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		<title>Sogno n. 116</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 07:25:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[cose vere]]></category>

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		<description><![CDATA[Stanotte ho sognato che mi trovavo su un palcoscenico, di fronte a un pubblico. Recitavo in una rappresentazione teatrale. E non ricordavo neanche una battuta del copione. È un incubo abbastanza ricorrente per chi fa l’attore. Il punto è che io non faccio l’attore e questo complica la faccenda.

Insomma esco sul palco, accanto a me [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=272&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br /><p>Stanotte ho sognato che mi trovavo su un palcoscenico, di fronte a un pubblico. Recitavo in una rappresentazione teatrale. E non ricordavo neanche una battuta del copione. È un incubo abbastanza ricorrente per chi fa l’attore. Il punto è che io non faccio l’attore e questo complica la faccenda.<br />
<span id="more-272"></span><br />
Insomma esco sul palco, accanto a me c’è solo una ragazza, l’altra attrice. I riflettori puntati su di me, il pubblico in silenzio, in attesa. E io non ricordo la mia battuta. Vedo che in prima fila c’è seduta la regista, o l’assistente alla regia, non ricordo bene. E tra le mani ha il copione. Allora senza farmi troppi problemi mi avvicino alla prima fila della platea, prendo il copione dalle mani della regista, o dell’assistente alla regia, e ritorno in posizione sul palco. Il pubblico non dice nulla, pensa che faccia tutto parte della messinscena.<br />
Già che sono lì, è inutile fingere. Mi siedo per terra, a gambe incrociate, sul palco, sotto lo sguardo perplesso dell’altra attrice. Comincio a leggere le mie battute, proprio a leggerle, non ci provo neanche a recitarle. Il mio personaggio si chiama Orfeo, oppure Omero, non ricordo.<br />
Quando finisco la battuta attendo con pazienza che l’attrice reciti la sua, poi vado avanti. Così per almeno tre o quattro pagine di copione. Il pubblico continua a seguire lo spettacolo come se nulla fosse, evidentemente pensa che sia proprio così che lo spettacolo è stato concepito.<br />
Non ho parlato della scenografia. Era molto sobria. Sulle uniche due quinte presenti qualcuno aveva disegnato vaghe forme montuose, scogli. Tutto sui toni del grigio e di un azzurro molto vicino al violetto.<br />
Poi succede qualcosa. Anche l’attrice non ricorda la battuta che deve dire. Mi guarda con occhi supplicanti. Vuole che gliela suggerisca. Io sorrido. Che senso ha suggerire una battuta quando il copione è qui per terra, di fronte a me? Le faccio un cenno con il mento. Lei è riluttante, ma alla fine si accovaccia accanto a me e comincia, anche lei, a leggere le sue battute.<br />
Andiamo avanti così per un altro paio di pagine. Il pubblico segue con attenzione.<br />
Non ho parlato della storia. Era abbastanza noiosa. Almeno fino al punto in cui entra in scena il terzo personaggio. Un personaggio che non è fisicamente presente in scena, ma che è solo evocato nel racconto del mio personaggio, questo Orfeo, o Omero, non ricordo.<br />
È qui che cambia tutto. A un certo punto, infatti, nelle battute di Orfeo, o Omero, compare questo terzo personaggio. E questo terzo personaggio si chiama come me. Ha il mio vero nome. Per un attimo mi fermo. Ma che razza di testo stiamo recitando? Faccio fatica ad andare avanti. L’attrice accanto a me mi guarda come a dire: maledizione, neanche leggendo il copione riesci ad arrivare alla fine di tutta la faccenda? Così vado avanti. E più vado avanti più mi sento male. Perché nel racconto di Orfeo, o Omero, il personaggio che ha il mio stesso nome è davvero uguale a me. Fa la mia stessa vita, pensa le stesse cose che penso io.<br />
Mentre recito, ormai sconfortato, mi chiedo chi diavolo abbia scritto un testo del genere. Ed è lì che mi sale l’orrore: potrei essere stato io? Voglio dire: stare su un palco e non ricordare le battute, passi. Recitare da schifo un testo mediocre, pure. Ma essere io l’autore di tutto è davvero troppo.<br />
È allora che guardo il pubblico. E il pubblico non dice e non fa nulla. Se ne sta semplicemente lì, nel buio, e aspetta la prossima battuta. Il pubblico vuole solo che lo spettacolo continui. E così noi continuiamo.<br />
Un incubo.</p>
