccia, cioè in quelle di mio padre solo che in quella foto sembro io, io vestito da ballo con al fianco la mia compagna di ballo, è stato inopportuno. è stato inopportuno koch, il giorno in cui è morto sai baba poi.</p>
<p>non so niente di sai baba koch, niente, ma in quel momento mi sono ricordato perché non ho mai voluto che mi facessero delle foto, ho sempre odiato che mi facessero delle fotografie, mentre sfogliavo quell&#8217;album lo capivo, era perché quelle foto erano tremende. quei posti, quei vestiti, quei tinelli, quelle tende, quegli oggetti sembrava di essere finito in una specie di macchina del tempo e di vivere in un mondo parallelo a questo, ma carico di negatività.</p>
<p>in quelle foto ogni cosa era carica di negatività se avessi aperto uno di quegli armadi che si vedevano nella foto sarebbero usciti dei pezzi di carne, corpi umani, tibie, era un mondo parallelo a questo dove io ero cresciuto nutrendomi di carogne, di cadaveri che i miei genitori tenevano ben serrati negli armadi e dietro gli sportelli del tinello, ecco perché tutti quei sorrisi.</p>
<p>l&#8217;orrore delle foto è che fotografano veramente un momento qualunque e lo fanno con una spietatezza che è scorretta, è impietosa. io non ero lì dentro, non ho mai vissuto quella roba, e se l&#8217;ho fatto ho cercato di fare in modo di dimenticarlo nel minor tempo possibile. la scrittura esiste perché non fa vedere le cose come sono, ma te le fa desumere koch. </p>
<p>koch non ho morale a sai baba che muore il giorno di pasqua, non ho morale al fatto che oggi non sono morto in auto, nonostante avessi avuto dei presagi al riguardo. la morale è che ho nausea, che ho dentro di me ancora i cadaveri che ho mangiato negli ultimi quarant&#8217;anni e che mi stanno soffocando la gola, il pancreas, sono arrivati fino ai reni, hanno ramificato fino a quel punto; vorrei che non fosse così, vorrei farmi un buco nel ventre e farli uscire, ma so che come al solito bucherei l&#8217;intestino o il colon e uscirebbe quella massa verdastra, quella paccottiglia molla e appiccicosa e rimarrei in ginocchio sulle piastrelle a fissarla senza fare niente <em>as usually</em>.</p>
<p>buona pasqua koch.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/740/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/740/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/740/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/740/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/740/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/740/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/740/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=740&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>il giorno dell&#8217;incendio</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Dec 2010 21:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho capito il natale guardando &#8220;polar express&#8221;. È un film di animazione che ho visto alla televisione l&#8217;altro ieri, parla di una gruppo di bambini che salgono su di un treno magico che va al polo nord dove c&#8217;è babbo natale. In quel film c&#8217;è un sacco di america e c&#8217;è tutto lo spirito vero [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=626&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lamerotanti.files.wordpress.com/2010/12/polar_express_01.jpg"><img src="http://lamerotanti.files.wordpress.com/2010/12/polar_express_01.jpg?w=480" alt="" title="polar_express_01"   class="alignleft size-full wp-image-627" /></a>Ho capito il natale guardando &#8220;polar express&#8221;. È un film di animazione che ho visto alla televisione l&#8217;altro ieri, parla di una gruppo di bambini che salgono su di un treno magico che va al polo nord dove c&#8217;è babbo natale.<br />
In quel film c&#8217;è un sacco di america e c&#8217;è tutto lo spirito vero del natale, ad esempio non nasce nessuno.<br />
Il natale viene spogliato da tutti i rami secchi della benevolenza e della compassione cattolica per diventare una schietta festa imperialista che segue un unico imperativo: believe. Tu devi credere. A cosa? A babbo natale? A Cristo? No. Tu devi credere al benessere.<br />
Il natale è un rito collettivo furioso di mantenimento del consumo. Se ve lo raccontassero, il natale, non ci credereste. Se vi dicessero che su un pianeta alieno, una volta all&#8217;anno, tutti devono comprare qualcosa, nello stesso momento, tutti devono andare e consumare freneticamente merce, devono bruciare prodotti, imballi, risorse, una quantità esasperante di merce di cui nessuno ha davvero bisogno e che, in buona parte, verrà buttata via nelle settimane seguenti, ecco pensereste che quello è un pianeta da colonizzare. Un pianeta rozzo e violento, barbaro.<br />
Ed è quello che penseremmo anche noi se fossimo messi di fronte al fatto nudo e crudo. Oggi dobbiamo consumare, abbiamo vergogna di questo rito laico e dionisiaco, abbiamo anche vergogna a insegnarlo ai nostri figli e infatti abbiamo creato un mito che ci copra. Non siamo noi a consumare. Questa plastica che brucia, questo inutile cartone in quadricromia, queste bottiglie bevute controvoglia, non siamo noi a comperarle. È lui.<br />
È babbo natale, piccolo.<br />
È lui che in questo giorno prepara il grosso consumo occidentale, che apparecchia il rito dell&#8217;acquisto del superfluo, anni fa, cambio discorso, leggevo un saggio di Maeterlinck che parlava della vita delle formiche e di come le formiche secernessero un liquido nutriente dal fondoschiena e che le formiche stesse non potessero nutrirsi del proprio liquido ma fossero costrette a succhiare quello delle altre formiche. Ogni formica secerneva nutrimento, ma non poteva bere il proprio, aveva bisogno di quello degli altri.<br />
Non è una comunità, è appetito.<br />
Il natale è lo scarico di adrenalina invernale del consumismo, forse un modo per superare una depressione gelida e umida. E babbo natale è un&#8217;icona di una tristezza profonda.<br />
