In Italia non c’è trippa per piccioni

marzo 16th, 2012 § Lascia un commento

rigi aldigo

di Rigi Aldigo
Sociologo e intellettuale.

L’Italia è in ritardo. È una provincia dell’impero, non c’è innovazione, non c’è ricerca. Cosa ci vuole per fare della seria innovazione? Ci vuole talento, curiosità, decisione, una sede fiscale in Lussemburgo e gli operai in Cina. Noi abbiamo invece i cinesi in casa nostra. Cinesi che fanno ristoranti cinesi che se ci vai a mangiare a pranzo per due o tre volte di seguito ti esplode il fegato, infatti i cinesi di nascosto mangiano i gli spaghetti. Le lasagne. La pasta in bianco. Le vongole. Chiamali scemi. Non c’è innovazione, non c’è ricerca.
Non abbiamo le figure di grande spessore come un Zuckerberg. Non abbiamo quello spirito nell’innovazione che ha portato a invenzioni come Hungry Birds. Non sappiamo far alzare la nostra ombra da terra. O anche cose più semplici come fare soldi. Non sappiamo fare soldi. Lasciate perdere le ombre, che sono roba buona giusto per i cinesi. Staccare le ombre, come cazzo. Non sto bene. Non abbiamo i soldi, le idee. Andiamo avanti con i franchising, abbiamo l’anima in franchising. I coiti in franchising, le idee in franchising. I gadget, gli stipendi. La nausea. Anche quella in franchising. Lasciami dire. Lasciami il braccio. I piccioni. I cazzo di colori. Il cobalto. Lasciami dire.

il meno male

ottobre 4th, 2011 § Lascia un commento

rigi aldigo

di Rigi Aldigo
Sociologo e intellettuale.

Io non spendo più un soldo in satira finché non si mette a funzionare. Sono 40 anni che do soldi a gente che disegna Berlusconi come un nanetto, e in questi quarant’anni quello ha comprato Mondadori e Einaudi, si è fatto gli stracazzi suoi. La fica, la Standa. Bisogna cambiare i politici, la vecchia classe politica, e non la vecchia classe satirica? Che cazzus. Non sapete fare il vostro lavoro. Cazzus. Siete vecchi, la vostra satira non serve a un cazzus. Volete i miei soldi? Funzionate. Fate una vignetta, solo una, che Berlusconi si toglie dalle palle. Male, se ne deve andare male, non bene. Non con le monetine. Se ne deve andare con l’amaro in bocca, se ne ha una. Una sola fottuta vignetta che la gente la guarda e lui se ne va. Sic simpliciter. E subito dopo, quando siamo ancora tutti a dire, che cazzus Berlusconi se ne è andato, allora arriva Bersani e dice, ue ragazzi, scusa. Scusa. E se na va via anche lui. E noi siamo lì ancora che non sappiamo cosa dire e appare Di Pietro e dice boh, qualcosa, comunque si toglie dalle palle anche lui e poi anche Casini, e poi Fini e poi tutti gli altri, tutti, i sottosegretari, i parrucchieri, i cineasti, i lavandini, i robbiano, i lavandari, i molinari l’amaricante, i busumanca, i prettosbarra, i sottofiletti, gli aristotelici, gli opevai, i dottrinanti, gl’intellettuali, i giocatori di palla generica, i finocchiaro, i paghiNNero, i senza fattura, i poi me lo scarico, i ‘nsomma tutti via dall’italia, tutti uno a uno che dicono scusa e se ne vanno via, uno a uno finché dell’italia non rimane che una landa complessa di putritudini e strutturali rovine e braccia di acciao e cemento che si immergono nella terra, come un nuotatore infinito annegato nel giardino d’europa.

Osama Bin Laden è vivo

maggio 3rd, 2011 § Lascia un commento

ehi

di Rari Nantes
esperto politica internazionale
e cook marketing per ragazzi

Cioè, volete credere davvero che gli americani trovano Osama, sanno dove è da mesi e non lo prendono vivo, entrano dentro e casualmente gli sparano in testa e poi, oddio sto ridendo, il cadavere viene bruciato, b r u c i a t o, e le ceneri disperse in mare, ah ah ah, perché –lasciatemi finire– nessun paese voleva il cadavere? Voglio dire, noi in Italia non volevamo il cadavere di Osama? Abbiamo Berlusconi e non ci prendiamo Osama? Cadavere. No, ragazzi, qui c’è puzza di bruciato e non è aruba, ve lo dico io.
È tipo il verme solitario sapete come si toglie il verme solitario no? Si prende il paziente e lo si fa sdraiare nel letto, posizione fetale anzi fecale e gli si ficca nel retto una brioches e un cioccolatino. Via, torni il giorno dopo. Il giorno dopo, di nuovo posizione fecale, di nuovo una brioches e un cioccolatino. Nel retto, che per le signorine on-line, sorry, è il culo. Poi ciao a casa a domani. Giorno dopo, ancora una brioches e un cioccolatino, sempre nel retto, che del culo è la parte depressa. Giorno dopo si fa mettere il paziente in posizione fecale e gli si infila nel retto una brioches. A questo punto si aspetta un attimo e appena viene fuori la testa del verme solitario che chiede “e il cioccolatino?”, zac, si taglia.

di luce

marzo 22nd, 2011 § 2 commenti

I grandi incipit di Dina Gona

dicembre 28th, 2010 § Lascia un commento

di Dina Gona
Poetessa e addetta arti meccanici

“Era tutto un sborrare di schiuma dentifricia”.