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		<title>Le lettere della scimmia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le lettere della scimmia rappresentano il grado di scimmia che ti separa dall&#8217;esame. La cosa funziona pressapoco così, quando l&#8217;esame è tra due o tre mesi il tuo grado scimmia è bassissimo e quindi studi per l&#8217;esame nell&#8217;aula E. L&#8217;aula E è grande, luminosa, vicino al distributore delle patatine, è piena di ragazzi e ragazze [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=264&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br /><p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2198/1491059927_6daecf0eb3.jpg" width="40%" /></p>
<p>Le lettere della scimmia rappresentano il grado di scimmia che ti separa dall&#8217;esame. La cosa funziona pressapoco così, quando l&#8217;esame è tra due o tre mesi il tuo grado scimmia è bassissimo e quindi studi per l&#8217;esame nell&#8217;aula E. L&#8217;aula E è grande, luminosa, vicino al distributore delle patatine, è piena di ragazzi e ragazze simpaticissimi, ci vai con i tuoi libri e un po&#8217; studi per l&#8217;esame e un po&#8217; chiacchieri, mangi le patatine, ascolti il walkman, ridi. La tua scimmia è al grado E, si toglie le zecche, si fa i fatti suoi.<br />
Quando manca un mese e mezzi passi all&#8217;aula D perché nella E in effetti c&#8217;è un po&#8217; troppo casino e non riesci a studiare e inizi a capire che sei indietro che non hai finito il programma e, insomma, visto da un altro punto di vista un mese e mezzo sono sei settimane, sei settimane non sono niente e la gente che trovi nell&#8217;aula  D è gente nervosa, che ha lo sguardo fuggente, cordiale ma di poche parole e tu studi.<br />
Quando manca meno di un mese inizi a non sopportare chiunque sia nell&#8217;aula D. Odi la ragazza che fa sempre tick, tick con la penna, il ragazzo che tossisce ogni tre pagine, quello che sfoglia il libro con la stessa grazia con sui si sbatte un lenzuolo, quindi ad un certo punto non vai più nel&#8217;aula D ma passi all&#8217;aula C.<br />
Quando passi nell&#8217;aula C la tua scimmia ti ha già scoperchiato il cervello e sta cercando tra il pelo qualcosa. L&#8217;aula C è abitata solo da ombre, non sono ragazzi e ragazze, sono le loro immagini sbiadite. Vedi i corpi aggrappati alle pagine di libri sottolineati di ogni colore possibile, senti il loro odore animale di chi non ha più il tempo di lavarsi perché mancano solo due settimane, solo due settimane, non hai tempo di parlare, respirare, puoi solo entrare dentro al libro, ripassare il programma che ormai è dentro di te fa parte del tuo dna. Quando la scimmia finalmente trova tra i suoi peli il cucchiaino d&#8217;argento e lo immerge nel tuo cervello sei già passato nell&#8217;aula B.<br />
L&#8217;aula B è un sacrario. E&#8217; piccola, buia, nessuno ci entra, le anime che ci sono dentro ci arrivano per passaggi sconosciuti, oppure ci sono sempre state. Se un ragazzo apre per errore la porta dell&#8217;aula B sente il respiro di gelo uscire e richiude subito. Mancano due giorni all&#8217;esame, quelle cose che sono dentro all&#8217;aula B potrebbero fare di te qualsiasi cosa se solo lo volessero, ma non vogliono. Tu non sei niente per loro, non esisti. Esiste solo l&#8217;esame, che è adesso, ed esiste la scimmia che dorme ridendo sulla spalla con la pancia piena fino al midollo.<br />
L&#8217;aula A non esiste, in nessuna università e infatti anche nella Boston University dopo la B c&#8217;erano solo i corridoi che continuavano verso nord, sud e sudovest.</p>
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		<title>the truth</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 12:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<br /><p><a href="http://lamerotanti.files.wordpress.com/2010/02/thetruth.jpg"><img src="http://lamerotanti.files.wordpress.com/2010/02/thetruth.jpg?w=380&#038;h=285" alt="" title="THETRUTH" width="380" height="285" class="alignleft size-full wp-image-258" /></a></p>
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		<title>mio figlio ha la spada</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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mio figlio ha la spada di zorro, la mascherina di zorro e un cappello di zorro. mio figlio ha cinque anni, quando ha la mascherina di zorro sembra me o chiunque altro negli anni settanta si fosse vestito da zorro. alcune cose evidentemente non muoiono mai. è oldissimo quando è vestito da zorro.