I bambini smettono di credere in babbo natale, perché babbo natale è sgradevole, sarebbe bene dichiarare le cose schiettamente: il 25 dicembre è il giorno dell&#8217;incendio.<br />
Believe: il senso più nero di polar express non è vedere una natività senza nessun nato, ma la richiesta da parte del mondo adulto di credere. A cosa? A niente.<br />
Tu devi credere che starai bene, quindi a niente. Devi credere e accettare che esista il giorno dell&#8217;incendio in cui tutto si contrae e si rilascia in un solo attimo, lo scarico di adrenalina del consumo; nel momento più freddo non ci prenderà lo sconforto della notte e dell&#8217;inverno, di un altro anno che è passato, perché ci saremo scaldati ancora una volta al fuoco del consumo.</p>
<p>Quando tocchiamo qualcosa che non sappiamo cosa è, e nessuno sa cosa è, possiamo fare due cose: o cerchiamo di circoscrivere e di capire chi siamo e cosa diavolo stiamo facendo, o ci colleghiamo all&#8217;App Store. Oh-oh-oh.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/626/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/626/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/626/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/626/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/626/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/626/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/626/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/626/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/626/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/626/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/626/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/626/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/626/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/626/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=626&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Non puoi scrivere queste cose su di un blog vol.8</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 08:32:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose così]]></category>
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		<description><![CDATA[Pensare forte agire forte. Tipo lui è scomparso di nuovo. Pensare alla grande. Hanno fatto dei segni sul mio monitor, sono come delle righe bianche. Lo hanno fatto di nuovo. Lo rifaranno. Ero a tavola ieri, ero con mio figlio. Nessuno parlava eravamo soli, stavamo mangiando. Se piangevo; mio figlio ecco che mi riempie il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=395&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensare forte agire forte. Tipo lui è scomparso di nuovo. Pensare alla grande. Hanno fatto dei segni sul mio monitor, sono come delle righe bianche. Lo hanno fatto di nuovo. Lo rifaranno. Ero a tavola ieri, ero con mio figlio. Nessuno parlava eravamo soli, stavamo mangiando. Se piangevo; mio figlio ecco che mi riempie il bicchiere di vino.<br />
Mio figlio è molto cortese. O forse mi vuole ammazzare con calma; a tempo debito.<br />
Gli dico, mi giro verso di lui. Gli chiedo figlio &amp; amore mio, lui si gira. Gli dico siamo tutti amici &amp; fratelli, lui guarda il mio bicchiere; non è vuoto. Lo riempie lo stesso, il vino cade sulla tovaglia.<br />
Gli dico ma è meglio farsi capire o fare i soldi, più o meno così, poi piango &amp; mio figlio guarda il bicchiere. Ha la bottiglia in mano non sa cosa fare. Nella bottiglia galleggiano; cosa; galleggiano cadaveri piccoli di vespa.<br />
Mio figlio posa la bottiglia e mi fissa e poi alza le spalle &amp; a questo punto sparisce di nuovo. Scende dalla sedia &amp; dice vado là. Sento la porta che si chiude &amp; io guardo il muro: dietro al muro c’è la strada che adesso mio figlio sta andandoci sopra. Io vedo solo il muro. Mi viene da piangere di nuovo. Piango. Ma farlo da solo mi sento male.<br />
Guardo la bottiglia &amp; penso chissà come sono. Mi alzo e lo cerco. Nelle posate: non c’è. Nei piatti: non c’è. Pentole? Non c’è. Alla fine è nello scolapiatti, lo prendo &amp; penso come potrei fare. Prendo una pentola. Una pentola non è mai una cattiva idea. Prendo la pentola &amp; torno al tavolo.</p>
<p>Al tavolo.<br />
Sul tavolo c’è dei piatti &amp; della carne, forchette (due), un bicchiere (pieno) &amp; una bottiglia. La bottiglia contiene piccoli pezzi di vespa. Chissà come sono. Prendo la bottiglia &amp; la metto sul lavandino, poi prendo quella cosa &amp; la metto tra la bottiglia &amp; la pentola &amp; poi rovescio il vino nella pentola &amp; in quella cosa rimangono i pezzi di vespa, i cadaverini.<br />
Finisco. Poso la bottiglia. Prendo quella cosa che avevo cercato &amp; dentro ci sono i cadaverini. Penso ancora chissà come sono.<br />
Prendo la forchetta &amp; ne infilzo uno, si sfalda. Posa la forchetta. Prendi il cucchiaio.<br />
Fatto.<br />
Prendo il cucchiaio &amp; gratto per prendere il cadavere sfaldato di vespa, mi chiedo chissà come è &amp; me lo infilo in bocca. Sembra annodato, sa di vino &amp; di marcio. Non è un cattivo gusto tutto sommato. Mi sono tolto la cosa. Ho voglia di piangere ancora.<br />
Poso il cucchiaio, mi siedo, guardo il bicchiere. Prendo il bicchiere (pieno) &amp; bevo, tutto mi cade attorno &amp; poi poso il bicchiere (vuoto).<br />
Mi giro verso mio figlio &amp; non c’è, sento che mi manca. Piango. Guardo il bicchiere, è restato vuoto. Piango più forte.<br />