Le poesie di Dina Gona

dicembre 13th, 2010 § Lascia un commento

di Dina Gona
Poetessa e addetta arti meccanici

ragazzina brava di bocca con ardi
mento, pregotti non ti nettarti
‘l mento.

il potere della parola: semantica e inseminazione

novembre 5th, 2010 § Lascia un commento

rigi aldigo

di Rigi Aldigo
Sociologo e intellettuale.

Tipo che l’umanità è orrenda, non so se ci avete fatto caso. Tipo padri di famiglia che aprono la bocca e dicono queste cose orrende. La gente non muove un dito. Si salvano quelli che fanno la bellezza. L’unica cosa che ha senso è la bellezza, il resto è l’orrore. Questo rigonfiamento è il sacchetto del catetere. Il catetere tecnicamente è un tubo che ti entra dentro al foro centrale del corpo. Fa male solo quando entra e quando esce. È una specie di guinzaglio: l’umanità tenuta per le palle. Beh non proprio le palle, in odor di palle. Odore molto forte nel caso in questione.
Mi servirebbe una cosa, una spugnetta. Potrei chiamare l’infermiera e chiedere una spugnetta. Ma la scorsa volta. Io parlo male, ho la bava in bocca. Ho il naso spaccato anche. È stata l’infermiera.
Beh per farla breve io volevo la spugnetta per farmi un po’ di bidé e ho chiamato l’infermiera e quando è arrivata ho tirato giù le mutande, ho indicato in basso e ho chiesto una spugnetta. E quella ha capito “pugnetta”.
E mi ha tirato un pugno, e poi. Cristo, qua ci muoio. Un cazzotto, così. Mi sono scosso. Ho anche fatto dell’aria per l’emozione. E intanto urlavo “fpugnetta! fpugnetta!” e quella giù con i cazzotti.
Niente, poi mi ha messo il catetere, la stronza, perché dice che non sto fermo con le mani e hanno finito il coso. Il batrace, come si chiama. Quello. Bromuro. Ecco, bromuro, non batrace.

Ristagno ortopedico (1 di 1)

ottobre 26th, 2010 § 1 commento

no, niente vez, volevo dirvi che il mondo dell’editoria è fichissimo e soprattutto imprevedibile, pensate che io pensavo di ottenere che so successo fama soldi e invece ho ottenuto un’ulcera

serial killer

ottobre 22nd, 2010 § Lascia un commento

Rina Forte

di Rina Forte
Massaia e opinionista

Tutta questa cosa della ragazza morta, della casa del terrore, dello zio che sembra che sia lui, poi invece era la figlia, poi invece erano tutti e due e poi la madre chissà se sapeva o non sapeva, e il paese che giudica e dice che erano gente per bene oppure no, insomma: a me mi ha preso un casino. Qualcuno sa già se fanno la seconda stagione?

Qualcosa sul social digitale

ottobre 13th, 2010 § Lascia un commento

rigi aldigo

di Stein & Droll
Creative networking & digital divide guru.

Immagina futuro. Cose. Dimentica il sapere. Immagina quarantenni con t-shirt creative che muovono le mani in aria: immagina slide del futuro, slide intelligenti. Slide connesse al tuo stato di twoll che aggiorni in realtime via iPhone con stereolab connesso al tuo polpaccio, in infradito hertziale. Immaginalo adesso. Tutto il resto è oldissimo, tutto il resto è quello che non si fa più. Tutto il resto è slow, è tired. Expired.
Immagina delfini con bracciali neuronali, fibre ottiche su cui viaggiano sapere, emozioni, persone. Pensieri.
Adesso che lo hai immaginato, immagina ancora quello che noi non abbiamo immaginato, perché sei tu che stai per fare il futuro. Il tuo futuro, il nostro futuro, assieme. Shared. Connected. Refound system. Circa tre euro a pezzo per il blog, non fatturate. E poi traduci tutto l’articolo in inglese che siamo open e che l’italia sono due pezzenti in croce. Poi stampa il blog e fanne tre fotocopie per i ragazzi della comunicazione -lol- mi trovi giù al lounge-pub.

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