la tecnologia non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=253&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br /><p><img src="http://www.galano.net/album-foto-immagini/lorenzo-2008/4464-zorro-contrario.jpg" alt="" width="40%" height="40%/"><br />
mio figlio ha la spada di zorro, la mascherina di zorro e un cappello di zorro. mio figlio ha cinque anni, quando ha la mascherina di zorro sembra me o chiunque altro negli anni settanta si fosse vestito da zorro. alcune cose evidentemente non muoiono mai. è oldissimo quando è vestito da zorro.<br />
la tecnologia non sempre è piacevole, è un periodo che uso finestre di terminale, grosse e nere che coprano tutto quello che fa colore. le finestre di terminale sono una parte della mia infanzia, uno schermo nero con il cursore e il prompt dell&#8217;apple ][. ho passato anni davanti a quella finestra e poi l&#8217;ho maledetta, ho abbracciato il mouse, le finestre, il macintosh lc.<span id="more-253"></span><br />
adesso è un periodo che invece sono terminale, uso le finestre, installo cose, mi connetto a cittadella.<br />
quando sono fuori dalla rete, fuori da facebook, fuori da google, tiro un sospiro di sollievo. posso comunicare e distinguere quello che è la comunicazione da quello che è il gusto di farlo per il gusto.<br />
c&#8217;è gusto nel comunicare.<br />
ora ho installato tin, comunico via tin, scrivo con vi.<br />
poi mi stuferò, questa è la vita.<br />
apple ha annunciato il suo nuovo ipad, un tablet. serve per usare un computer senza tutti i problemi che danno i computer. hanno detto che è il computer per chi non sa usare un computer.<br />
è stato alla fine della presentazione che ho capito di come questo possa farmi male, il fatto di usare un computer senza usarlo. come se il computer potesse davvero essere come una televisione. non c&#8217;è niente di male, ma nel momento in cui devo decidere, preferisco stare dalla parte della complessità. se il computer mi fa perdere tempo, è un tempo che perdo con piacere, almeno adesso, in questo periodo. penso che il tempo che ho perso al computer a fare cose di computer faccia parte di me, del mio dna.<br />
ieri simone guardava zorro generazione zeta, o una cosa del genere. in pratica è un cartone animato di zorro ambientato nei giorni nostri con zorro che ha una spada laser. è rozzo. l&#8217;ho guardato e poi guardavo simone e pensavo ma come fa a guardare questa cosa vergognosa, avevo pena per lui e non sapevo se come padre mi dovessi fermare e spegnere. decidere io per lui. poi ho pensato, beh io da ragazzo guardavo della roba peggiore, ho visto dallas per un certo periodo, l&#8217;uomo da sei milioni di dollari, ho guardato gli anime giapponesi di quarta categoria.<br />
e poi ho anche pensato: ma perché mi avete permesso di guardare della roba del genere? perché non mi avete legato ad una sedia e non mi avete messo wagner? brecht. qualcosa di doloroso.<br />
quello che penso è che guardare l&#8217;uomo da sei milioni di dollari mi abbia fatto male, che guardare dallas non sia stata una bella idea.<br />
e che in cascata smettere di usare le linee di comando per credere nelle miglia che ho fatto percorrere al mio mouse, non sia stata necessariamente una buona idea.<br />
nient&#8217;altro.</p>
<p>simone ha guardato tutto zorro generazione zeta e poi si e&#8217; alzato e adesso, date un&#8217;occhiata alla finestra, lì vicino alla finestra ci sono io/simone vestito da zorro che aspettiamo di uscire assieme e fuori il sole è appena sparito.</p>
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	</item>
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		<title>Sulla superficie igroscopica (pt. 2 di boh)</title>
		<link>http://lamerotanti.com/2010/01/27/sulla-superficie-igroscopica-pt-2-di-boh/</link>
		<comments>http://lamerotanti.com/2010/01/27/sulla-superficie-igroscopica-pt-2-di-boh/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 09:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scarabocchio si situa tra l’errore e l’arte. Così il mio maestro, nel mio primo giorno di lezione.