Batto un pugno contro il tavolo. Aspetto. Non è successo niente.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/395/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=395&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Non puoi scrivere di nuovo queste cose su un blog vol.1</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 22:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quindi entra mio nipote in auto, circa cinque anni e io sto ascoltando Frank Zappa, you can&#8217;t do that on stage anymore vol.2, appena comprato al music store, 15 euro, e si siede si allaccia la cintura, non ci riesce, vuoi che ti aiuto, si fabrizio aiutami, e io gli allaccio la cintura e in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=286&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quindi entra mio nipote in auto, circa cinque anni e io sto ascoltando Frank Zappa, you can&#8217;t do that on stage anymore vol.2, appena comprato al music store, 15 euro, e si siede si allaccia la cintura, non ci riesce, vuoi che ti aiuto, si fabrizio aiutami, e io gli allaccio la cintura e in quel momento mi dice, fabrizio bella musica, chi è il batterista? e io rimango fermo e dico, uh non lo so se vuoi poi guardo sul cd, e lui dice occhei, e questa cosa che mio nipote di cinque anni mi chieda una cosa del genere mi fa capire che <span id="more-286"></span>non sono solo i miei figli dei piccoli geni inaspettati, è proprio il dna della famiglia della mia consorte che ha qualcosa di effervescente. Mi piace raccontare le cose, oggi andavo al porto antico e leggevo, non c&#8217;è niente di più bello che camminare leggendo, le dita martoriano le pagine del libro, lo si piega per tenerlo bene in mano, la cosa ha tutto il fascino religioso del piccolo breviario: io sono in mezzo a voi ma sono altrove. Il mio spirito è qua con voi che cammina ed anche con un francese psicopatico che mi descrive con eccesso di zelo la sua libreria religiosa. Leggo e quindi sono in un territorio di alterità. Il libro è un oggetto fisico, carnale, si tiene tra le mani, viene colpito dallo stesso vento che sta colpendo noi adesso, da questo vento salmastro che emerge dal bacino stagnante del mare di Genova.<br />
La stessa cosa potrebbe essere uno spettacolo, una specie di performance, guarda mamma il mimo su una gamba: guarda mamma quello che legge mentre cammina: il morto che parla: la madonna che piange. E invece è un percorso tutto interno, mio personale. Leggo perché ho fame, una fame da morire, non fame di leggere, ho fame di restare qua in questo posto e nello stesso tempo di non esserci. Ho bisogno di essere in mille posti e esserci realmente, con il mio corpo fisico. Niente virtualità.<br />
Voglio esserci qua in mezzo alla gente. Fare la mia porca, brutta, invisibile figura.<br />
La cosa ha tutta la sincerità dell&#8217;immediatezza, niente è delegato al poi e alla riciclabilità del favoloso social qualcosa. Il social network è effimero: comunicare non era poi così importante. Questo l&#8217;ho già scritto. Esserci è più importante, portarsi addosso il proprio odore, i propri pensieri. C&#8217;era un videogioco anni fa in cui tu interpretavi un cane e quando giravi per i vari posti vedevi anche gli odori, che erano come dei colori, la realtà aumentata dei canini. Penso che il social network ci faccia questo, che i nostri movimenti si portino dietro una realtà aumentata di quello che siamo, di quello che diciamo, di quello che abbiamo letto, ascoltato, fotografato scritto, come un odore che ci segue e svolazza attorno a noi in tanti colori. Siamo cliccabili anche noi, e escono fuori le nostre relazioni con le cose, le nostre ipoproduzioni.<br />
Anche questa cosa che sto scrivendo si inserisce nello stesso meccanismo. Scrivo per definire le mie ramificazioni, per renderle taggabili, in fondo anche io voglio essere taggato, ho paura di diventare un povero essere invisibile. Amare significa taggare. Ma l&#8217;eterno non passa da queste parti, ha poco a che fare con dioniso.<br />
I tag non durano in eterno, i nostri avatar, i nostri nickname non sono eterni, anzi, sono fragili. Subiscono le scelte di moda e di mercato, la corsa continua che ci permette di non prenderci mai troppo sul serio. Il vantaggio di questa nostra fragilità è che non fa male, ci siamo ormai abituati a frantumarci e diventare un Qualcosa Di Frantumato e non dei frammenti di qualcosa che è andato a pezzi. Siamo qualcosa di frantumato che continua a prendersi come una bella identità, a raccontarsela, se va bene, mettendo assieme dei cocci che sono delle paradossali diversità.<br />
Tipo Ravenna, sono stato a Ravenna, alla mattina sono stato a vedere i mosaici, a rileggermi la storia di Galla Placidia e al pomeriggio sono stato in questa multisala dove ho visto avatar, il film, in 3 dimensioni, seduto in prima fila. Quello che mi ha impressionato è stata la multisala, appena entrato  potevo essere in qualunque pezzo del mondo, non ero più a Ravenna, entrarci era come entrare in un canale che mi portava in un posto che non esisteva. Sì, certo, la globalizzazione, solo che c&#8217;ero dentro io. Mi sono sentito talmente stronzo e mi ha fatto bene.<br />
Non esiste il discorso, ma in fondo è uno strumento, lo si può usare anche bene, quando hai la certezza che tante altre persone lo useranno male. Dove per male si intende come vogliono quelli che lo hanno messo su, quelli che lo hanno ideato.<br />
Io non sono uno che va contro le regole, davvero, sono uno che nel momento che c&#8217;è una regola la segue, e va a vedere il punto in cui la regola smette di essere una regola e diventa qualcosa tipo un algoritmo e cerca di capire se l&#8217;algoritmo funziona davvero. Mi piace capire quali sono gli estremi e le conseguenze della regola. Tipo all&#8217;uscita del cinema multisala ci hanno detto che gli occhiali per vedere in tre dimensioni andavano buttati via, che non andavano restituiti.<br />
Sono qua sul tavolo, sono occhiali neri grossi, in plastica, c&#8217;è scritto Not for use as sun glasses, e poi Real D 3D, si aprono e si chiudono come i veri occhiali, e ogni giorno a Ravenna ne buttano via un migliaio. Anche io li butterò via non me ne posso fare niente.<br />
Questa cosa mi fa stare male, alla mattina ho visto dei mosaici che ritraggono la moglie di Giustiniano, mosaici che resistono in questo posto da più di millecinquecento anni e al pomeriggio ho visto la vita breve degli occhiali Real D 3D, che vivono per circa due ore. Dopo qualche giorno ne avranno una montagna, sopra c&#8217;è il simbolo del riciclo e il numero sette. Sicuramente vuol dire qualcosa.<br />
A volte mi chiedo quanto resisterà nel tempo il virtuale. Stiamo trasferendo ogni cosa in digitale, ma non sappiamo quanto ci metta il digitale per perdere liquido, per muffire. Per ora sappiamo solo che ogni tanto disappear.<br />
Però ieri sera ho giocato per due ore con i miei figli a Ali baba and the 40 thieves, stiamo parlando di un classico di Stuart Smith annata 1981, sono riuscito a farlo andare con un emulatore di Apple II e devo dire che giocare con i miei figli al gioco che mi ha insegnato un certo tipo di sogni quando io ero un quattordicenne, è stato un bel salto indietro nel tempo. Vedere che quel gioco funzionava ancora oggi, che i miei figli si divertivano è stato un bel canale, un po&#8217; come ascoltare Frank Zappa con mio nipote (btw alla batteria c&#8217;era Chester Thompson). Nel giorno in cui la notizia che interessa è la giovane istruttrice di orche uccisa da un orca in un parco di divertimenti, una notizia tragicamente hollywoodiana che oggi attira la morbosa curiosità del reality via youtube, e domani non esisterà più, io prendo i miei figli e li porto davanti a loro padre quattordicenne e li faccio giocare assieme con un gioco che è morto più di venti anni fa, e che invece è ancora qua con tutta la sua intelligenza.<br />
Di Stuart Smith ho trovato solo una foto in rete, è un ragazzo con sua moglie e con tre figlie bellissime e bionde. Non c&#8217;è altro, si sa solo che dopo il 1984 ha lasciato la programmazione di videogiochi per un lavoro  meno creativo ma più remunerativo, perché, cito, aveva la responsabilità di mantenere la famiglia. Di lui non si sa nulla, non c&#8217;è niente in rete se non qualche ricordo di chi giocava ai suoi giochi venti anni fa. E quella foto anni ottanta, di questa famiglia felice così fiction da essere probabilmente umanamente vera.<br />
Anche il digitale crea la sua storia, ma forse è meno prometeica della mitologia &#8216;a la&#8217; wired.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/286/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=286&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>il mio superpotere preferito è l&#8217;angoscia</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 11:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lamerotanti.files.wordpress.com/2010/01/bad-dragon.jpg"><img src="http://lamerotanti.files.wordpress.com/2010/01/bad-dragon.jpg?w=480" alt="" title="bad-dragon"   class="alignleft size-full wp-image-221" /></a>            </p>
<p>          oggi il computer si è aperto con un nuovo gadget del cazzo, una minchiata, si chiama bromosauro e serve per salvarmi la vita, per non pensare alla morte. i computer hanno delle minchiate inside in modo che non pensiamo alla morte. chi non pensa alla morte si salva la vita, giorno per giorno, pensare alla morte significa rendersi conto del fatto che negli ultimi vent&#8217;anni, stiamo parlando di un dato scientifico, negli ultimi vent&#8217;anni la vita è andata in merda. c&#8217;è anche un grafico interessante con delle icone, c&#8217;è anche l&#8217;icona della merda, ha forma piramidale, come quelle egizie, ma è molla, a onde. la linea comunque ci finisce dentro come una mosca, in picchiata, non tutti sanno che il falco pellegrino, il rapace dico, è capace di precipitare da grandi altezze per afferrare in picchiata piccoli roditori o serpenti o bestie in genere. questo grazie anche alla sua vista speciale.<span id="more-220"></span></p>
<p>	bromosauro ha una coda e la agita, devo inserire dei dati per farlo felice, se lo faccio felice lui viene sullo schermo e lo lecca. fa pure un rumore, come di risucchio. bromosauro ha anche uno sponsor viene fuori se resti in inattività per tanto tempo, appare un cartello di legno con scritto il nome dello sponsor. se leggo il nome dello sponsor mi è facile non pensare al fatto che la differenza tra una vita felice e una vita andata in merda è  impercettibile. lo dicono le statistiche, c&#8217;è anche un grafico, c&#8217;è una faccia felice e un uomo senza faccia. avevo scritto impercepibile ma il correttore ortografico lo ha segnato tutto in rosso, come bromosauro.</p>
<p>	la gente gioca alle minchiate inside e la cosa è incomprensibile, se penso alle persone che conosco, al dolore alle sconfitte che hanno avuto nella vita, alla figure di merda che si portano dietro in quei sorrisi inconsapevoli che hanno, mi chiedo come sia possibile che possano giocare alle minchiate inside. hanno perso la fica, hanno distrutto il lavoro, hanno perso la fiducia che avevano in due o tre cose che sembravano le cose più importanti della loro vita, si sono aperti come un colabrodo, forati come un gruviera e stanno a segnalare in social network il nuovo record della loro minchiata inside. il mio bromosauro mi chiede perché non gioco con lui e viene fuori che non posso disinstallarlo ma solo disattivarlo, al nuovo avvio apparirà di nuovo con la sua cosa a penzoloni.</p>
<p>	avevano fatto tutti delle gran promesse in età adolescenziale e poi in quella della maturità, delle gran promesse, e ora si comportano come se tutto quel gran periodo non ci fosse mai stato, come se si fossero svegliati solo questa mattina. </p>
<p>come se fossero dei fortunati sopravvissuti.</p>
<p>	bromosauro è venuto di nuovo. ma non posso stargli dietro, perché io ho il compito di salvare il mondo, perché sono un fottuto supereroe. il mio nome in codice è s.t.a.r.t. ma ho anche un nickname che non posso dire, legge sulla privacy, sorry mille. quando mi connetto ai social network vengono fuori le reclame degli spruzza-pepe e delle tute mimetiche. blogroll, rampini autoslittanti da polso. stelline ninja wireless, tutta roba che a noi supereroi viene benissimo, quelli del social network sanno tutto. tanto poi scarico in regime di cassa.  il mio compito lo dico nel prossimo capitolo.</p>