Quando mi recai da lui avevo portato con me uno sketchbook di forma quadrata, rilegato con anelli smaltati di un verde appena più brillante di quello della copertina in cartoncino plastificato. «Innanzitutto – mi disse – questo taccuino [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=252&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br /><p>Lo scarabocchio si situa tra l’errore e l’arte. Così il mio maestro, nel mio primo giorno di lezione.<br />
<span id="more-252"></span><br />
Quando mi recai da lui avevo portato con me uno sketchbook di forma quadrata, rilegato con anelli smaltati di un verde appena più brillante di quello della copertina in cartoncino plastificato. «Innanzitutto – mi disse – questo taccuino così elegante in nessun modo può favorire la nascita del vero scarabocchio». Poi sfogliò lo sketchbook e annuì gravemente, confermando a se stesso la giustezza delle sue parole. «Guarda – disse – guarda con quanta cura hai tessuto queste trame in chiaroscuro, guarda l’espressione di questo volto, o il volume di questo avambraccio. Questi sono bozzetti per una striscia a fumetti. Questi non sono scarabocchi, questa è arte».</p>
<p>Inconsciamente dovevo aver previsto questa sua obiezione, perché avevo portato con me, oltre allo sketchbook, anche una rismetta di fogli di varia dimensione e provenienza eterogenea (biglietti del trambus, triangoli strappati dai bloc-notes dell’ufficio, cartoline postali). Una serie di superfici sulle quali avevo preso appunti poi lasciati morire senza seguito, pieni di cancellature, righi che risalivano i margini, frasi lasciate a metà da un inchiostro consumato precocemente.</p>
<p>«Il supporto ora è giusto – disse il mio maestro – ma è il contenuto che non va. Intanto c’è troppa scrittura. Anche la scrittura può essere scarabocchio, ma non bisogna indulgere. Guarda qui, hai sicuramente tracciato questi segni mentre eri a bordo di un treno o di un altro mezzo in movimento. La punta della penna sfera conserva la memoria del tuo tremare indotto. Non eri tu a voler creare questi sgorbi in modo così incerto, sono il prodotto di circostanze esterne. Questi non sono scarabocchi, questi sono errori».</p>
<p>«Come l’errore, lo scarabocchio nasce da un abbandono della mente – così il mio maestro – ma tende all’arte. Non deve mai raggiungerla però, e al tempo stesso non deve restare invischiato nell’errore. Ora procurati del materiale su cui lasciare il segno ed esercitati. Tornerò a farti visita tra un mese».</p>
<p>E così detto, mi lasciò nella radura dove avevo montato la mia tenda da campo.</p>
<p>(2 – continua)</p>
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		<title>quello che penso del digitale</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 08:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<br /><p><a href="http://www.venerandi.com/oggi/oggi.html">qua</a></p>
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		<title>wimble.doc .epub</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 08:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose vere]]></category>
		<category><![CDATA[il dibattito culturale]]></category>

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		<description><![CDATA[
I ragazzoni di MRT hanno riunito i materiali della grande sfida autunnale/invernale di wimble.doc in un ebook scaricabile da questa pagina. Si tratta di racconti affilati come lame, immagini, foto, parole, tutto dalla schiuma della narrativa giovane fichetta e sì, ci sono anche alcuni racconti scritti da noi, giovani scrittori conformi al sistema.