<p>	il mio compito principale è di fare il secondo caffé della casa, al primo pensa un collega, poi di tenere una corretta archiviazione del materiale cartaceo, poi stendere le tute da supereroe dopo che escono dalla lavatrice e pensare all&#8217;acquisto di alcuni beni primari che variano a rotazione. e poi pensare alla morte, scrivere della morte e della sconfitta, parlare di come ci sia un sistema operativo che converte un certo benessere e una certa tranquillità con una sconfitta generica. quest&#8217;ultimo compito non è un vero compito, non è retribuito.  questa sconfitta generica ha un&#8217;icona a forma di volti sovrapposti.  ci sono anche delle linee.</p>
<p>il mio superpotere preferito è l&#8217;angoscia ma ne ho mille altri.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/220/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/220/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/220/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=220&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>con tutto il realismo possibile</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 11:19:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da qui dal divano di mio padre. mio padre entra in casa tutto felice, è stato da solo in piazzola a comprare roba per 220 euro. tipo quattro paia di scarpe, un cappello, dei cappotti, delle cose che indosserò io fra sette anni. è bello vedere mio padre felice. voi, che fortunatamente non siete mio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=148&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lamerotanti.files.wordpress.com/2009/11/bnd_classic_na2.jpg"><img src="http://lamerotanti.files.wordpress.com/2009/11/bnd_classic_na2.jpg?w=480" alt="" title="bnd_classic_na2"   class="aligncenter size-full wp-image-149" /></a><br />
da qui dal divano di mio padre. mio padre entra in casa tutto felice, è stato da solo in piazzola a comprare roba per 220 euro. tipo quattro paia di scarpe, un cappello, dei cappotti, delle cose che indosserò io fra sette anni.<br />
è bello vedere mio padre felice.<br />
voi, che fortunatamente non siete mio padre, non comprate niente oggi. potete farcela, non è difficile come sembra.<br />
e che a essere violenta sia solo la musica.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/148/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=148&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>[ repost_marzo2007 ]  io, amanda e david bowie</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 20:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso.&#8221; guy debord_la società dello spettacolo * Stanotte ho sognato che io e Amanda avevamo ammazzato David Bowie e non sapevamo come fare, dovevamo sbarazzarci del corpo, o forse io avevo ammazzato David Bowie e Amanda mi aveva sorpreso nell&#8217;atto di trascinare il cadavere e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=102&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso.&#8221; guy debord_la società dello spettacolo</p>
<p>*</p>
<p>Stanotte ho sognato che io e Amanda avevamo ammazzato David Bowie e non sapevamo come fare, dovevamo sbarazzarci del corpo, o forse io avevo ammazzato David Bowie e Amanda mi aveva sorpreso nell&#8217;atto di trascinare il cadavere e mi aveva chiesto cos&#8217;era successo a David Bowie, cosa gli avevo fatto, <span id="more-102"></span> e io l&#8217;avevo pregata di aiutarmi ad occultare il corpo per nascondere quella orribile disgrazia, una grande perdita per il mondo ed era tutta colpa mia, io e David Bowie avevamo cominciato a discutere e ci eravamo infervorati parecchio anche a causa dell&#8217;alcol che entrambi avevamo ingerito in grosse quantità, tutti i partecipanti alla festa se n&#8217;erano andati e io e David Bowie eravamo rimasti a discutere accanto alla vetrata, poi ci siamo messi a litigare, volavano parole grosse e a un certo punto David Bowie ha alzato le mani, mi ha dato una spinta, mi ha provocato, e io mi sono arrabbiato e gli ho sferrato un pugno sul viso e allora abbiamo iniziato a fare a botte e graffi e morsi, siamo rotolati sul tappeto e David Bowie mirava alla gola, voleva uccidermi, e io invece non volevo ucciderlo, non intendevo ferirlo gravemente, dopotutto era David Bowie anche se mi aveva fatto incazzare, ciononostante ho preso David Bowie e l&#8217;ho scagliato contro la grande vetrata nera, il corpo magro e incredulo di David Bowie è volato attraverso il vetro, rompendolo, ed è cascato di sotto, nel giardino, tra l&#8217;erba, e allora mi sono reso conto di ciò che era successo e sono corso di sotto, terrorizzato che qualcuno potesse aver visto tutto anche se non c&#8217;erano segnali di vita da nessuna parte, gli ospiti se n&#8217;erano andati ormai tutti da ore e le strade attorno erano deserte, nere come tutte le case intorno, nere, le finestre nere, vuote, e David Bowie riverso al suolo, bianco, morto, le membra scomposte sopra l&#8217;erba e i vetri rotti, sanguinante, gli occhi spalancati, bianchi, la bocca aperta, nera, un macello, un vero disastro, e un gran silenzio.<br />
&#8220;Nascondere&#8221; ho pensato subito, &#8220;occultare, nascondere, dimenticare,&#8221; e ho afferrato David Bowie per le caviglie e ho cominciato a trascinarlo su per le scale con immensa fatica, volevo portarlo in casa, ed ero quasi arrivato in cima quando è arrivata Amanda.<br />