Scaricatelo sul vostro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=247&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br /><p><a href="http://milanoromatrani.wordpress.com/2010/01/14/il-pdf-di-wimble-doc-e-unantologia-militante/"><img src="http://milanoromatrani.files.wordpress.com/2010/01/win_pdf.jpg?w=136&amp;h=196" alt="eskjhfkhsd" /></a></p>
<p>I ragazzoni di MRT hanno riunito i materiali della grande sfida autunnale/invernale di wimble.doc in un ebook scaricabile da questa pagina. Si tratta di racconti affilati come lame, immagini, foto, parole, tutto dalla schiuma della narrativa giovane fichetta e sì, ci sono anche alcuni racconti scritti da noi, giovani scrittori conformi al sistema.<br />
Scaricatelo sul vostro ebook reader, stampatelo, leggetelo on line, fate come potete, il prima possibile, fatevi nostri, con quel tipico amore di cui siete capaci. Stay tuned!</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/247/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=247&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>Storia di uno scatto</title>
		<link>http://lamerotanti.com/2010/01/19/storia-di-uno-scatto/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 09:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose vere]]></category>
		<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima cosa che impari quando sei a Zanzibar è che sei un turista, cioè non è che esistono persone che vanno in Zanzibar e che possono integrarsi con l’ambiente e altre che invece ci fanno la figura da turisti, ma nel momento stesso in cui metti piede in Zanzibar, il tuo dna viene marchiato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=245&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br /><p>La prima cosa che impari quando sei a Zanzibar è che sei un turista, cioè non è che esistono persone che vanno in Zanzibar e che possono integrarsi con l’ambiente e altre che invece ci fanno la figura da turisti, ma nel momento stesso in cui metti piede in Zanzibar, il tuo dna viene marchiato e da quel momento in poi la tua relazione con il posto è la tipica relazione di un turista e l’unica cosa che puoi fare è accettare quel tuo senso di estraneità cretina tipica dei turisti cercando di dosare la cafonaggine e la paraculaggine che da quel momento si attorciglieranno attorno al tuo francese stentato e attorno alla forma da monolite nero e piatto della tua carta di credito.</p>
<p>(continua <a href="http://www.markotardito.com/thesocalledblog/">qua</a>&#8230;)</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Sulla superficie igroscopica (pt. 1 di boh)</title>
		<link>http://lamerotanti.com/2010/01/18/sulla-superficie-igroscopica-pt-1-di-boh/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 15:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[Seguitemi. Se è vero che i fogli di carta A4 pesano 80 grammi al metro quadro allora significa che un singolo foglio A4 pesa circa 12 grammi. Ora calcolando che io ogni volta ricavo quattro foglietti da un singolo foglio A4, semplicemente piegandolo e strappandolo con le mani, e che ognuno di questi foglietti pesa dunque 3 grammi e, ancora, che io consumo almeno una decina di foglietti al giorno, allora 3 grammi per 365 giorni fanno più o meno un chilo di carta all’anno, cioè trenta chili di carta in totale. Dove voglio arrivare? Ora ve lo spiego.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=243&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br /><p>Seguitemi. Se è vero che i fogli di carta A4 pesano 80 grammi al metro quadro allora significa che un singolo foglio A4 pesa circa 12 grammi. Ora calcolando che io ogni volta ricavo quattro foglietti da un singolo foglio A4, semplicemente piegandolo e strappandolo con le mani, e che ognuno di questi foglietti pesa dunque 3 grammi e, ancora, che io consumo almeno una decina di foglietti al giorno, allora 3 grammi per 365 giorni fanno più o meno un chilo di carta all’anno, cioè trenta chili di carta in totale. Dove voglio arrivare? Ora ve lo spiego.<br />
<span id="more-243"></span><br />
Trenta chili di carta sono davvero pochi. In tutta la mia vita, da quando sono uno Scarabocchiante intendo, ho imbrattato solo trenta chili di carta. Niente in confronto al mitico Abelardi che nel Seicento alla corte dei Bentivoglio riuscì a imbrattare mezzo quintale di vergatina fine, una quarantina di chili di carta pecora e perfino una decina di fogli di papiro autentico, cosa che mandò su tutte le furie il conte. Ma niente anche in confronto al mio amico Enrico che un chilo di carta lo annerisce in sei mesi.</p>