O forse era Amanda che l&#8217;aveva ammazzato e io ero arrivato dopo, chissà, sta di fatto che mi trovavo con Amanda a trasportare il cadavere di David Bowie in questa grande casa vuota, io lo tenevo per i piedi e lei sotto le ascelle ed era sconvolta quasi più di me, &#8220;abbiamo ucciso David Bowie, abbiamo ucciso David Bowie&#8221; continuava a cantilenare con voce infantile e io temevo che perdesse il controllo, che si mettesse a urlare o piangere o che facesse qualche sproposito, &#8220;coraggio portiamolo da qualche parte, chiudiamolo in un armadio, in un ripostiglio&#8221; gridavo concitato ma in quella casa non c&#8217;erano armadi, non c&#8217;erano ripostigli né bagni, solo corridoi grigi e vetrate nere e festoni penzolanti e striscioni con la scritta &#8220;buon compleanno&#8221; perché era il compleanno di Amanda e Amanda era stata molto felice che fosse venuto David Bowie, era una cosa da raccontare, e invece poi è successo quel che è successo, David Bowie è morto e la casa è diventata un labirinto da cui non si esce e io cercavo di vedere le cose dal lato positivo, e cioè che io e Amanda adesso avevamo un segreto in comune che ci univa per l&#8217;eternità ed era il fatto che avevamo ucciso David Bowie, la notizia sarebbe uscita su tutti i giornali del mondo, su tutti i telegiornali, avrebbero mandato in onda degli speciali su David Bowie e io e Amanda avremmo fatto finta di essere sconvolti come tutti gli altri e invece saremmo stati calmi, una calma piatta ci avrebbe invaso dentro rendendoci tutti e due vuoti, uguali e maledetti.<br />
Ma a un tratto Amanda mollava la presa e la testa di David Bowie sbatteva sul pavimento di moquette con un tonfo ovattato e anch&#8217;io lasciavo i piedi del cadavere e guardavo Amanda con uno sguardo di panico, &#8220;non ci sono armadi, non ci sono ripostigli&#8221; gridavo fuori di me ma Amanda sorrideva, era calma e sorrideva e mi carezzava il viso e mi diceva &#8220;senti lasciamo perdere David Bowie, David Bowie non è importante, lasciamo perdere questa messinscena&#8221;, e mi spiegava con calma tutte le stranezze della serata, la prima delle quali era David Bowie alla sua festa di compleanno, quando mai David Bowie può venire alla festa di compleanno di Amanda, e io dicevo &#8220;ma no, ma come&#8221; e lei mi tirava i capelli affettuosamente convincendomi a ragionare, a capire che era impossibile che David Bowie fosse presente alla sua festa di compleanno qui, in Italia o dovunque fossimo, di conseguenza noi non potevamo averlo ucciso perché lui non poteva essere lì, semplicemente non c&#8217;era, e io ero smarrito, confuso, stanco, non mi raccapezzavo, &#8220;allora senti guarda, io non mi raccapezzo più&#8221; dicevo ad Amanda, stranito, e lei ridendo sfiorandomi le labbra con le dita mi spiegava il fulcro della situazione, e cioè che eravamo entrambi fantasmi e ci trovavamo in una specie di limbo, una zona di passaggio in cui niente era reale, né corpo né pensiero, e ricordi e allucinazioni e sogni e paure e desideri e impulsi e stimoli e impressioni si mischiava tutto assieme dentro e fuori di noi per darci un&#8217;impressione di realtà, una realtà fittizia che ci facesse &#8220;vivere&#8221; qualcosa, un &#8220;luogo&#8221; dove tutto era possibile, sogni e incubi mescolati insieme e quindi ecco David Bowie in carne e ossa alla festa di compleanno di Amanda, ed ecco David Bowie morto per colpa nostra, o mia, o sua, e tutto -come potevo constatare- rimaneva comunque uguale.<br />
&#8220;Ma uguale a cosa?&#8221; domandavo ad Amanda, dubbioso.<br />
&#8220;Uguale, e basta.&#8221;<br />
&#8220;Come, uguale e basta?&#8221;<br />
&#8220;Sì, uguale, da solo.&#8221;<br />
&#8220;Non so, non sono del tutto convinto.&#8221;<br />
Nel frattempo notavo che Amanda era truccata in modo elaborato e strano, gli occhi erano cerchiati da complicati ghirigori variopinti e portava una bizzarra acconciatura, le ciocche di capelli corvini erano legate insieme con nastri e fiocchi e spille multicolori e il corpo nudo di Amanda era spalmato di una strana sostanza iridescente, sprigionava luce, capivo dunque che Amanda era diventata una sorta di fata, o spirito, o che so io, e i suoi discorsi erano costituiti da cose che avevo sentito da sveglio durante la giornata mescolate con cose che avevo detto o pensato e di cui non serbavo ricordo, e il cadavere di David Bowie era ancora lì, ai nostri piedi, tra noi, e il rimorso di averlo ucciso non mi abbandonava, il senso di colpa mi trafiggeva lo sterno rendendomi difficoltoso respirare.<br />
Io dicevo ad Amanda che desideravo un bagno, avrei voluto che in quella casa ci fosse un bagno.<br />
&#8220;Perché?&#8221;<br />
&#8220;Per pulire.&#8221;<br />
&#8220;Pulire è noioso&#8221; diceva dunque Amanda librandosi in aria, su verso il soffitto, e io con lei, passavamo attraverso il soffitto e ci trovavamo nel cielo notturno della città periferica, nero, le case basse, nere, le strade nere sempre più in basso mentre cominciavano ad apparire le prime stelle, ci avvicinavamo allo spazio.<br />
&#8220;Sta&#8217; attento&#8221; mi ammoniva Amanda sorridendo divertita, &#8220;non avvicinarti troppo al sole, che ti bruci.&#8221;<br />
Solo allora mi rendevo conto che mi ero presentato alla sua festa di compleanno senza nemmeno un regalo, neanche un fiore, niente, ma a quel punto forse non aveva più importanza.</p>
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		<title>alcune cose, un po&#8217; goffe, sulla felicità</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 20:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[quando ero una ragazzina alla mattina presto scendevo in spiaggia con mia madre. arrivavamo in spiaggia molto presto. mia madre mi dava da montare l&#8217;ombrellone e poi mi metteva le crema e mi chiedeva di metterla a lei. poi si sedeva sull&#8217;asciugamano, e restava a guardare il mare, mia madre odiava il mare. andava in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=97&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quando ero una ragazzina alla mattina presto scendevo in spiaggia con mia madre. arrivavamo in spiaggia molto presto. mia madre mi dava da montare l&#8217;ombrellone e poi mi metteva le crema e mi chiedeva di metterla a lei. poi si sedeva sull&#8217;asciugamano, e restava a guardare il mare, mia madre odiava il mare. andava in mare solo per abbronzarsi. mio padre non ci metteva nemmeno piede in spiaggia, restava da solo in campeggio a leggere i gialli mondadori.</p>
<p>ne leggeva a centinaia, in canotta bianca.</p>
<p>mia madre mi impediva di nuotare, aveva paura che <span id="more-97"></span>mi venisse una congestione e la cosa mi andava benissimo, camminavo sul bagnasciuga, erano diversi chilometri di bagnasciuga, potevo camminare per ore. lei si raccomandava e poi si sdraiava per prendere il sole. mia madre aveva i capelli neri e suo padre era morto annegato.</p>
<p>quando lasciavo mia madre e cominciavo a camminare alle otto del mattino, sul bagnasciuga su cui si frangeva il mare calmo e fresco, io sognavo il digitale. erano gli anni ottanta, io ero nel pieno della mia gracilità e sognavo il basic, sognavo phoenix, sognavo l&#8217;odore caldo dei primi microcomputer.</p>
<p>nel futuro poteva succedere qualsiasi cosa e nella mia testa questa cosa si amplificava, il futuro stava succedendo e io ne avevo uno in casa.</p>
<p>oggi, a vent&#8217;anni di distanza, cammino per questa spiaggia croata e sento il grosso vuoto dei miei sogni. se li è mangiati il digitale, quello che è diventato.<br />
il digitale ha digerito tutto il comunicabile perché il comunicabile era commestibile.</p>
<p>se i sogni emanano energia, l&#8217;energia che ho prodotto negli anni ottanta era energia buona e bianca, era energia capace di dare frutti, era fertile.</p>
<p>negli anni ottanta io mi ero iscritto ad uno dei licei classici più conservatori e bui della mia città, i miei compagni erano figli di avvocati della genova bene, che comunque sarebbero diventati avvocato, il liceo classico era solo il primo passo. un pro forma.</p>
<p>era un ambiente vecchio, monumentale, immobile, di destra, ricco. </p>
<p>io arrivavo dall&#8217;entroterra, ogni giorno facevo mezz&#8217;ora di treno da un paese famoso esclusivamente per i suoi insaccati e mi infilavo in un liceo fatto di busti di marmo, scalinate fasciste, grammatiche romane. </p>
<p>appena potevo uscivo e andavo di corsa nell&#8217;aula di fisica, perché lì c&#8217;era un apple IIe e per un po&#8217; vedevo quella cosa nuova, nascosta tra bottiglioni con foglie di metallo, antichi apparecchi elettrici e animali morti sottospirito.</p>
<p>siamo con amici su una barca che fa un giro attorno alle isole * si ferma ogni tanto per farci fare il bagno. il sole è fortissimo. tutti sudano e sorridono, cercando di tenere buoni i bambini, la barca è piccola, c&#8217;è odore di nafta, per parlare devi urlare.</p>
<p>dopo un po&#8217; parliamo della crisi e matteo dice che la crisi lo ha messo un po&#8217; in difficoltà. per il suo concetto di decrescita, il fatto che il pil stia scendendo non rende il mondo migliore.<br />
è giusto -dice- che la gente consumi meno, ma questa diminuzione del consumo non è avvenuta per una scelta strutturale, ma per una crisi, la gente consuma meno perché è a casa, è stata licenziata.</p>
<p>appena finirà la crisi tornerà a consumare come prima, dice, e ride.</p>
<p>nel momento in cui il consumo e il mercato mostrano la sua crisi ci viene detto che dobbiamo consumare di più. </p>
<p>parliamo di energia rinnovabile, di digitale, di decrescita, di gruppi di consumo, di orti cittadini, di differenziata. lo facciamo goffamente, come si fa sesso un po&#8217; goffamente in alcuni casi. parliamo di lavoro e di vita e di tempo e un po&#8217; silenziosamente parliamo di felicità, di come questo sistema ci spinga ed avere un lavoro, dei figli, e a entrare in crisi perché questo lavoro non ci permette di avere dei figli e ci abbandona e non ci rende felici.</p>
<p>quello che vogliamo è concreto e tangibile. avere meno guadagni. avere meno bisogni. ottimizzare il nostro sfruttamento delle risorse. essere compatibili con il nostro ambiente. avere dei figli in un sistema sociale che ci permetta di lavorare e di essere nucleo familiare, dignitosamente.</p>
<p>se c&#8217;è una strada, che è una strada obbligata per arrivare ad un consumo che sia adeguato alla percezione che abbiamo oggi di quello che ci circonda, è una strada che è poco più che segnata e che è destinata -oggi- ad una minoranza intellettuale.</p>
<p>la lotta per la decrescita felice la faranno i benestanti.</p>
<p>sara mi racconta che con ingegneri senza frontiere quando devono mandare motori in africa per lo sviluppo, devono mandare roba vecchia, tecnologia obsoleta e inquinante, perché se mandano cose sofisticate, eco, moderne, al primo guasto non si riescono a riparare o non sono economicamente in grado di gestirle.</p>
<p>a questo punto sono sdraiato sul cemento di un molo di velirat, ho la faccia che sporge oltre il bordo, vedo le onde che si sfanno a colpi forti contro il molo. in mano tengo un filo trasparente che si perde nell&#8217;acqua. nonostante il mio acclamato vegetarianesimo sto aspettando che un pesce abbocchi e nello stesso tempo spero che non lo faccia mai perché sarei terrorizzato se abboccasse. un animale ferito che si agita tra le mie mani, mio figlio che urla felice, nessuno secchiello in cui infilare il brachiforme.<br />
il realtà non sto pescando, sto aiutando mio figlio a pescare, ma il primogenito, dopo avermi mollato tutto il fragile armamentario, è corso sugli scogli per saltare e vedere delle cose tra le rocce.<br />
così resto a fissare il filo trasparente fra le mie dita e sento qualcosa che tira, per un istante. osservo il mare ed è una massa verde, imperscrutabile. il filo tira ancora, ecco, l&#8217;unica cosa affascinante è questa comunicazione, un filo teso tra due mondi dove nessuno vede il suo interlocutore e solo il tendere di un filo o il dolore improvviso di uno squarcio in bocca ti fa capire che esiste qualcosa fuori da te e che ti sta chiamando. </p>