<p>Non c’entra – e su questo punto voglio essere onesto – la grossezza della punta del marker o la rarefazione del tratto. Uno Scarabocchiante alle prime armi sarebbe portato a pensare che con un Fibracolor punta 9, limitandosi a fare una croce a foglio, uno potrebbe liquidare una risma di A4 in un quarto d’ora. Non è così. Le Cronache riportano i casi simmetrici ed esemplari del Pranteda – che a Napoli fu etichettato come minimalista sia perché scarabocchiava un solo post it al mese sia perché non faceva altro che punti sbaffati e in rarissimi casi triangoli – e di Matilde Affori che viene ricordata come “La Tessitrice” per il suo stile di ricamo intrecciato (matita HB le righe diagonali, Tratto Clip verde le orizzontali), incessantemente la stessa trama, giorno dopo giorno, fino alla cupa campitura di centoventisei chili di fogli A3 ancora gelosamente custoditi da un collezionista texano.</p>
<p>Ripeto, non è una questione di tempo o di fatica. E non è neanche una gara a chi sparge più inchiostro sulle fibre della cellulosa. No, la differenza tra uno Scarabocchiante degno di passare alle Cronache e un comune imbrattacarte la fa il progetto. E io il progetto non ce l’ho.</p>
<p>(1 – continua)</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/243/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=243&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>non condivido</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 12:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lamerotanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose vere]]></category>

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		<description><![CDATA[vedo il video e clicco su condividi e lo faccio vedere anche ai miei amici, la foto, la canzone, il testo: condivido ogni cosa e quella cosa sono anche io perché l&#8217;ho scelta. la moltiplico. 
in questa moltiplicazione digitale viene meno il mio racconto.  la cosa entra ed esce senza che io possa prenderla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=232&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br /><p>vedo il video e clicco su condividi e lo faccio vedere anche ai miei amici, la foto, la canzone, il testo: condivido ogni cosa e quella cosa sono anche io perché l&#8217;ho scelta. la moltiplico. </p>
<p>in questa moltiplicazione digitale viene meno il mio racconto.  la cosa entra ed esce senza che io possa prenderla davvero dentro di me e cercare in quella cosa i punti del mio racconto.</p>
<p>manca la mia versione dei fatti. copio e incollo e quest&#8217;atto mi rende simile a un ripetitore, non mi dà la possibilità di mentire e -mentendo- di trovare la verità nascosta nella cosa. </p>
<p>la cosa poi esiste solo se c&#8217;è, se è riproducibile. la rete diventa un mare dopo un naufragio: a galla i resti di cose, oggetti, persone. quello che non c&#8217;è forse non c&#8217;è mai stato. o forse è colato a picco.</p>
<p>se qualcosa avviene e non lascia nessuna traccia in rete del suo esserci stato, se non produce qualcosa di condivisibile, ci si può solo affidare al mio racconto. </p>
<p>il mio racconto è questo: sono entrato in questa pasticceria per prendere delle paste, bisogna salire una grande rampa di scale e poi suonare un campanello. quando entri vedi due o tre pasticcieri che ridono, tengono in mano grossi vassoi, aprono armadi da cui esce una nube gelata e poi altri da cui esce un calore secco. </p>
<p>quando sono entrato ridevano, si prendevano per il culo e poi mi hanno chiesto cosa volevo e allora hanno iniziato a prendere per il culo anche me, si vedeva che erano felici. </p>
<p>ne avevano voglia, e io ho detto cosa volevo e un tipo mi ha detto di seguirlo e mi ha portato fino a un tavolo dove c&#8217;erano due grossi pacchetti, chiusi, con un fiocco.</p>
<p>&#8220;è per i dolci?&#8221; mi ha chiesto e io gli ho detto di sì e in quel momento avrei addentato tutto, la sua gola, il gelo ai denti, l&#8217;odore zuccheroso dell&#8217;aria, la vaniglia salata che avevo sulla pelle.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lamerotanti.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lamerotanti.wordpress.com/232/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lamerotanti.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lamerotanti.wordpress.com/232/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lamerotanti.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lamerotanti.wordpress.com/232/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lamerotanti.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lamerotanti.wordpress.com/232/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lamerotanti.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lamerotanti.wordpress.com/232/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lamerotanti.com&blog=9362213&post=232&subd=lamerotanti&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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