<p>sarebbe bello gettare il filo in un mare impenetrabile e sentire qualcosa di alieno che ti risponde tirando dalla sua parte, con un suo linguaggio inintelleggibile, senza vittime o persecutori.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lamerotanti.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lamerotanti.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lamerotanti.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lamerotanti.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/97/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=97&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>stanotte ho sognato</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 02:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[stanotte ho sognato che ero invitato a pranzo dall&#8217;anto con altra gente. poi quando arrivavo dall&#8217;anto non c&#8217;era nessuno tranne io l&#8217;anto e una ragazza bionda che non conoscevo. e la casa dell&#8217;anto non era come la vera casa dell&#8217;anto bensì era una struttura molto grande, sul mare, adibita a ristorante, con annesso un enorme [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&amp;blog=9362213&amp;post=85&amp;subd=lamerotanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>stanotte ho sognato che ero invitato a pranzo dall&#8217;anto con altra gente. poi quando arrivavo dall&#8217;anto non c&#8217;era nessuno tranne io l&#8217;anto e una ragazza bionda che non conoscevo. e la casa dell&#8217;anto non era come la vera casa dell&#8217;anto bensì era una struttura molto grande, sul mare, adibita a ristorante, con annesso un enorme magazzino semiabbandonato pieno di varie cose, libri attrezzi, materiale per carpenteria, ed era domenica. <span id="more-85"></span> e l&#8217;anto diceva che lei doveva andare, che aveva un impegno, però aveva preparato tutto per il pranzo e ci lasciava lì nella sua casa, io e questa ragazza bionda, a pranzare soli io e lei. e l&#8217;anto disponeva alcuni piatti su un tavolino piccolo, da due, e io e la ragazza bionda eravamo molto imbarazzati e facevamo varie prove per dove mettere il tavolino, io volevo metterlo accanto alle vetrate, c&#8217;erano ampie vetrate vista mare che era molto bello, poi però la ragazza bionda non era convinta, si sentiva troppo esposta, e allora spostava il tavolino più al centro nella stanza, poi però io non ero convinto, non mi sono mai piaciuti i tavolini isolati al centro delle stanze, e così spostavo il tavolino più indietro, verso un angolo della stanza, in ombra, poi però né io né la ragazza bionda eravamo convinti, nel frattempo le cose preparate dall&#8217;anto si raffreddavano e l&#8217;anto si preparava per uscire, raccoglieva oggetti e li ficcava in una borsa dicendo fate voi ragazzi, io esco che devo andare, fate come se foste a casa vostra. era mezzogiorno ma il sole tramontava là in fondo sul mare. e io e la ragazza bionda restavamo soli ed eravamo molto imbarazzati, la casa dell&#8217;anto era vuota e molto grande e piena di silenzio. poi cominciava ad arrivare della gente che voleva mangiare nel ristorante perché era domenica e la casa dell&#8217;anto era adibita a ristorante sul mare, molto in alto sul mare. la ragazza bionda allora era sollevata e si alzava dicendo che arrivava gente e che doveva lavorare. e c&#8217;erano una decina di tavoli nel salotto dell&#8217;anto che era lungo e largo e affacciato sul mare, molto in alto sul mare. cioè il mare era molto in basso e il sole tramontava anche se era mezzogiorno. e i tavoli si riempivano di gente che voleva mangiare, la ragazza bionda era sparita da qualche parte a cambiarsi, a mettersi la divisa da lavoro, e io camminavo in mezzo ai tavoli e la gente si spazientiva, diceva che voleva ordinare, siamo pronti dicevano, mi chiedevano di ordinare e io dicevo mi dispiace gente, io non lavoro qui, ed ero molto contento di non lavorare lì e di non avere nessun obbligo verso quella gente. poi ero fuori, ero in ritardo per andare da qualche parte e partivo sul mio scooter dalla casa dell&#8217;anto per andare chissà dove, ripensando alla ragazza bionda. e lungo la costa a partire dalla casa dell&#8217;anto avevano costruito un nuovo quartiere di villeggiatura fatto di case molto alte, rettangolari, numerate con grossi numeri bianchi su fondo blu. il vento spingeva la sabbia contro le facciate di queste case e i residenti stavano in piedi o seduti nelle verande, a bere cocktail o a leggere giornali illustrati schermandosi gli occhi con le mani per non farsi andare la sabbia negli occhi. e ogni tot case c&#8217;era una costruzione più alta e con del vetro che erano uffici, e gente con cravatte e valigette entrava e usciva da questi uffici che davano direttamente sulla spiaggia e gli entrava la sabbia nei mocassini e nelle calze e loro imprecavano, avrebbero dovuto costruire dei camminamenti, delle passerelle. e io filavo sul mio scooter sulla battigia, dove c&#8217;era la sabbia più dura, e non vedevo l&#8217;ora che finisse quel posto, quelle case, e guardavo se per caso c&#8217;era un passaggio tra le case, una strada, un&#8217;apertura per andar via dalla spiaggia, ma non c&#8217;erano passaggi né aperture e le case sembravano infinite e io pensavo ok, allora adesso torno indietro prima di andare troppo avanti, magari vado avanti un altro po&#8217; che ci deve pur essere una strada, un&#8217;apertura per andar via dalla spiaggia. ma non c&#8217;erano passaggi né aperture e le case sembravano infinite, il mare era molto calmo e io pensavo ok, allora adesso torno indietro prima di andare troppo avanti. magari vado avanti un altro po&#8217;, non riuscivo a rassegnarmi a questo fatto che le case sembravano infinite e non c&#8217;erano passaggi né aperture. e il mare era molto calmo e il sole non tramontava mai.</p>
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